Istituti Italiani di Cultura. Qui Santiago del Cile

L’Italia se la saprà cavare. Ancora una volta. Parola di Anna Mondavio, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Santiago del Cile. Prosegue, con una tappa in America Latina, la nostra inchiesta sugli istituti italiani di cultura nel mondo.

Un murales nel quartiere popolare di Yungay, a Santiago del Cile

Cosa significa per voi promuovere la cultura italiana all’estero?
Significa prima di tutto render conto dell’infinita diversità italiana, dovuta alla sua storia particolare. Le culture regionali formano il mosaico culturale italiano che è poi la ricchezza vera dell’Italia.

Chi è il vostro target di riferimento?
È molto ampio: tutto il pubblico cileno! Il nostro desiderio è rivolgerci a diverse fasce di pubblico per età, ma anche per livello culturale, perché c’è senz’altro un pubblico di aficionados che conosce già l’Italia e la sua cultura, e ovviamente questo pubblico è più  esigente. Esiste anche un pubblico che non ha viaggiato in Italia ma ne apprezza la cultura. Ed esiste un altro pubblico che conosce gli stereotipi dell’Italia e formula una sua domanda d’Italia che deve comunque essere presa in considerazione.
L’idea è comunque di avere un accompagnamento pedagogico, affinché il nostro bacino di audience possa capire l’Italia al di là degli stereotipi che la caratterizzano.Ci sono poi le comunità italiane (vecchie e nuove) che comunque restano un elemento trainante situato alla base del capitale di simpatia che l’Italia possiede in tutto il mondo.

Attraverso quali azioni operate?
Le operazioni sono diverse: azioni rivolte a pubblici più colti (mostre nei musei, incontri letterari, concerti di musica classica ecc.) ma anche occasioni per il grande pubblico volte a conquistare nuovi adepti (festival, eventi di massa, giornate porte aperte ecc). Diciamo che le strategie debbono necessariamente essere diversificate per colpire nel segno.

Quali sono gli obiettivi?
Allargare il pubblico di cultori e aficionados della lingua e della cultura italiana, ma anche mostrare la diversità e la ricchezza del nostro Paese, lo stile di vita, il patrimonio culturale, la modernità e non solo ciò che proviene dal passato. Collaborare inoltre con ICE e altre istituzioni per favorire se possibile la presenza dell’Italia anche negli scambi commerciali e non solo culturali.

Istituto Italiano di Cultura a Santiago del Cile
Istituto Italiano di Cultura a Santiago del Cile

Com’è l’Italia vista dal Paese in cui lavora?
In Cile l’Italia è vista come un Paese di straordinaria cultura. Il patrimonio e gli italiani godono di un a priori positivo.

Crede che la reputazione italiana stia fronteggiando un momento di decadenza? Se sì, come questo influisce sul lavoro?
Diciamo che l’arrivo recente di giovani professionisti italiani che fuggono dall’Italia per mancanza di opportunità di lavoro ricorda a tutti che l’Europa è in crisi e l’Italia anche. Ma non parlerei di decadenza a livello di percezione, perché tutti pensano che l’Italia saprà cavarsela ancora una volta in qualche modo.

In che modo rientra l’arte contemporanea nei vostri programmi?
L’arte contemporanea è molto presente, in completo accordo e sintonia con l’Ambasciata d’Italia, che desidera promuovere non solo il patrimonio già inventariato dell’Italia, ma anche quello da inventariare ancora e la modernità dell’Italia stessa attraverso il racconto di quelli che sono i suoi attuali protagonisti.

Su quali risorse economiche contate per portare avanti il vostro lavoro? 
Ci sono le risorse dello Stato,ci sono i denari poi che noi troviamo con collaborazioni con diversi con enti e istituzioni italiane o cilene, e infine sponsor italiani o locali, quando ci sono naturalmente grandi progetti in vista, e con l’Anno dell’Italia in America Latina questo dovrebbe essere l’anno giusto per reperire risorse complementari per presentare il nostro Paese come si merita sul piano culturale economico e scientifico.

Santa Nastro

ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
Triana 843 – Providencia
+56 (0)2 32038170
[email protected]
http://www.iicsantiago.esteri.it/IIC_Santiago

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.