Nuova Consonanza. Da oltre mezzo secolo, Roma è capitale della musica contemporanea

Pochi sanno che, nel resto del mondo, Roma è considerata, con Berlino e Parigi, una delle tre capitali europee della musica contemporanea. E un festival come Nuova Consonanza, giunto alla 51esima edizione, è lì a testimoniarlo. Si inizia il 12 novembre.

Ensemble Ludus Gravis

In termini puramente quantitativi, si suonano tante ore di musica contemporanea a Roma quante a Berlino, e più che a Parigi. Soprattutto, l’offerta a Roma è più diversificata che altrove a ragione di numerosi istituti di cultura ed accademie straniere, spesso nate per ospitare studiosi di archeologia e storia ma che hanno aperto le porte, e le borse di studio, a musicisti di tutto il mondo. Si svolgono numerosi festival (uno di musica elettronica ed elettroacustica nella bellissima sala neoclassica del cinquecentesco conservatorio di Santa Cecilia, tra Piazza del Popolo e Via Margutta). Il più importante è il festival annuale di Nuova Consonanza, giunto alla cinquantunesima edizione: quando alcuni anni fa, la mano pubblica italiana fece mancare il piccolo contributo che ogni anno concede alla manifestazione, le ambasciate, gli istituti di cultura e le accademie straniere presenti a Roma, fecero a gara perché l’evento si tenesse. E si tenne. Ciò dimostra come la musica contemporanea di Roma sia un importante veicolo culturale internazionale – a cui la Farnesina (sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) dovrebbe prestare maggiore attenzione.
Quest’anno il festival si svolgerà dal 12 novembre al 15 dicembre. Il programma include concerti (16 in programma), mostre-installazioni d’arte, seminari e workshop di composizione, masterclass, incontri con gli artisti e due giornate in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma per gli incontri con Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele fra i compositori più stimati e di consolidata fama in Italia e all’estero. E’ quindi una manifestazione a tutto tondo che consente di cogliere le nuove tendenze artistiche in generale, non solo quelle musicali.

Ivan Fedele
Ivan Fedele

Riuscire a pensare ad una manifestazione più longeva del Festival di Nuova Consonanza è difficile, specialmente in una realtà come quella romana in cui la cultura viaggia a un ritmo elevatissimo: e invece, per la cinquantunesima volta, Roma ritorna ad essere la capitale della musica contemporanea”, questo ci ha detto, con una punta d’orgoglio l’assessore alla cultura di Roma Capitale Giovanna Marinelli. “Il festival rappresenta una grande risorsa in termini non solo culturali ma anche di attualità e di riflessione sul presente. In cinquantuno anni Nuova Consonanza ha portato nella capitale artisti da tutto il mondo e ha contribuito a fare di questa città un luogo di riferimento per la sperimentazione, l’internazionalizzazione e l’interdisciplinarietà della musica. Soprattutto ci ha aiutato a ribadire un concetto a me molto caro: Roma può e deve essere un punto di raccordo per il panorama culturale con i diversi temi posti dalla contemporaneità”.
Dedicato alla produzione più innovativa e originale della musica d’oggi, il festival programma ben sedici prime esecuzioni assolute (fra cui Suite francese VIb di Ivan Fedele per violino elettrico a 5 corde ed elettronica affidato a Francesco D’Orazio), con due prime di teatro musicale (L’aggiustafavole, opera per bambini e adulti di Paolo Marchettini e Il dottor Vetrata di Giovanni Guaccero), e tredici prime esecuzioni italiane.

Francesco D'Orazio
Francesco D’Orazio

Come si addice ad una manifestazione internazionale collaborano con il festival importanti istituzioni straniere l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici che ospiterà il concerto inaugurale di mercoledì 12 novembre, l’American Academy in Rome – Villa Aurelia per la ormai tradizionale Festa d’Autunno, il Forum Austriaco di Cultura, il Goethe-Institut Rom, l’Istituto Polacco di Roma, l’Ambasciata Estone in Italia, il Centro ZKM di Karlsruhe. Tra le istituzioni italiane, si annoverano l’Accademia Filarmonica Romana, l’Università degli Studi La Sapienza, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia, il Museo degli strumenti musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Novità di questa edizione sarà la scelta di ambientare alcuni appuntamenti nella periferia est di Roma, in sale eccentriche, luoghi da riscoprire per coinvolgere realtà quali il Pigneto, il Prenestino e il Casilino (con il Teatro Centrale Preneste e la Casa della Cultura – Villa De Sanctis) fino ad arrivare a Tor Bella Monaca con l’omonimo Teatro.

Ensemble Ludus Gravis
Ensemble Ludus Gravis

La programmazione – spiega Fausto Sebastiani presidente di Nuova Consonanza – è orientata su due direttrici: da un lato un focus su esperienze della musica elettroacustica attuale, dall’altro uno sguardo verso l’estero. La prima direzione, che intende indagare soprattutto il rapporto tra il solista e le nuove tecniche di elaborazione del suono, vedrà protagonisti tre solisti italiani di alto profilo artistico quali il violinista Francesco D’Orazio, il contrabbassista Daniele Roccato e il fisarmonicista Francesco Gesualdi; offre al contempo uno spazio alle giovani generazioni di artisti per la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi. L’attenzione alla scena contemporanea estera si concretizza mediante il coinvolgimento di compositori e interpreti di rilievo, ma anche mediante il ricordo di vicende che hanno influenzato la cultura europea, con una particolare attenzione verso l’Europa dell’Est. Sarà inoltre dedicato spazio alla creatività musicale femminile italiana e straniera con la presenza di un’opera di Sofia Gubaidulina, Leone d’oro alla Biennale di Venezia 2013, e di altre significative compositrici italiane”.

Giuseppe Pennisi

Roma // dal 12 novembre al 15 dicembre 2014
Festival di Nuova Consonanza 2014
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www.nuovaconsonanza.it

 

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.