Giovanna Furlanetto. Il mio decimo Premio Furla

A Palazzo Reale, domani 18 novembre 2014, il Premio Furla 2015, “The Nude Prize”, annuncerà il vincitore. Ma l’appuntamento biennale non avrà solo una madrina come Vanessa Beecroft, ha anche una matrona, una grande imprenditrice, una raffinata osservatrice. Abbiamo intervistato Giovanna Furlanetto.

Giovanna Furlanetto

Ideato e curato da Chiara Bertola – che abbiamo intervistato a fine ottobre –, il Premio Furla nell’arco di dieci anni è cresciuto e si è rinnovato fino a consolidare la sua reputazione di premio italiano di eccellenza a sostegno dei giovani artisti contemporanei. La mecenate Giovanna Furlanetto racconta qui la sua decima edizione.

Nel decimo anniversario del Premio Furla, quali sono le caratteristiche, le novità che lo contraddistinguono e come si è evoluto nell’arco della propria attività programmatica?
Forse l’aspetto che contraddistingue maggiormente questa decima edizione è lo spostamento del premio a Milano; un cambiamento che ha fatto nascere delle sinergie interessanti per il futuro del Premio e della Fondazione. Partner come il Comune di Milano, MiArt e la Camera Nazionale della Moda – con cui stiamo pianificando una serie di progetti che verranno svelati nell’arco dei prossimi mesi – ci hanno accolto con grande entusiasmo, dandoci la possibilità di metterci in gioco e sperimentare nuovi format e linguaggi.
Il Premio si è ormai consolidato in una struttura molto rigorosa che mette al centro il ruolo dei giovani curatori, l’internazionalità e la progettualità degli artisti, con assoluta dedizione ai valori della qualità e della ricerca. Lo spostamento su Milano rappresenta davvero un forte punto di partenza per nuove iniziative, sia per gli artisti che per le istituzioni che lo sostengono.

Luigi Coppola, Masses & Motets vol I, 2013. Performance in public space, Lungomare project space Bolzano, photo D. Mazza
Luigi Coppola, Masses & Motets vol I, 2013. Performance in public space, Lungomare project space Bolzano, photo D. Mazza

Quale significato assume, quest’anno, il premio presentato a Palazzo Reale? Quale dialogo instaura con l’edificio e con la sua storia, nonché con l’establishment del Comune di Milano?
La decima edizione del Premio Furla è un traguardo che testimonia l’impegno e la passione profusi in questi quindici anni dalla Fondazione Furla e dall’azienda Furla nel sostenere gli artisti emergenti in Italia. La scelta di portare il premio a Milano, da sempre capitale della creatività contemporanea, corrisponde alla volontà di continuare a investire sulla crescita di questo progetto, rendendolo un appuntamento sempre più internazionale e un punto di riferimento imprescindibile nel percorso delle nuove generazioni di artisti e curatori. La collaborazione avviata con interlocutori preziosi come il Comune di Milano e il Palazzo Reale, rafforza l’impegno nel valorizzare le capacità, le idee e le visioni dei giovani artisti. Inoltre, essendo l’azienda stessa impegnata in un percorso di forte espansione all’estero, vorremmo che anche il progetto sia conosciuto e raccontato dal pubblico e dalla stampa internazionale, così come merita.
Siamo dunque onorati di presentare il premio a Palazzo Reale insieme alla madrina e presidente della giuria Vanessa Beecroft, al direttore di Palazzo Reale Domenico Piraina e all’assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno. Il modo in cui Milano ci ha accolto è stato molto significativo nell’esprimere l’importanza del Premio Furla nel panorama Italiano e il dialogo che avrà luogo domani è solo l’inizio di una serie di importanti collaborazioni che seguiranno e di cui verranno svelati maggiori dettagli durante la conferenza stampa.

Maria Adele Del Vecchio, Dandies, mixed medias, variable dimensions, 2008
Maria Adele Del Vecchio, Dandies, mixed medias, variable dimensions, 2008

Potrebbe spiegare, descrivere l’accezione contenuta nel titolo The Nude Prize?
Oggi, come sappiamo, la nudità è molto spesso pubblicitaria e volgare, e un’artista come Vanessa Beecroft, che attraverso le sue performance ha sempre cercato di sublimare e astrarre il corpo nudo femminile, liberandolo il più possibile, ha voluto forse indicare agli artisti finalisti del premio quanto sia importante e necessario passare attraverso la trasformazione artistica di un concetto.
In un momento così importante per il Premio Furla (giunto alla sua decima edizione), l’immagine di Vanessa Beecroft simboleggia anche un invito a riflettere sul Premio stesso e su quello che comporta per l’artista.

Francesco Fonassi, Ir. Shoot for Isolation, dalla serie di rilievi acustici, dvd video 4’10’’, LP record 16’, 2010 - courtesy: Francesco Fonassi
Francesco Fonassi, Ir. Shoot for Isolation, dalla serie di rilievi acustici, dvd video 4’10’’, LP record 16’, 2010 – courtesy: Francesco Fonassi

Quale immaginario di riferimento fisico rappresenta, per lei, Vanessa Beecroft? Quale rappresentazione della femminilità esprime?
Forse Vanessa Beecroft ci chiede di soffermarci a ragionare sul concetto di bellezza ed estetica del corpo in un mondo che non vuole affrontare i temi del decadimento, della morte e della degenerazione del corpo. Questa immagine rimette in gioco l’idea di un corpo femminile ancora vulnerabile e anche per questo più affascinante e misterioso….

Quale tema attraversa, quale concetto accomuna i finalisti di quest’anno: Luigi Coppola, Maria Adele Del Vecchio, Francesco Fonassi, Maria Iorio e Raphael Cuomo e Gian Maria Tosatti?
Non penso ci siano temi che li accomunino. Voglio invece credere che le coppie dei curatori, italiani e stranieri, li abbiano scelti perché hanno visto una ricerca interessante e sintonizzata con il presente…

Maria Iorio & Raphaël Cuomo, Twisted Realism (2010-2012), video still
Maria Iorio & Raphaël Cuomo, Twisted Realism (2010-2012), video still

Che cos’è l’arte per lei e quanto la guida quotidianamente? Quali aspetti della conoscenza e della trascendenza emana la disciplina artistica?
Una delle dimensioni della conoscenza che apre e innalza l’uomo dal suo stadio terreno e limitato è proprio l’arte. Quello che mi ha sempre dato energia e spinto a continuare a finanziare il lavoro e le ricerche dei giovani artisti è proprio questo loro sguardo che sa andare e vedere oltre… e che talvolta trascendere quello che noi non vediamo. Direi che mi guida e conforta quotidianamente. Ogni tanto le proposte che arrivano dal mondo dell’arte mi costringono a “fermare” il pensiero, che spesso va sempre troppo in fretta senza riuscire a vedere nulla. E lei, l’arte, mi costringe invece a fare una brusca frenata mettendomi di fronte qualcosa di inaspettato, che mi stupisce. Per questo la ringrazio quotidianamente.

Gian Maria Tosatti, Spazio #06, 2012, environmental installation - dettaglio
Gian Maria Tosatti, Spazio #06, 2012, environmental installation – dettaglio

Ha affermato che il gruppo Furla non fa collezionismo. Ma quali artisti l’hanno maggiormente ispirata e di quali non potrebbe fare a meno di circondarsi?
Bill Viola è un artista che ho sempre amato molto. Quando l’ho incontrato e ascoltato durante la conferenza che abbiamo presentato come Fondazione Furla a Bologna, mi è piaciuto anche molto come persona. Ma devo dire che tutti i vincitori di tutte queste edizioni del premio mi hanno ogni volta circondata di intelligenza, sensibilità, talento, riflessioni nuove e inaspettate.

Potrebbe esprimere un pensiero, formulare un augurio che accompagni la decima edizione del Premio, The Nude Prize?
Credo che trattandosi dell’immagine di un premio, “nudo” sia l’artista che accetta di esporsi allo sguardo esterno, al giudizio altrui, mentre si sottopone a una prova importante. L’essere nudo allude anche alla verità di sé che l’artista è chiamato a manifestare; si tratta di una forma di nudità che si riesce a esprimere quando esiste libertà di creazione, quando ci si trova in una dimensione di agonismo positivo, non ancora toccato dalle logiche di sistema. Ecco, questa è la condizione che il Premio Furla ha sempre cercato di offrire fin dalla sua nascita e che mi auguro continui a offrire anche nelle edizioni future.

Ginevra Bria

www.fondazionefurla.org

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.