La memoria degli oggetti: il Museo Agostinelli di Roma

È un museo tutto particolare, quello che si trova a Roma sulla via del Mare. Domenico Agostinelli ha riunito, in un allestimento caotico e accumulatorio, oltre quattrocento collezioni di oggetti. Dalla carta igienica ai francobolli, passando per ombrelli e meteoriti. Ve lo raccontiamo in questo articolo.

Il Museo Agostinelli di Roma

Roma. Percorrendo la via del Mare verso Ostia, nella zona di Dragona si trova il Museo Agostinelli. Immaginando un museo si ha in genere nella mente una collezione ordinata e catalogata di oggetti, disposti in apposite bacheche e magari illustrati da pannelli didattici. Nulla di tutto ciò si trova in questo luogo. Se il disordine degli ampi locali e degli scaffali colmi di macchine e utensili, strumenti musicali, giocattoli, ex voto e oggetti di vario tipo va a discapito della pur importante catalogazione sistematica, è anche vero che questa raccolta è più viva di un “normale” museo. Nell’allestimento un po’ insolito, vive ed è tangibile la passione di Domenico Agostinelli, nato a Campli nel 1940 e trasferitosi a Roma dal 1959, fondatore e curatore del museo. Una passione che lo ha portato in più di sessanta nazioni, passando da Capo Nord ai deserti africani per arrivare fino in Australia, a raccogliere ogni genere di testimonianze del passato.
“In quattromila metri quadrati”, racconta Agostinelli, “il museo racchiude ogni tipologia di oggetto che fu parte della vita quotidiana dei nostri avi.” La nipote, Patrizia, ha affettuosamente definito l’approccio dello zio “affettivo-compulsivo”, ma questa definizione può essere chiarita dallo stesso Domenico, che in un’intervista ha affermato: “tutti gli oggetti mi raccontano la loro storia, non l’oggetto in sé per sé, ma tutto ciò che lo circonda, che rappresenta, che documenta, quindi è come un libro aperto, bisogna saperlo leggere.”.

Il Museo Agostinelli di Roma
Il Museo Agostinelli di Roma

Il signor Agostinelli ama definirsi “custode del tempo” e la sua è una vera e propria missione: salvare più oggetti possibili. Ogni oggetto offre un’ampia e singolare testimonianza della cultura dell’uomo, dal passato fino ai giorni nostri.
Nel museo sono conservate più di quattrocento collezioni: dalle più numerose, quelle delle monete (migliaia di pezzi) a quelle più particolari (filo spinato e carta igienica), passando da quelle dell’erotismo e dei meteoriti, finendo con quella della necrologia.
Le collezioni vantano spesso numeri da Guinness: è il caso della raccolta di ombrelli (circa tremiladuecento pezzi), di quella dei francobolli (oltre tre milioni di esemplari) e dei ferri da stiro (più di mille modelli). Infine, c’è la raccolta di bottoni: circa un milione e mezzo di esemplari. Il museo, inaugurato intorno agli anni Sessanta del Novecento, ma ufficialmente riconosciuto nel 1992, include in tutto oltre seicentomila pezzi.

Il Museo Agostinelli di Roma
Il Museo Agostinelli di Roma

L’intera storia dell’uomo passa davanti agli occhi del visitatore attraverso gli oggetti esposti: dai più quotidiani, come giocattoli, strumenti di lavoro e gioielli, fino a quelli più particolari, preziosi “documenti di vita” che testimoniano il desiderio di tramandare le tracce delle proprie radici culturali. È curioso trovare anche oggetti e mobili che riportano la memoria all’infanzia, ricordando la casa dei nonni: i nostri genitori non hanno dato loro alcun valore, ma ora, a riscatto dell’affronto subito (quello di finire nelle cantine o nella spazzatura) fanno bella mostra di sé con l’impegnativo ruolo di rappresentare la cultura materiale dei nostri antenati.
Un museo affollato, dominato dall’horror vacui. Gli oggetti sono ovunque, persino sul soffitto, ma non solo per ragioni di spazio. Questa disposizione infatti ricorda ad Agostinelli quanto avveniva all’interno delle masserie abruzzesi, dove gli oggetti domestici (comprese le provviste alimentari) venivano appesi in mancanza della tipica mobilia delle case moderne, ma anche perché in quel modo era possibile controllare costantemente lo stato delle proprie riserve alimentari e mostrare la prosperità della casa. Stesso discorso per le nicchie: spazi ricavati nel muro delle abitazioni povere che servivano per riporre gli oggetti.

Il Museo Agostinelli di Roma
Il Museo Agostinelli di Roma

Meravigliati e in un certo senso travolti da questo mondo inaspettato e ridondante, si esce frastornati, ma con il proposito di tornare, magari con più tempo, per poter meglio assimilare e digerire quell’insieme d’informazioni e immagini susseguitesi vorticosamente davanti agli occhi.

Valentina Virgili
foto di Lisa Sorba

MUSEO AGOSTINELLI
Via Carlo Casini 95
06 5215532
[email protected]
www.museoagostinelli.it

 

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Valentina Virgili
Valentina Virgili è nata a Roma il 14 Febbraio del 1988. Dopo la Laurea in Storia dell’Arte presso l’Università Roma 3 si è trasferita a Londra dove ha collaborato con una Galleria di Arte Contemporanea: GX Gallery. Le sue attività non si sono limitate all’ aggiornamento del sito web e alla gestione delle opere, ma si è occupata di preparare la Galleria per mostre private e ha dato il suo contributo nell’allestimento di eventi rilevanti come Affordable Art Fair Battersea e Hampstead. A Londra, inoltre, si è occupata di alcune trattative private per la vendita di opere d’Arte. Attualmente risiede a Roma dove continua ad interessarsi del Mercato dell’ Arte collaborando con alcune delle più prestigiose Case d’Asta.
  • Federica Polidoro

    Il Museo di Acilia è sconvolgente. E’ un luogo cinematografico. Ricorda i magazzini di materiali scenografici di Cinecittà, le atmosfere dei film di Michael Powell ed Emeric Pressburger. C’è del Faust e dell’alchimista, del romantico e del grottesco. Un giorno Agostinelli mi raccontò che collezionava anche la polvere in barattoli. Polvere di luoghi diversi è diversa, mi disse… E quando entri nella galleria a pelo di strada, che assomiglia alla casa del pazzo di Trastevere, il tempo comincia a scorrere in maniera diversa. Potrebbe essere la bottega di George Melies, quella di un mago, di uno stregone. Io cercavo la collezione di peli pubici del gelataio Joao De Deus. Lo spazio è così reale e insieme astratto, come un cassetto di Dalì: puoi cercare di tutto e non smetti mai trovare qualcos’altro.

  • Valentina Virgili

    È un posto speciale..come dico sempre: ” andare il Museo Agostinelli non è una visita ma un’esperienza”.
    L’ideale sarebbe incontrare il Sig. Domenico che spesso si presta come guida, una persona meravigliosa con cui il tempo sembra volare!