Sprint. A Milano di scena l’editoria d’arte indipendente

Un po’ salone un po’ micro-fiera, soprattutto collettore per eventi che spaziano dal talk alla performance, tra mostre e workshop. Torna a Milano, nel quartiere Isola, Srint: seconda edizione, dal 28 al 30 novembre, per l’evento ideato da Dafne Boggeri e dedicato da Spazio O’ all’editoria d’arte indipendente

Le tecnologie arrivano fino a un certo punto: esiste un confine oltre il quale non c’è e-book o newsletter che tenga, l’urgenza della carta diventa irrinunciabile. Con il suo carico un po’ feticista di magica eccitazione tattile, il gusto sensibile e sensuale per un oggetto da toccare, annusare, vivere, conservare. Esporre e vendere a Milano, quartiere Isola, nella vecchia officina trasformata da Spazio O’ in luogo per l’arte, dove va in scena la seconda edizione di Sprint. Sono una cinquantina i progetti di editoria d’arte indipendente invitati da Dafne Boggeri, ideatrice e curatrice della rassegna, ad un appuntamento che tra venerdì 28 e domenica 30 novembre accende i riflettori su una scena forte di rinnovate energie.
Il parterre degli espositori guarda all’Italia, tra brand di peso come Mousse, Nero, Kaleidoscope ed altre realtà in ebollizione quali San Rocco e Blisterzine; ma sa muoversi con interesse anche nel resto del Vecchio Continente, scovando realtà che incuriosiscono, divertono, intrigano. È il caso dell’olandese Girls Like Us, che combina temi femministi ad una raffinata estetica glamour, come se in redazione si fossero incrociate PJ Harvey e Anna Wintour; o di Stay Alone, ultima creatura dei fotografi giapponesi Suguru Ryuzaki e Yukihito Kono, per non parlare dei vari altri progetti in arrivo da Svizzera, Spagna, Gran Bretagna, Portogallo, Austria, Norvegia e Bulgaria.

Dafne Boggeri
Dafne Boggeri

Fedele alla sua giovane tradizione, Sprint vive il momento fiera come escamotage per proporre animazioni culturali urbane in diversi punti dell’Isola, sempre più calato nella dimensione che lo vuole – fatte le debite proporzioni – come una specie di Greenwich Village alla milanese. Il calendario degli eventi è ricco, al pari dei punti segnati su una mappa che suggerisce fermate in una decina di angoli e spazi che vanno dall’atelier d’artista al teatro indipendente, dalla galleria alla tavola calda; per mostre, performance, talk e workshop.
Vengono esposti all’Autofficina di via Pastrengo i Blade Banners prodotti in esclusiva per Sprint dai finalisti del Premio Furla 2015: Gian Maria Tosatti, Francesco Fonassi, Maria Adele Del Vecchio, Luigi Coppola e la coppia composta da Maria Iorio e Raphael Cuomo firmano una bandiera ciascuno, delle dimensioni di un metro per uno, a cui affidare un’ideale dichiarazione di poetica che sia esemplificativa del loro percorso; Derek Di Fabio Yslands, progetto di arte relazionale costruito insieme ai residenti dell’Isola, al Teatro Verdi e allo Spazio Ostrakon. Proprio quest’ultimo è teatro di diversi interventi, che spaziano dalle proiezioni a ciclo continuo dell’Atelier Impopulaire alla performance che vede impegnata sabato 29 e domenica 30 novembre la cinese Xin Cheng, invitata da Caterina Riva a dare testimonianza di un lavoro che si concentra sullo iato tra gli elementi naturali e modificati dall’uomo, in un’analisi estetizzata dei processi di produzione artigianali e industriali.

Occulto
Occulto

A margine di Sprint non mancano eventi collaterali, anche oltre i confini dell’Isola: c’è lo zampino di Occulto, ardito incrocio italo-berlinese tra arte e scienza (ve ne abbiamo parlato qui: http://bit.ly/OccultoBerlino) nella serata che domenica 30 vede in scena nello spazio Vegapunk di via Palazzi (Porta Venezia) i pazzeschi video di Daniela De Paulis. Artista che alla Rietveld Academy di Amsterdam conduce un progetto legato alle onde radio, e che porta a Milano il frutto di un triangolo di immagini che hanno viaggiato tra l’Olanda, il Brasile e… la luna!

Francesco Sala

Milano // 28-30 novembre
SPRINT – Salone di editoria indipendente e d’artista
Spazio O’
Via Pastrengo 12
www.sprintmilano.org

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.