Nuovi musei: a Venezia c’è Vitraria

Il 26 settembre scorso è stato inaugurato a Venezia un nuovo museo, il Vitraria Glass +A Museum. La location è la meravigliosa cornice di Palazzo Nani Mocenigo, ex sede dell’Università Ca’ Foscari, finalmente restaurata. Un museo che parla del vetro, ma non solo.

Vitraria Glass +A Museum, Venezia - photo by MAAP - Andrea Liuzza e Valentina Zanaga
Vitraria Glass +A Museum, Venezia - photo by MAAP - Andrea Liuzza e Valentina Zanaga

Un altro museo a Venezia”, qualcuno potrebbe commentare. Sebbene recentemente siano stati inaugurati diversi spazi espositivi, come la sede di Ca’ Corner della Regina della Fondazione Prada nel 2011, Le stanze del Vetro nell’isola di San Giorgio Maggiore nel 2012 e nello stesso anno La Casa dei Tre Oci alla Giudecca, l’ultima nuova realtà veneziana nell’ambito dell’arte contemporanea, che rientri nella definizione moderna di museo, risale però al 2009 con l’inaugurazione di Punta della Dogana.
Ancoraarti, quindi, e ancora vetro. Ma invece di presentare l’arte vetraria tradizionale in maniera storico-didattica o per fini commerciali, Vitraria propone un approccio olistico, universale, senza porsi in competizione con le altre realtà. Infatti le opere esposte non sono realizzate solamente in vetro: l’uso di altri materiali (ferro, resina, video, fotografia) è funzionale per comunicare idee e riflessioni che si ispirano alle caratteristiche della materia, come la fragilità, la trasparenza, la liquidità e la trasformabilità.
Ad esempio, nel lavoro dell’artista spagnola Pilar Cavestany il concetto di trasparenza è indagato attraverso una composizione di pellicole fotografiche inserite all’interno di un lastra. Il vetro, nelle sue diverse sfaccettature, è visto quindi come punto di partenza, metafora ideale e moderno fil rouge per dialogare con varie discipline. Vitraria infatti adotta un approccio multidisciplinare che attraverso il medium del vetro vuole dare spazio a diversi settori: moda, design, architettura, nuove tecnologie, artigianato, ma anche musica e letteratura. Diverse stanze sono dedicate a ambiti specifici, come la Stanza dell’Architettura o la Stanza di Derrida, dedicata alla riflessione filosofica. Non manca il riferimento alla musica che, grazie al lampadario realizzato da Fabio Fornarier, risuona attraverso le note di Philip Glass in una sala relax fornita di comodi puff.

Vitraria Glass +A Museum, Venezia - photo by MAAP - Andrea Liuzza e Valentina Zanaga
Vitraria Glass +A Museum, Venezia – photo by MAAP – Andrea Liuzza e Valentina Zanaga

Accanto a grandi nomi dell’arte contemporanea, come Bill Viola, Frank Stella e AES + F, vengono presentati artisti emergenti a livello locale, come Sofia Olmeda, che realizza i suoi lavori con il supporto di un vecchio scanner. Questo aspetto è particolarmente significativo, in quanto si tratta forse del primo caso veneziano in cui arte locale e internazionale sono poste sullo stesso piano.
Il percorso del museo presenta una narrativa aperta, senza cartellini informativi di nessun genere. Il visitatore è quindi posto al centro dell’esperienza ed è invitato a trovare il proprio percorso d’ispirazione e di riflessione. “La partecipazione, intesa come personale coinvolgimento del visitatore nel processo di costruzione dei significati, riveste un ruolo centrale nella vision che il museo vuole esprimere nel futuro” spiega Nicole Moolhuijsen, che si occupa di “Interpretation & Development” nella Creative Unit del museo. “La sfida”, continua Nicole, “è quella di creare le condizioni giuste affinché i visitatori possano vivere un’esperienza personalmente significativa indipendentemente dal bagaglio culturale.”
Il personale del museo, in compenso, si dimostra disponibile a conversare con il pubblico, per stimolare domande, curiosità e per accompagnarlo durante l’esperienza di visita.

Vitraria Glass +A Museum, Venezia - photo by MAAP - Andrea Liuzza e Valentina Zanaga
Vitraria Glass +A Museum, Venezia – photo by MAAP – Andrea Liuzza e Valentina Zanaga

La valorizzazione del contenitore, lo straordinario palazzo in perfetto stile gotico-veneziano, è una caratteristica che connota l’approccio curatoriale del direttore artistico Ewald Stastny, convinto dell’importanza di far dialogare le opere con lo spazio preesistente al fine di esprimere nuovi significati. Questa sensibilità è testimoniata dall’installazione di diversi lavori, come l’opera dell’artista slovena Tanja Pak, che in una corte interna del palazzo crea una cascata di gocce vitree per suggerire l’idea della pioggia; oppure il fragile equilibrio di lastre di vetro, firmate Mimmo Roselli, incastrate nelle pareti grazie all’esperienza progettuale e di allestimento di We Exhibit, giovane team di project manager, exhibition designer e creativi, nato a Venezia pochi anni fa.
Non solo vetro dunque, come suggerisce il titolo della mostra, Glass +A. E non solo il classico contenitore di mostre temporanee.
Ben venga allora l’apertura di un nuovo museo, sperando che possa evolvere secondo il senso moderno inteso da ICOM, diventando un centro sperimentale di ricerca, nonché punto di riferimento per la comunità locale e internazionale. Vedremo se il progetto di Vitraria riuscirà a farsi catalizzatore di idee e creatività, nonostante il periodo di difficoltà in cui naviga il settore culturale. Intanto, possiamo solo augurare un buon lavoro a questa nuova realtà.

 

Elisa Campana

 

VITRARIA GLASS +A MUSEUM
Dorsoduro 960 – Venezia
[email protected]
www.vitraria.com

 

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Elisa Campana
Elisa Campana (Bassano del Grappa, 1989) si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali (Università Ca’ Foscari, Venezia) con una tesi sulla gestione dei depositi museali e sul caso specifico del National Museum of Fine Arts di La Valletta (Malta), presso il quale aveva lavorato. Altre esperienze all’estero sono avvenute a Helsinki (Erasmus) e Bruxelles (tirocinio presso la Regione Veneto), ma ritorna sempre a vivere a Venezia, innamorata della sua dimensione umana. Volendo contribuire al contesto culturale veneziano, è stata co-fondatrice di un’associazione non profit di organizzazione di eventi culturali, ha lavorato con diverse istituzioni cittadine (La Biennale, Punta della Dogana, Fondazione Musei Civici) e sta portando avanti una ricerca di tesi sul mondo dell’associazionismo culturale e sugli eventi informali di Venezia centro storico (a breve conseguirà la specializzazione in Economia e Gestione delle Arti a Ca’ Foscari).