Art weekend a Bologna. Su ArteFiera parla Claudio Spadoni

Soluzione inedita per l’Italia ma spesso e da tempo battuta all’estero, quella della doppia direzione di una fiera. Nel caso di ArteFiera a Bologna, i direttori sono Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni. A quest’ultimo abbiamo chiesto di raccontarci novità e impostazioni di questa 39esima edizione.

Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni
Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni

Se dovesse sintetizzare questa nuova edizione di ArteFiera in una riga come la metterebbe giù?
La prima e più importante fiera d’arte italiana con un’apertura internazionale mirata, una vetrina dell’Italian Sale e un coinvolgimento sempre più forte di gallerie e autorevoli collezionisti.

Quali sono le principali cose che avete notato non funzionare lo scorso anno e che avete deciso di modificare?
Non abbiamo apportato modifiche sostanziali, anche perché la scorsa edizione ha registrato un successo di pubblico e una quota di vendite per le gallerie, nonostante la pesante crisi, al di sopra delle più rosee previsioni.

Se è andato tutto alla perfezione allora ci dica qualcosa su cui avete puntato…
Ecco. Abbiamo cercato di puntare sempre più al carattere curatoriale che aveva già caratterizzato le nostre precedenti edizioni, con sezioni e iniziative nuove o rinnovate.

Aldo Mondino omaggia Alighiero Boetti, artista dominus di Artefiera 2013
Aldo Mondino omaggia Alighiero Boetti, artista dominus di Artefiera 2013

Ci racconti come vi è venuto in mente di inaugurare la fiera con un talk show. È stata una trovata per assicurarsi la presenza del ministro della cultura?
Non ci sarà nessun talk show all’inaugurazione della fiera. L’equivoco forse è dovuto al fatto che abbiamo la RAI come media partner. Molto più semplicemente è prevista la presenza, col presidente Campagnoli, di Michelangelo Pistoletto e di alcune autorità.

Ehm… nel vostro comunicato stampa ufficiale si recita: “L’inaugurazione sarà affidata ad un talk show”. Non me lo sono propriamente inventato.
Sì… ma comunque nessuna trovata. Non ne abbiamo bisogno.

Lo scorso anno le gallerie sono cresciute rispetto al 2013 e quest’anno sono ulteriormente salite. Puntate a quota duecento? Qual è il benchmark che vi siete dati?
Non ci siamo dati alcun livello di presenze come obiettivo da raggiungere, perché semmai puntiamo a migliorare sempre di più il livello qualitativo delle gallerie. Prova ne sia che il numero delle non ammesse, fra quelle che ne avevano fatto domanda, è decisamente alto. L’incremento registrato rispetto alle passate edizioni è dovuto a nuove presenze e alcune sezioni potenziate.

Artefiera 2013
Artefiera 2013

Lo scorso anno avete fatto un tentativo sull’Ottocento di cui quest’anno non c’è traccia. Come è andata?
La presenza dell’Ottocento nella scorsa edizione era stata accolta complessivamente in modo positivo, come positivi erano stati i riscontri anche di mercato. Se quest’anno si è deciso di non inserirlo come sezione specifica, nondimeno sono presenti buona parte di quelle gallerie che nel 2014, assieme all’Ottocento, presentavano anche una nutrita campionatura di opere del primo Novecento. Anche in questo caso si è trattato di una scelta che prescinde da un obiettivo numerico.

Nella fotografia avete in qualche modo incubato un’altra fiera, MIA. È molto raro vedere fiere che collaborano tra loro in modalità simili. Perché avete fatto questa scelta e non avete deciso di sviluppare da soli una sezione fotografica?
Incubare non mi sembra l’espressione più adeguata.

Okkay. Andando al nocciolo della domanda?
Abbiamo più semplicemente stabilito un rapporto di collaborazione con Mia Fair e il suo direttore Fabio Castelli, che ci garantisce il miglior livello qualitativo di una sezione per noi molto importante, considerando il ruolo del linguaggio fotografico nell’arte contemporanea.

Artefiera 2013
Artefiera 2013

L’arte contemporanea italiana del Novecento continua a fare faville nelle aste di mezzo mondo. Come ArteFiera cerca di cavalcare questo scenario?
Intanto vorrei ricordare che già nell’edizione del nostro esordio, nel 2013, avevamo presentato ArteFiera all’insegna del “made in Italy” e una mostra – curata da Laura Cherubini e Lea Mattarella proprio all’interno dei padiglioni fieristici – che aveva per titolo Storie Italiane. Ricordo anche che fra gli apprezzamenti quasi incondizionati, qualcuno sogghignò che era una cosa troppo italiana, appunto, e dunque non di profilo internazionale, dimostrando o fingendo di ignorare che figure come Boccioni, de Chirico, Morandi, Fontana, Burri, Manzoni, Kounellis, Boetti e i “poveristi”, per snocciolare solo qualche nome, e aggiungendoci magari anche la Transavanguardia e poi Cattelan e Vezzoli, godono di una non trascurabile reputazione internazionale. Ma come si sa non c’è provincialismo più patetico dell’esterofilia professata per non apparire provinciali.

Direttore, ora che si è tolto quest’altro sassolino risponde alla mia domanda?
Il crescendo di successi dell’arte italiana nelle maggiori aste internazionali come presso grandi musei stranieri conferma come avessimo visto giusto. Diciamo che siamo stati fortunati, anche al di là di ogni aspettativa. Chi l’avrebbe detto qualche anno fa che oltre a figure come quelle prima ricordate sarebbero salite sulla grande ribalta internazionale anche diversi altri artisti italiani relegati nel limbo dei comprimari? Bene, ArteFiera di quest’anno risulterà fortemente caratterizzata da una cospicua presenza dei protagonisti di questo rilancio, portati da alcune decine di gallerie. Sarà interessante vedere la reazione dei collezionisti interessati, che fino a qualche anno fa avrebbero potuto acquistare questi artisti a un quinto, o anche meno, dei prezzi attuali.

Artefiera 2013, backstage
Artefiera 2013, backstage

Qual è il giudizio dell’offerta culturale della città di Bologna durante la fiera? Fuor di diplomazia: siete soddisfatti o si potrebbe fare meglio da parte delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche?
Senza alcuna concessione alla diplomazia, ritengo che nei giorni di ArteFiera Bologna si presenti davvero con un’offerta di eventi artistici di notevole interesse, per diversità e qualità. Tutte le istituzioni pubbliche, civiche e statali, sono partecipi congiuntamente alle fondazioni e alle gallerie private. Si va dall’arte antica ai giovani emergenti, com’è giusto che sia per una città storica dal passato prestigioso, ma a pieno titolo dialogante con l’attualità internazionale. Art City e ArteFiera sono ormai un binomio inscindibile, funzionano in una comunione di intenti che credo abbia pochi riscontri altrove, nemmeno in città con risorse economiche decisamente superiori. S’intende che si può sempre fare meglio; ma è sempre una questione di risorse.

Questa è la terza edizione del vostro duo di direttori (Verzotti-Spadoni). Siete alla fine del vostro contratto? Andrete avanti?
Il futuro non dipende da noi.

www.artefiera.bolognafiere.it

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • Luchettino Rossi

    Vista la presenza di Michelangelo Pistoletto, sempre molto attento a manifestazioni come questa, gli si potrebbe chiedere come procedono i lavori per il Terzo Paradiso.

  • Giulia

    Caro Luca, come abbiamo parlato privatamente, credo che l’afflato utopistico anni 60 sia stato importante, anche se oggi suona male. In quanto “portato” di una generazione di nonni-genitori che sembra occupare spazio a discapito dei nipoti. Questi nipoti certamente non hanno molto da offrire. E quindi per Nonni e Genitori diventa anche facile. Vascellari, Trevisani, Roccasalva cosa possono portare? Se non remix di nonni e genitori? Quindi? Interessante il tuo nuovo progetto pret a porter, aspetterò di vederlo da vivo in fiera….anche se non so dove :)

  • LUCA ROSSI

    Ciao, sono d’accordo. Più interessante è capire come agisca la Fondazione Cittadellarte di Pistoletto che rappresenta l’attualizzazione di quel pensiero utopistico. I giovani borsisti attirano denaro privato (tanto) che poi sembra non essere investito adeguatamente nelle residenze stesse. Anche la formazione e i progetti che escono dalla Fondazione presentano molte carenze se paragonati alle finalità che si propongono (agire sul tessuto sociale e tentare di realizzare questa sorta di terzo paradiso). Ma questo sarebbe nulla se esistesse una critica intorno, capace di argomentare, oltre la semplice cronaca dei fatti e di quello che recita l’ennesimo comunicato stampa. Alla fine di tutto la Fondazione mantiene giovane e fresca la figura di Pistoletto, mentre per i giovani borsisti rimane solo una riga in più di curriculum vitae e il ricordo di una sorta di grande fratello dell’arte. Ecco, se potessi io vorrei parlare di questo con Pistoletto.