Parte CulT Venezie, il Salone Europeo della Cultura. A Venezia, progetto e tecnologia

Al via venerdì 21 novembre a Venezia la quarta edizione di “CulT Venezie – Salone Europeo della Cultura”, divenuto ormai ineludibile momento di incontro per l’industria creativa. CulT Venezie è focalizzato quest’anno sui meccanismi di innovazione tecnologica e culturale raccontati attraverso progetti complessi e maturi sviluppati dalle imprese del territorio, nazionali e internazionali. Artribune ha intervistato il curatore, Antonio Maconi.

Quali sono i tratti distintivi di questa quarta edizione di CulT Venezie?
CulT Venezie quest’anno ha un concept diverso dal passato: sarà poco evento fieristico e molto più esposizione, ed è articolata in sei sezioni tematiche: Futuro Artigiano, 3D Printing, Restauri Aperti, Wondrous Machines, Il Veneto e la Grande Guerra, Artigiani del Gusto. Altro aspetto di discontinuità: abbiamo voluto sottolineare nell’esposizione la dimensione progettuale, selezionando realtà aziendali diverse e non necessariamente micro in base ai progetti che hanno sviluppato con designer e artigiani e raccontandoli dal concept alla realizzazione del prodotto finito, come il progetto La casa di pietra, sviluppato da Gumdesign in collaborazione con Friulmosaic.
Altro aspetto importante, sarà la dimensione partecipativa di CulT Venezie: il pubblico sarà coinvolto in modo attivo, studenti e designer progetteranno dal vivo oggetti che verranno stampati in 3D printing o si cimenteranno nel game design o in altre attività anche pratiche, come la tintura della lana con l’acqua della Laguna. Il programma funziona: ad oggi il 70% degli eventi è già sold out! Abbiamo invece mantenuto immutata la sede principale, il Terminal San Basilio, mentre i percorsi tematici si snodano per tutta la città.

Alla luce di questo nuovo taglio, a che tipo di pubblico si rivolge l’esposizione?
Oltre alle realtà imprenditoriali, i designer e i progettisti protagonisti dell’esposizione, quest’anno abbiamo voluto implementare la dimensione europea e la partecipazione internazionale di CulT Venezie. Si sono accreditati cinquecento giovani da tutta Europa e dal Mediterraneo, fra cui molti studenti di master e dottorati di design, e ci saranno quindici università fra italiane – i Politecnici di Milano e di Torino, l’Università di Siena – e straniere che parteciperanno con studenti e docenti. Il tipo di approccio espositivo e partecipativo ha attirato anche altre fasce della formazione, e il primo giorno dell’esposizione avremo ospiti sette scuole superiori e anche una scuola elementare del territorio. Si tratta di scuole che ci hanno scelto come destinazione della loro gita culturale per far partecipare quattrocento ragazzi alle attività proposte da CulT Venezie.

Squeeze Me - Università di Siena
Squeeze Me – Università di Siena

Come si pone una mostra-evento come CulT Venezie nel neonato sistema espositivo nazionale su innovazione creatività e artigianato (Operae a Torino, Source a Firenze)?
L’elemento di distinzione di CulT Venezie, soprattutto quest’anno, è la pluralità dei temi che vengono raccontati dal punto di vista della cultura di impresa. A noi interessa mettere in luce il significato culturale del prodotto. Voglio fare un esempio: fra le realtà che abbiamo scelto c’è Exquisita, l’azienda di Rovereto che produce cioccolato. Loro presenteranno il box realizzato per il museo MART di Rovereto nel decennale della sua fondazione: si tratta diuna serie di cioccolati progettati ad hoc per l’occasione in cui anche il packaging è stato sviluppato dall’azienda con dei designer, ed è un ottimo esempio del connubio fra cultura e impresa che vogliamo raccontare.
A noi interessa raccontare da dove riparte l’economia italiana superando lo stadio della micro impresa e raccontando progetti già maturi sviluppati da realtà aziendali strutturate, mostrando non le stampanti 3D ma a che cosa servono – è nostro partner nella esposizione DWS System, l’azienda di Vicenza che sviluppa da anni sistemi per la prototipazione – nei vari settori, dall’architettura al gioiello all’odontoiatria. Voglio anche citare una frase di Giovanni Bonotto dell’omonimo lanificio – uno dei padri “spirituali” di CulT Venezie, insieme a Stefano Micelli, a cui è direttamente ispirata una sezione della esposizione – che ha detto: “Perché siamo figli di Giotto, noi italiani, e non di Bill Gates”, rivendicando una specificità italiana legata alla nostra cultura e alla nostra storia, aspetti mostrati in molte delle sezioni della esposizione.

Monica A. G. Scanu

Venezia // dal 21 al 23 novembre 2014
CulT Venezie – Salone Europeo della Cultura
a cura di Antonio Maconi
TERMINAL SAN BASILIO
Dorsoduro
http://veneziecult.veneziepost.it/

 

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Monica Scanu
Monica AG Scanu, architetto, si occupa di design e architettura. Dal 2012 è titolare del corso di Design Management alla sede IED di Cagliari. È membro del CDA della casa editrice dell’Ordine degli Architetti di Roma, Prospettive Edizioni. Dal 2007 è responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione di Insula architettura e ingegneria. Tra il 2007 e il 2009 è direttore a Roma del Master in Cultural Experience Design and Management di Domus Academy e IRFI. È stata docente sino al 2008 presso il corso di Disegno Industriale alla Seconda Facoltà di Architettura Ludovico Quadroni alla Sapienza, dal 2002 al 2007 presso il corso in Disegno Industriale e Ambientale, Facoltà di Architettura di Ascoli, e fino al 2009 presso il Design Culture and Management Program della Bilgi University di Istanbul. A Istanbul ha organizzato, in collaborazione con l’azienda Moleskine, il progetto Detour My Detour. Dal 2009 al 2011 ha fatto parte dello staff dell’Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, con competenze su design, architettura e cultura internazionale.