2014 Design Miami. Dieci anni di fiera

Dal 3 al 7 dicembre 2014, la fiera più importante dedicata ad arredi e oggetti da collezione celebra i suoi dieci anni. Dai quindici espositori del Moore Building alle trentasei gallerie selezionatissime che oggi decretano un nuovo livello allestitivo e museale del design.

Dieci anni fa, una piccola, selezionatissima rassegna per oggetti di design da collezione chiamata design.05 Miami venne lanciata parallelamente alle scie più dorate ed esibizioniste di Art Basel Miami Beach. Il primo obiettivo del Moore Building, location dove si svolsero le prime tre edizioni, e delle quindici gallerie riunite dai fondatori Ambra Medda (che lascerà la fiera nel 2010) e Craig Robins era raccogliere oggetti rari e protagonisti imprescindibili della produzione estetico-industriale nel XX secolo. Entità presentate nel luogo/tempo in cui connoisseur, autori e collezionisti d’arte avrebbero maggiormente apprezzato, compreso e, infine, comprato Design.
In dieci anni non si è verificato solo un aumento delle gallerie partecipanti, ma l’odierna Design Miami ha ampliato una nicchia di mercato peculiare, facendo fiorire gli scambi tra domanda e offerta, e provocando, a catena, una nuova attenzione, tanto privata quanto istituzionale, alla storia delle linee e degli oggetti, appartenenti a diverse generazioni industriali. Design Miami ha creato un’audience globale attirata da un gruppo di gallerie che singolarmente non avrebbero attirato ricerche museali, collezionisti, ricercatori né soprattutto avrebbero giustificato margini così alti per arredi divenuti feticcio della modernità.
Recentemente Rodman Primack, executive director di Design Miami, ha affermato:“La fiera ha superato il bisogno di una mere sede di scambi consolidati, un luogo che dovrebbe giocare il ruolo di una piattaforma per esibire la varietà e la forza di quel che era una sorta di mercato novello. Nell’arco di dieci anni, il mercato del design da collezione ha cambiato la propria scala. Si è internazionalizzato e diversificato, questo è un riflesso chiaramente leggibile attraverso la fiera. Design Miami ha cambiato il modo in cui le gallerie sono venute a contatto con i loro pubblici di riferimento. Sono molto felice di vedere come questa sorta di ecosistema ha portato così tanti, diversi punti di vista ed estetiche a convivere”.

Design Miami
Design Miami

In questa edizione, in particolar modo, sarà molto evidenziato il design contemporaneo americano, con l’invito esteso a due gallerie che non hanno mai partecipato ad alcuna edizione come Edward Cella Art+Architecture di Los Angeles e Gallery Diet di Miami. Due nuove entrate che si aggiungono a due ritrovati partecipanti come Volume Gallery di Chicago e Johnson Trading Gallery di New York. Senza contare i più affezionati espositori di Basilea, come l’italiana O., di Roma, specializzata tanto in design italiano moderno quanto in design internazionale, sempre del XX secolo; Galerie Pascal Cuisinier di Parigi, specializzata su design francese degli Anni Sessanta-Settanta; Carwan Gallery di Beirut, che enfatizza la fusione tra artigiani e designer mediorientali, nonché Nilufar (Milano), specializzata in design del Dopoguerra. La Fiera di Miami e sua sorella maggiore a Basilea hanno mantenuto, rafforzato i loro legami grazie anche alle gallerie storiche che hanno partecipato sin da design.05 Miami. Undici gallerie fondatrici che,rispetto alle primigenie quindici, sono tornate anche nel 2014: la stessa Nilufar Gallery, Casati Gallery, Cristina Grajales Gallery, Demisch Danant, Galerie kreo, Galerie Patrick Seguin, Jousse Entreprise, Laffanour Galerie Downtown, Magen H Gallery, R & Company and Hostler Burrows.
Quest’anno Design Miami, tanto ispirata dai suoi primi dieci anni quanto fiduciosa per la futura decade, lancerà alcune iniziative di lungo corso. Primo fra tutti il Design Visionary Award, riconoscimento creato per premiare le figure che hanno contribuito significativamente allo sviluppo nel campo del design. Il premio verrà assegnato, grazie anche all’esposizione di una mostra, a Peter Marino, architetto conosciuto non solo come importante collezionista di arti plastiche e visive, ma anche come acclamato progettista di interior di lusso, nonché disegnatore per marchi del calibro di Chanel, Dior, Louis Vuitton, Bulgari, Graff ed Ermenegildo Zegna. Al designer americano Jonathan Muecke, invece, è stato commissionato di creare, quest’anno, il Design Miami Pavilion. Una sorta di estensione effimera dello spazio della fiera in sé, uno spazio espositivo e un pezzo di architettura funzionale temporanea. Quest’anno Muecke ha creato una doppia struttura circolare con aperture a entrambi i poli, come se rigettasse la monumentalità in favore della leggerezza e della variabilità, un canopo traslucido che vedrà l’avvicendarsi di superfici colorate e curve.

Design Miami
Design Miami

In questo secondo anno, Audemars Piguet, partner associato di Art Basel, ha supportato Peabody Essex Museum di Salem, in Massachusetts per portare gli Strandbeests di Theo Jansen lungo la spiaggia di Miami. In ultimo, da ricordare la mostra Design Curio, concepita, per la quarta volta, come una contemporanea camera delle meraviglie, dalla curatela indipendente. Tanti chiostri distribuiti fra gli stand approfondiranno la pratica del design. Capsule tematiche che andranno ben al di là del design da collezione, per abbracciare diversi campi ad esso connessi quali tecnologia, scienze, artigianato, prototipazione e, addirittura, esoterismo. Rigorosamente da intenditori.

 

Ginevra Bria

 

Miami // dal 3 al 7 dicembre 2014
Design Miami
DESIGN MIAMI PAVILION
19th Street at Meridian Avenue
www.designmiami.com

 

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.