2017. Quando anche la Danimarca avrà la sua Biennale

Tra due anni a Copenhagen verrà inaugurata la prima biennale del Paese, con il titolo Ultracontemporary. Il suo fondatore, il provocatorio Thierry Geoffroy, preannuncia la selezione di quasi duecento artisti chiamati a interpretare l’attualità. Nel segno dell’immediatezza produttiva e speculativa.

Thierry Geoffroy e Tijana Miskovic

La Biennale di Copenhagen mostrerà di quale materia, di quale sostanza è composto l’oggi. L’istrionico artista concettuale Thierry Geoffroy (Nancy, 1961; vive a Copenhagen)svela in anteprima il carattere che assumerà l’evento, inaugurato per la prima volta in Danimarca e co-curato da Tijana Mikovic.

Qual è la tua definizione di Biennale? A quale altro tipo di Biennale europea vi ispirate?
Ogni Biennale è un format. La maggior parte delle Biennali segue precisi standard per creare una piattaforma artistica temporanea, che spesso crea un’ottima connessione tra l’arte e la città che la ospita, così come tra la dimensione locale e quella internazionale della scena dell’arte. Lo scopo è mirare a una programmazione attorno alla quale far girare, attraverso scadenze note, tutte le agende del mondo dell’arte. La Biennale oggi è uno dei soggetti principali nella scena dell’arte contemporanea. E, molto spesso, dominano anche altri attori, come gallerie e musei.

Ma secondo te cos’è veramente una Biennale?
Ormai è diventato una sorta di pellegrinaggio, un evento che riunisce alcuni dei più importanti esperti, pensatori e addetti del mondo dell’arte che altrimenti non si avrebbe modo di incontrare di persona, fisicamente. Inoltre ogni Biennale è sempre brevissima e sempre intensa, nonostante si abbia la pretesa di esprimere e far radicare dibattiti di rilievo, in sincrono e, soprattutto, in una forma concentrata.
Proprio perché sono eventi che condizionano l’opinione pubblica, le Biennali sono spesso connesse ad ambiti socio-politici e ai loro sviluppi. Manifesta ne è un esempio interessante. È importante che gli artisti esprimano loro stessi attraverso temi attuali.

Thierry Geoffroy e Tijana Miskovic
Thierry Geoffroy e Tijana Miskovic

E voi?
Noi intendiamo lavorare in un contesto biennale per raggiungere una buona visibilità e installare piattaforme di dibattito pure, reali. 

Quali temi/concetti esprime il titolo Ultracontemporary?
Ultracontemporary è l’arte dell’adesso. Il tempo di mezzo tra la produzione e la distribuzione dei lavori che svela reazioni immediate, difficili se non impossibili da registrare. L’adesso è un momento d’incontro nel quale agli artisti viene data la possibilità di un’interazione, uno scambio che richiede una presenza reale, effettiva, centrata e concentrata.

Chi è l’artista “tipo” a cui pensi?
Un artista ultracontemporaneo deve essere presente al proprio tempo. La sensibilità dell’artista nei confronti del mondo che lo circonda e le susseguenti avanguardie intuitive rendono possibili opinioni espresse nell’immediatezza, nonché visioni valutabili come linee guida per il futuro. Ma solo la presenza dell’artista rende possibile tutto questo.
La Biennale di Copenhagen inviterà non solo artisti danesi, ma anche figure internazionali; tanto coloro che hanno intenzione di applicare le loro pratiche usuali, quanto chiunque avrà la bruciante necessità di produrre lavori connessi alle urgenze tematiche che staranno avvenendo nel mondo, in quel preciso momento. Ogni artista invitato sarà comunque libero di uscire dai propri schemi speculativi e compositivi usuali, facendo sì che Copenhagen diventi una città-testimone di nuove, rilevanti esperienze estetiche e di conoscenza, secondo diverse piattaforme produttive.

Ultracontemporary Format “Emergency Room”. Everyday Changing Exhibitions About Emergencies
Ultracontemporary Format “Emergency Room”. Everyday Changing Exhibitions About Emergencies

Come si struttureranno questi interventi?
Attualmente sono previste tre piattaforme: la prima coinvolgerà spazi espositivi esistenti, istituzionali, e ospiterà mostre temporanee giornaliere, durante le quali gli artisti saranno in grado di creare lavori lo stesso giorno in cui li dovranno esporre, dando vita a una sorta di enorme mostra dinamica.
La seconda piattaforma attiverà numerosi spazi pubblici non utilizzati che verranno invasi dall’arte, mostrando le potenzialità di rilevare cornici non istituzionali, attraverso interventi mirati a sorprendere l’occhio non sempre attento dei cittadini. La terza piattaforma invece sarà dedicata ai media non solo come canali di comunicazione, ma anche di distribuzione attiva e critica istantanea. Inoltre, saranno imperative tre formule, tre parole che caratterizzeranno Ultracontemporary: Calvary, Contemporaneity e Contemporary Art Museum.

Indicativamente, quanti artisti saranno invitati?
Dal momento che le mostre verranno aggiornate quotidianamente, contiamo di coinvolgere all’incirca duecento artisti. Questa caratteristica dinamica di Ultracontemporary e della sua insistenza nel promuovere l’arte che insiste sull’attualità richiederà agli artisti molta flessibilità fra le liste dei nomi selezionati. Così, se un artista comparirà all’ultimo minuto, o nel bel mezzo del periodo della Biennale, con il bisogno di esprimere un progetto pressante, urgente e fondativo per l’attualità, cercheremo di non negargli questo diritto. La Biennale di Copenhagen mira a diventare una piattaforma di respiro, all’interno della quale ogni contributo risulti vivo e dal vivo: mai cercheremo di creare strutture congelate senza lasciare possibilità a nuovi artisti di esserne attratti.

Ultracontemporary Format “Critical Run”. Run Debate On Now Topics
Ultracontemporary Format “Critical Run”. Run Debate On Now Topics

Com’è composto il comitato scientifico?
Nel nostro board includiamo professionisti provenienti non solo dal mondo dell’arte, ma anche con altre esperienze formative e con differenti approcci lavorativi. Tutti, però, chiamati a interpretare la nozione e le circostanze che caratterizzano l’adesso, nonché le emergenze di oggi. Nel nostro board si annovera anche il direttore di un importante festival musicale, un detective, un filosofo e un notissimo giornalista investigativo. Questa diversità sui piani professionali arricchirà ogni singolo profilo e ci darà la possibilità di analizzare come può essere nutrita l’arte al di là del mondo dell’arte.

Cosa intendi per Emergency Art e Art format?
Emergency Art fa riferimento a quei temi che non possono attendere di essere espressi, perché domani sarebbe troppo tardi. Un Art format è costituito da una formula. Una struttura che contiene un numero di elementi invariabili che ne compongono la cornice gerarchica dei diversi partecipanti, un ordine dei diversi fattori che cambia ogni qual volta un Art format viene attivato. Accanto alle variabili stabilite all’interno della struttura dell’Art format, la relazione tra quest’ultimo, lo spazio e il tempo a sua volta muta.
Ad esempio, un Art format inserito in un museo, differisce più che sensibilmente da un Art format promosso e inserito in una galleria privata. Un altro fattore esterno che potrebbe modificare un Art format risulta, fra gli altri, essere il clima politico: un Art format installato in uno stato totalitarista avrebbe una forma completamente diversa qualora fosse, in maniera analoga, trasferito in uno stato democratico. Un Art format è un progetto, un’opera in sé, ed è legato all’arte concettuale, ma ha un focus sempre in crescita dedicato a diventare un pensiero esteso, diffuso, e a espandersi nel movimento dell’arte globale.

Ultacontemporary - The Art Delegation in Research Visit
Ultacontemporary – The Art Delegation in Research Visit

Dove troverà luogo Ultracontemporary?
La Copenhagen Ultracontemporary Biennale è programmata per inaugurare nel 2017, attivando istituzioni, spazi pubblici e promuovendosi giornalmente attraverso diversi media. Stiamo attualmente dialogando con i musei d’arte e le gallerie della capitale danese per negoziare le esposizioni d’arte negli spazi pubblici, coinvolgendo anche un festival di musica elettronica di strada chiamato Copenhagen distortion e la televisione nazionale danese, attraverso il canale DR2.

Come verranno spesi i prossimi due anni di organizzazione della prima Biennale di Danimarca?
La Copenhagen Ultracontemporary Biennale sta cominciando a stabilire i temi che intende porsi e che compongono la nozione di contemporaneità, tanto nel mondo dell’arte quanto nell’universo delle biennali. Al momento ci stiamo presentando alle altre biennali o a quelle istituzioni che lavorano raccogliendo arte internazionale, dove il pensiero retrostante alla Copenhagen Ultracontemporary Biennale sta cominciando a creare dibattito. Il ri-pensamento delle strutture pre-esistenti, inoltre, si inserisce nella terminologia corrente, sviluppando il nostro vocabolario quotidiano verso un dispiegamento cognitivo nei confronti di espressioni come: Ultracontemporary, Consapevolezza muscolare ed Emergency Art,termini-chiave per ogni nostra presentazione. In questo senso, già precedentemente al lancio della Copenhagen Ultracontemporary Biennale stiamo proponendo i nostri format espositivi in discussioni e progetti in via di sviluppo che stanno per avere luogo sulla scena dell’arte globale.

The Delay Museum. Exhibition Space to Exhibit Art Works That Are Not Ultracontemporary Anymore
The Delay Museum. Exhibition Space to Exhibit Art Works That Are Not Ultracontemporary Anymore

Si direbbe che siete in fase promozionale…
Il nostro è esattamente un tour promozionale, ma non è solo un modo per ottenere visibilità, piuttosto è la formazione di un profilo basato su un’onesta volontà di creare un dialogo e uno scambio di idee tra diverse soggetti in gioco in un contesto internazionale. Il nostro futuro, primissimo, evento si terrà durante i giorni di inaugurazione della Biennale di Venezia.

Potresti formulare un pensiero, un augurio che accompagni la Copenhagen Ultracontemporary Biennale?
Ultracontemporary dovrebbe dimostrare quanto il potenziale dell’arte sia necessario a rileggere il nostro tempo. Se l’arte si manifesterà in tempo, noi saremo capaci di prevenire alcuni eventi, o almeno avremo la possibilità di dibatterne prima che sia troppo tardi.

 

Ginevra Bria

 

http://copenhagenbiennale.org 

 

 

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.