Weekend a Istanbul. Biennale, fiera, festival e molto altro

E adesso inizia Contemporary Istanbul, l’ennesima fiera, certo, ma che riserva sempre ottime sorprese, soprattutto se gli si affianca una visita della città. Noi vi proponiamo un tour un poco atipico.

Ilhami Atalay Sanat Galerisi, l'entrata

Fino al 14 dicembre, a Istanbul è in scena la seconda edizione della Biennale di Design gestita dall’ormai consolidato ente IKSV (lo stesso che organizza la Biennale d’Arte), e con l’occasione si può approfittare anche della 26esima edizione dell’Istanbul International Short Film Festival, che si tiene dal 20 al 27 novembre nelle sedi degli istituti di cultura italiano e francese. Breve ma intensa anche la fiera Contemporary Istanbul, in programma dal 13 al 16 novembre (dall’Italia: Bonelli e Artra da Milano, Il Chiostro da Saronno, Berengo Studio da Venezia, Art Forum da Bologna, Aria da Firenze, Barbara Paci di Lucca, Russo e Studio Pivot da Roma, White Room da Capri). Ed è l’ennesimo appuntamento per i globetrotter dell’arte, che sono appena reduci da almeno una delle seguenti destinazioni: Torino, Abu Dhabi, New York.
E naturalmente da visitare ci sono le gallerie più note della città, scoprendo facilmente l’avanguardia turca. Basta dare un occhio alla programmazione dell’ultimo anno alla Rampa Istanbul Art Gallery, una delle migliori gallerie di Istanbul. Tra le file delle personali, i nomi più celebri del panorama contemporaneo turco, da Ahmet Oran all’imprevedibile Gülsün Karamustafa, all’eclettica Hatice Güleryüz, fino allo scomparso Hüseyin Bahri Alptekin, a cui è stato dedicato il Padiglione Turco nel 2007 alla Biennale di Venezia.

Avareler - Un'istallazione dei 40 Ladroni di Ankara, 2012
Avareler – Un’istallazione dei 40 Ladroni di Ankara, 2012

Ad ogni modo visitando Istanbul e la Turchia non vi sarà difficile lasciare spazio all’imprevedibilità. Gli Avareler, ad esempio,sono un gruppo di ragazzi di Ankara e il loro nome è ispirato ai quaranta ladroni. Con veri e propri blitz notturni mettono sottosopra angoli di città, utilizzando stencil e bombolette spray, ma soprattutto serigrafie e manifesti in bianco nero. Occupano spregiudicatamente spazi destinati alla pubblicità, le fermate degli autobus raccontano con loro nuove storie e nuove espressioni rivoluzionarie. Azioni che hanno l’efficacia delle performance: durano il tempo di una notte e di una mattina, fino a quando i cartelloni non vengono rimossi.
A Istanbul e di giorno, con un po’ di fortuna si può assistere a una delle performance sperimentali sonore del collettivo Ha Za Vu Zu. Il gruppo è un mix di artisti turchi che come gli Avareler hanno l’obiettivo d’ispirare impegno socio-politico tramite perlopiù interventi di agitprop. Lo scorso anno hanno lavorato molto in difesa e nell’occupazione del Gazi Park a Taksim.

Lo studio di Yusuf Katipoglu
Lo studio di Yusuf Katipoglu

In definitiva, guardandosi bene attorno, a Istanbul si può diventare curatori della propria visita. L’arte va oltre le gallerie e oltre i muri, si insinua fin nelle case, nello stile di vita degli abitanti di Istanbul, negli 89 passi che dividono la casa di Yusuf dal suo atelier nel quartiere di Kusguncuk. Dervisci rotanti girano fascinosi appesi a una finestra, diventano soprammobili o scacciapensieri che attirano solo europei. È lo studio atelier dell’artista sognatore Yusuf Katipoğlu: amante dell’abitudine, si reca quotidianamente al Çınaraltı Caffé sulle rive del Bosforo. Il suo atelier è uno sprigionarsi di colori pastello, di sogni e di magia, evidente l’ispirazione dal mondo infantile e dall’illustrazione. Tra le favole dei suoi dipinti onirici anche celate irrequietudini che ogni storia e ogni infanzia nascondono. La ripetitività delle sue onde racconta una città dalle mille sfaccettature, con sarcastico riferimento alla continua e barbarica espansione della metropoli.

Atelier Atalay di Sultanhamet
Atelier Atalay di Sultanhamet

Ilhami Atalay è un’altra coinvolgente personalità, oltre che un pittore ormai consolidato. Nel cuore di Istanbul, nella frequentatissima Sultanahmet, lui continua a produrre le sue opere da ormai trent’anni. A ispirarlo i gatti, il cielo che scorre sopra il suo terrazzo, forse anche i turisti e poi quel genio creativo, la follia dei colori e delle forme. E così negli anni coinvolge l’intera famiglia, la moglie e i tre figli. Online potete trovare un sito turco con le opere di tutti e cinque. E tra di loro c’è anche Elif Nursad Atalay. Ha parlato di lei e della sua espressione quasi rabbiosa anche il New York Times: “The writing may be in Turkish but the work is not lost in translation: it stars a cloaked superheroine on fantastical adventures within the Istanbul metro and on ancient cobbled streets”.Impassibile alle regole dello Stato, si riappropria della strada disegnando gatti giganti. Se la zona non è stata ancora “ripulita” potrete trovare i suoi graffiti a Liva Sokagi, Balyoz Sokagi e Sah Kulu Bostan Sokagi.

Giulia Grotto

Istanbul // dal 13 al 16 novembre 2014
Contemporary Istanbul
ICC – ISTANBUL CONGRESS CENTER
ICEC – ISTANBUL CONVENTION AND EXHIBITION CENTRE
www.contemporaryistanbul.com

Istanbul // dal 1° novembre al 14 dicembre 2014
Istanbul Design Biennial
GALATA GREEK PRIMARY SCHOOL
ANTREPO 7
http://2tb.iksv.org/index.asp

Istanbul // dal 20 al 27 novembre 2014
International Istanbul Short Film Festival
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
INSTITUT FRANÇAIS
http://istanbulfilm.wix.com/festival

 

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Giulia Grotto
Giulia Grotto è nata nel 1989 in provincia di Vicenza. Laureatasi in Arti Visive e dello Spettacolo allo IUAV di Venezia con una tesi sull'arte contemporanea turca, ancora deve intraprendere una vera carriera professionale. Con svariati interessi e molta curiosità l'unica cosa certa è che nella vita vuole fare la viaggiatrice. Nel 2010 ha studiato all'Accademia di Belle Arti presso l'Università Hacettepe di Ankara. Momentaneamente vive a Istanbul grazie a un progetto di ricerca nella fondazione artistica SALT. Dallo scorso anno è stata coinvolta nell'organizzazione del Festival Alto Vicentino per la realizzazione della rassegna annuale della Mostra del Film Corto. Quasi iscritta all'università Film and Audiovisual Studies vuole ora cimentarsi nel restauro cinematografico, anche se il suo vero obiettivo è il film documentario.