È tempo di Biennale. A Bologna, con Renato Barilli e soci

Inaugura domani 13 novembre la Biennale Giovani curata da Renato Barilli con Guido Bartorelli e Guido Molinari all’Accademia di Belle Arti di Bologna, per poi spostarsi al Museo della Città di Ravenna. Abbiamo intervistato il professore per capire genesi e struttura della manifestazione. E per sapere, en passant, cosa ne pensa della nomina di Vincenzo Trione a curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia.

Qual è la storia di questa Biennale Giovani? Che rapporto ha con Officina Italia?
Già al momento di Officina Italia 2 avevamo adottato l’intitolazione di “nuova creatività italiana”. Infatti pensiamo che ci sia un flusso incessante di nuove energie, da qui l’utilità di monitorare a intervalli brevi questi apporti, e dunque la misura della Biennale funziona benissimo. In alternativa avremmo potuto iterare le Officine con successivi numeri d’ordine.

Qual è la sua valutazione sull’attuale stato della formazione nelle Accademie in Italia?
Credo che attualmente le Accademie di belle arti esercitino un ruolo positivo, in effetti in queste varie nostre manifestazioni attingiamo con abbondanza a diplomati di Accademie, però non si tratta di saggi di fine anno, le nostre scelte cadono su giovani magari usciti appunto dalle Accademie, ma ormai maturati al di fuori di esse, del resto si tratta per lo più di trentenni. Preciso anche che, come le Officine di un tempo, usufruiamo sempre di un qualche contributo della Regione Emilia Romagna, che però ci chiede di ancorarci a qualche istituzione pubblica, da qui la scelta dell’Accademia di Bologna che ci ospita ben volentieri, ma lasciando a me e ai due soci, Guido Bartorelli e Guido Molinari, ampia libertà di mosse.

Come sono stati selezionati i ventinove artisti che parteciperanno a BG3? Con quali criteri?
Il criterio di base, seguito in questa come in precedenti edizioni, è che oggi non esiste una tendenza dominante, ma siamo in presenza di un ampio spettro dove trova posto un rilancio della pittura, accanto alla persistenza della foto, e certo a un vasto sviluppo delle installazioni site specific. Ci sarebbe da includere anche la videoarte, ma questa la riserviamo agli appuntamenti estivi dello yearbook, nella sede universitaria del Dipartimento delle arti

Giulia Bonora - La terapia dei sentimenti, 2013, La terapia dei sentimenti, 2013
Giulia Bonora – La terapia dei sentimenti, 2013, La terapia dei sentimenti, 2013

In gran parte si tratta di trentenni. Perché una mostra in Accademia con artisti che non la frequentano più o non l’hanno mai frequentata?
L’Accademia di Bologna è ospitante, prende atto con indubbio piacere che alcuni dei partecipanti sono usciti dalle sue aule, ma poi hanno preso strade personali confluendo con tanti altri colleghi del territorio nazionale.

Nella presentazione dell’evento si cita il concetto di plateau. In che modo lo ha strutturato?
Io ho dichiarato a più riprese, col consenso dei due colleghi, che trovo illuminante e prezioso il concetto, enunciato dal duo Deleuze-Guattari, di plateau, ovvero di un altipiano in cui le varie tendenze si bilanciano tra loro dando luogo a un equilibrio dinamico.

A proposito di biennali: cosa ne pensa della nomina di Vincenzo Trione a curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia?
Esprimo un parere positivo sulla nomina di Vincenzo Trione, credo che lui possa offrirci proprio un plateau, ovvero un vassoio ben assortito, con giusto equilibro tra esponenti di un passato recente e nuove entries. Mi piace anche il fatto che Trione appartiene alla mia stessa categoria di persona con solida preparazione teorica e storico-critica, invece di essere uno degli oggi troppo invasivi curators.

Marco Enrico Giacomelli

Bologna // fino al 19 dicembre 2014
BG3 – Biennale Giovani
a cura di Renato Barilli, Guido Bartorelli, Guido Molinari
Catalogo Asterisco
ACCADEMIA DI BELLE ARTI
Via Belle Arti 54
http://www.ababo.it/

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/39879/bg3-biennale-giovani/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/39880/bg3-biennale-giovani/

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Io non sapevo niente perché non mi avete avvertito diamine