Expo 2015. L’Italia che saremo

Il progetto architettonico di Palazzo Italia per Expo2015, affidato a Nemesi&Partners, è ispirato a una foresta urbana e riunisce attorno a sé i quattro volumi che danno forma al palazzo stesso. Ma all’interno come si presenterà il Padiglione Italia? Artribune lo ha domandato direttamente al suo ideatore, Marco Balich, che qui descrive e racconta il progetto di Vivaio Italia.

Il progetto del Padiglione Italia si sviluppa lungo il Cardo, uno dei due assi perpendicolari che, insieme al Decumano, struttura il master plan di Expo Milano 2015 e prevede la realizzazione di Palazzo Italia (circa 13mila mq su sei livelli fuori terra) e degli edifici temporanei del Cardo (circa 10.700 mq su tre livelli fuori terra).
Il progetto architettonico di Palazzo Italia, affidato a Nemesi&Partners, è ispirato a una forestaurbana e riunisce attorno a sé i quattro volumi che danno forma al palazzo stesso. Vere e proprie quinte urbane, i quattro blocchi ospitano rispettivamente: la zona Espositiva (blocco ovest), la zona Auditorium-Eventi (blocco sud), la zona Uffici di Rappresentanza (blocco nord) e la zona Sale Conferenze-Meeting (blocco est). L’andamento della copertura trova il suo punto di maggior espressione architettonica in corrispondenza del cuore della piazza interna: un grande lucernario vetrato di forma conica si inserisce in sospensione sulla piazza e sulla scala centrale, irradiandole di luce naturale. Con una spesa di quaranta milioni di euro e con 2mila tonnellate di cemento biodinamico, Palazzo Italia sarà l’unico edificio a non venire abbattuto alla fine del percorso espositivo di Expo2015.
Ma all’interno come si presenterà il Padiglione Italia? Artribune lo ha domandato direttamente al suo ideatore, Marco Balich, che qui descrive e racconta il progetto di Vivaio Italia.

Expo2015 - Albero della Vita

Expo2015 – Albero della Vita

Quante maestranze, aziende e persone coinvolge il tuo progetto definito per interpretare l’Italia in patria durante i mesi di Expo2015?
Oltre al mio staff, ci siamo avvalsi di due istituti di ricerca molto prestigiosi: Censis e Aaster degli amici De Rita e Bonomi, e ovviamente della collaborazione di tutti i territori e le Regioni italiane, che ci stanno fornendo i contributi per modellare la parte contenutistica della mostra.

Quali sono i temi, le icone e i paesaggi che avete selezionato per rappresentare l’Italia? Quali espressioni dovranno contraddistinguere il nostro Paese?
Stiamo ricevendo dalle Regioni bellissimi spunti che raccontano un’Italia fatta di tradizione e modernità, di produttività e sostenibilità, ma soprattutto di giovani donne e uomini impegnati, creativi e solidali.Al momento non posso rivelare alcuna storia specifica ma posso anticiparvi i cardini concettuali che abbiamo “isolato” per raccontare il nostro Paese:potenza del saper fare (creatività, eccellenza, innovazione), potenza della bellezza (turismo, qualità della vita, paesaggi d’Italia), potenza del limite (tradizione, gestione delle risorse, resilienza), potenza del futuro (i due semi del futuro).

Tra passato e futuro, com’è cambiata la percezione dell’identità italiana? Come si sono trasformate quelle che un tempo erano le aree di eccellenza del made in Italy?
Il video che abbiamo realizzato per raccontare il nostro padiglione contiene una frase: “Potevamo raccontare l’Italia con il nostro glorioso passato, ma questa volta abbiamo deciso di parlare di futuro”. Credo che questo sia un po’ lo spirito della mostra che stiamo realizzando e il paradosso in cui ci troviamo da italiani, quando dobbiamo raccontare il nostro Paese. Il nostro passato, le nostre tradizioni sono arcinote e diffuse, spesso purtroppo anche stereotipate, ma quanti conoscono la nostra capacità di fare, di innovare e di contribuire a temi universali come quelli di Expo 2015? Lo dico con umiltà, ma penso che questa mostra contribuirà a presentare una visione differente e innovativa del nostro Paese.

Expo2015 - Albero della Vita

Expo2015 – Albero della Vita

Potresti descrivere alcuni elementi architettonico-strutturali, allestimenti che s’incontreranno nel Padiglione e che lo connoteranno?
Il team che ha realizzato il design architettonico ha vinto la gara europea grazie a un progetto che “replica” il modello del borgo italiano: le piazze, le vie, le terrazze, i vuoti che si alternano ai pieni… La mia richiesta, in particolare per il Palazzo, era di ispirarsi al tema del Vivaio. Sul Palazzo, sia per il design che per i materiali utilizzati, c’è un pensiero molto coerente con i valori di Expo2015 e di Padiglione Italia. In particolare mi piace che il design restituisca un’idea di protezione e accudimento: in fondo lì dentro ci sono i nostri “tesori” più preziosi, le nostre potenze.

Un augurio che accompagni il completamento del territorio metaforico all’interno del Padiglione Italia.
Sarò molto sintetico: orgoglio, Italia…

Quali sono, invece, i tuoi programmi futuri?
La Balich Worldwide Shows ha coprodotto la prima edizione di un live show di respiro internazionale, Intimissimi on ice OperaPop, che ha debuttato il 20 e 21 settembre scorso a Verona. Nel 2016 la cerimonia di apertura e chiusura dei Giochi di Rio nel ruolo di executive producer. Stiamo lavorando a diversi altri progetti e, non appena possibile, li comunicheremo.

Ginevra Bria

www.padiglioneitaliaexpo2015.com
www.balichws.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #22

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Ginevra Bria

Ginevra Bria

Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

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