Walter Bonatti: storie di una vita incredibile

Sulle vette dell’alpinismo e dell’arrampicata estremi, e prestissimo l’abbandono. Per diventare reporter da terre inesplorate e lande ai confini del mondo. Le fotografie di Walter Bonatti al Palazzo della Ragione, spazio ormai – definitivamente? – dedicato alla fotografia a Milano.

Palazzo della Ragione ci introduce nei viaggi dell’instancabile esploratore Walter Bonatti (Bergamo, 1930 – Roma, 2011) attraverso l’occhio privilegiato dei suoi scatti e autoscatti. Dopo l’inaugurazione, promulgata come apertura ma meglio intesa come battesimo o mera riconferma, dello spazio per la fotografia con Sebastião Salgado, questa seconda esposizione raccoglie i temi della natura, dell’esplorazione e del reportage di luoghi perduti, temi indagati e divulgati dal fotografo brasiliano con messaggi profondamente sociali, e li declina nel percorso sportivo e puramente avventuriero del fotografo italiano.
Si tratta della prima personale interamente dedicata a Bonatti e significativamente va a sottolineare il periodo in cui lavorò come reporter per Epoca. Nato alpinista, in seguito al celebre “caso K2” e alla tragedia del Pilone Centrale, eventi che lo indussero a viaggiare in solitaria e a documentare le proprie spedizioni, iniziò a collaborare per la rivista italiana, sorta di gemella della statunitense Life.
A differenza del bianco e nero del collega brasiliano, i colori del mondo inesplorato esplodono nelle immagini di Bonatti. Lande, giungle, deserti, montagne, vulcani e quant’altro sono incontaminati panorami che sembrano appartenere a un mondo fantastico. Bonatti ci accompagna in ogni angolo della Terra e attraverso il suo occhio meccanico riscopriamo la meraviglia e lo stupore della scoperta. Bonatti diventa narratore di viaggi in cui è a volte difficile distinguere la realtà dalla fantasia, la verità del reporter dalla buona menzogna dell’avventuriero, tanta è l’incredibile varietà di esperienze vissute. Consapevole di ciò, si ispira esplicitamente ai grandi romanzi d’avventura, rintracciandone le strade e vivendo le storie sulla propria pelle: “I miei maestri sono stati Hemingway, London, Defoe, Melville, ai quali devo dire grazie se non ho paura di invecchiare. La loro avventura è stata la mia”.

Villaggi e popolazioni toradja (centro isola Sulawesi), Indonesia. Dicembre 1974 - © Walter Bonatti, Contrasto
Villaggi e popolazioni toradja (centro isola Sulawesi), Indonesia. Dicembre 1974 – © Walter Bonatti, Contrasto

Il narratore, che come molti grandi non si considerò mai un professionista, diventa allora protagonista dei suoi viaggi fantastici, mentre noi, attraverso i suoi scatti, lettori di queste storie di una vita incredibile, come recita il sottotitolo della versione italiana di Big Fish, film del 2003 diretto da Tim Burton, dove vediamo un Ewan McGregor, alias Ed Bloom, condurre una vita sul sottile confine fra fantasioso e reale, dove la differenza fra narrato e vissuto non ha più importanza.
Ecco allora Bonatti, da persona reale, autentico avventuriero, divenire presto personaggio di diversi fumetti che intorno agli Anni Novanta colgono il suo mondo fantastico. Ma Bonatti, narratore e personaggio, è multiforme e lo possiamo trovare, implicitamente o esplicitamente, in ogni avventura che valga la pena di raccontare. Non ultimo I sogni segreti di Walter Mitti, film del 2013 diretto da Ben Stiller, dove il protagonista omonimo compie, similmente al fotografo italiano, avventure che valicano il confine del sogno, unendo introspezione ed esplorazione.
Proprio in questa dicotomia il reporter trova la risposta sul futuro dell’esplorazione terrestre, alla fine di una mostra che fa davvero chiedersi se esistano terre inesplorate: “Il vero pericolo di esaurire la possibilità di esplorare dipende non tanto dalla mancanza di foreste o montagne sconosciute quanto dall’alterarsi del nostro spirito. Una nuova era esplorativa può dunque nascere oggi stesso, e forse qualcuno l’ha già inaugurata: è l’era dell’esplorazione introspettiva, umana”.

 

Lodovico Lindemann

 

Milano // fino all’8 marzo 2015
Walter Bonatti – Fotografie dai grandi spazi
a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta
Catalogo Contrasto e Gamm Giunti
PALAZZO DELLA RAGIONE FOTOGRAFIA
Piazza dei Mercanti 1
[email protected]
www.palazzodellaragionefotografia.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/39893/walter-bonatti-fotografie-dai-grandi-spazi

 

 

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Lodovico Lindemann
Lodovico Lindemann, appassionato entusiasta abitante di questo e dell’altro mondo. Milanese d’adozione, laureato in Lettere Moderne, ha sviluppato un interesse verso qualunque forma di creatività, in particolare il teatro e la musica. La sua vera passione è scrivere, su cui spera di costruirsi un futuro.
  • L’avventura di Walter Bonatti si può riassumere nella sua citazione : la montagna più alta rimane sempre dentro di noi. Oppure in una frase di Goethe : i monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.
    Come non ricordare i silenzi nei ghiacciai e nei deserti da lui ritratti. Ed è il silenzio la costante nelle sue immagini, un silenzio arcano, mistico, sacrale che va oltre il fantastico.

  • L’avventura di Walter Bonatti si può riassumere nella sua citazione : la montagna più alta rimane sempre dentro di noi. Oppure in una frase di Goethe : i monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.
    Come non ricordare i silenzi nei ghiacciai e nei deserti da lui ritratti. Ed è il silenzio la costante nelle sue immagini, un silenzio arcano, mistico, sacrale che va oltre il fantastico.

  • angelov

    Il silenzio delle vette solo interrotto dai sussurri di remoti pensieri.

  • angelov

    Il silenzio delle vette solo interrotto dai sussurri di remoti pensieri.