Ancora anteprime da Shit and Die. Le biografie di Gianluigi Ricuperati, dai Merz a Buffon

Shit and Die è certamente la cosa più originale, divertente e strana apparsa sul panorama dell’arte contemporanea a Torino (e forse in Italia) negli ultimi quindici anni. E dentro c’è anche un progetto di Gianluigi Ricuperati, che lui stesso ci racconta e di cui ci presenta in anteprima un estratto. Con le biografie di Mario e Marisa Merz, Gigi Buffon e Piero Chiambretti, qui illustrate, però, da ritratti di altri personeggi.

Yan Pei-Ming, Jumeaux, 2014 - Fotografia: André Morin - ©Yan Pei-Ming, ADAGP, Paris, 2014 - Courtesy l’artista e Massimo De Carlo, Milan/London

Quando Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah, i tre curatori della mostra Shit and Die, insieme alla direttrice di Artissima, Sarah Cosulich Canarutto, mi hanno chiesto di scrivere a mio modo le biografie di alcuni personaggi torinesi che hanno ispirato il lavoro degli artisti, ho avvistato subito una piccola idea – che ogni biografia è una crisi, e ogni crisi si misura in parole, numeri e simboli. Così è nato quello che in un catalogo splendido (e splendidamente disegnato) è un minuscolo progetto nel progetto – di cui sono molto felice. Trenta biografie di personalità torinesi fuori e dentro il mondo dell’arte, che ho messo insieme lavorando col mio gruppo di ricerca, l’Institute for Production of Wonder, in particolare Anna Antipova, che ringrazio (come ringrazio Lucrezia Calabrò Visconti che ha seguito le operazioni).
L’idea era di raccontare alcuni fatti, molto secchi, talvolta stringendoli verso il fondo con una lieve presa ironica, o di sprezzatura entusiasta. Poi farli seguire da una semplice sequenza di date e alcuni simboli tratti da Apple symbols, cui associare note a piè di pagina che ne illustrassero il senso.
I personaggi hanno un ruolo preciso nella mostra, e sarebbe stato facile lasciarsi prendere dalla furia della libertà assoluta garantita dal team curatoriale – e sparare a zero. In verità credo che l’ammirazione o la distanza, il disprezzo o la lontananza da questo o quel personaggio, non avessero alcun diritto di esprimersi esplicitamente.
Come dice Nicola Gardini in un bellissimo libro appena uscito, Lacuna, l’imperfezione ha una sovrabbondanza di potenza. Così sono le vite torinesi messe a disposizione degli artisti in questo progetto, e da noi raccontate – potenziali e imperfette, con un doveroso allineamento alla formidabile capacità di Cattelan, piuttosto unica nel mondo dell’arte e dell’architettura: la gestione e la rappresentazione del divertimento. La risata. In questo catalogo si ride molto, spesso ad alta voce, come in certi grandi romanzi comici. Ma è anche una risata sinistra, non vorrei esagerare nel dire che appare addirittura come una risata sacra. A volte fa paura. Ma di rado ho visto un’aderenza così radicale tra una mostra, il posto in cui ha luogo e i suoi soggetti. Shit and Die è certamente la cosa più originale, divertente e strana apparsa sul panorama dell’arte contemporanea a Torino (e forse in Italia) negli ultimi quindici anni.
Shit and Die è una cosa epocale perché è pastosa, sorprendente, bizzarra, torbida, ilare, tragica, come un incontro impossibile tra lo spirito di Landolfi e lo spirito di Manganelli. È un’operazione di demonologia buffa, ma fa battere i piedi e le mani. È stato un onore partecipare a questo progetto. Prima pagare poi ricordare, diceva Filippo Scozzari. Prima cagare poi scomparire, dice lo spettro incarnato di questa mostra che rimarrà come un testimone inattendibile incrostato ai muri di questa città.
Sarah, invitando Cattelan e le sue co-curatrici, ha cambiato sensibilmente il ruolo e l’ambizione della fiera che dirige. E se ci sono difetti, saranno vivi e perdonabili.

George Condo, Abstractions of Sergio, 2014 - Courtesy l’artista e Skarstedt, New York - © George Condo 2014
George Condo, Abstractions of Sergio, 2014 – Courtesy l’artista e Skarstedt, New York – © George Condo 2014

Mario Merz

Artista meraviglioso, marito di Marisa Merz. Autodidatta, dopo un periodo d’influenza espressionista astratto-informale, svolge la sua ricerca nell’ambito del movimento dell’Arte Povera. Sceglie materiali come la terra, la cera, e i tubi fluorescenti al neon. Privilegiando l’aspetto processuale dell’operazione artistica, dal 1967 presenta installazioni ispirate alla successione di Fibonacci; questa rappresenta per lui il principio universale di accrescimento vitale. La Fondazione che oggi porta il suo nome estende tale principio oltre i confini della morte biologica.

 

1925

1945

1954

1967

1968

1970

2001

 

* DATE

1) Nascita.

2) Imprigionato per un anno nelle Carceri Nuove di Torino, esegue disegni sperimentando un tratto grafico continuo, senza mai staccare la punta della matita dalla carta.

3) Prima mostra personale presso la Galleria La Bussola a Torino.

4) Prima mostra collettiva con il gruppo Arte Povera presso la Galleria La Bertesca di Genova.

5) Superamento da parte dell’artista del quadro e della sua superficie bidimensionale.

6) Introduce nelle sue opere la successione di Fibonacci.

7) Gli viene conferita dal DAMS di Bologna la Laurea honoris causa.

 

* SEGNI GRAFICI

1) Identifica il tratto grafico continuo delle prime sperimentazioni nelle Carceri Nuove di Torino.

2) Identifica alla base la linea, che è l’inizio del suo percorso, e la freccia che punta verso l’alto l’accrescimento vitale, che è strettamente legato al concetto che Merz ha di processo organico di vita.

3) Lo zero barrato, che in matematica rappresenta un insieme privo di elementi, viene identificato in Merz nella scritta luminosa Se la forma scompare, la sua radice è eterna; il simbolo rappresenta il concetto di radice eterna, e in quanto insieme vuoto, e quindi, contenitore, vuoto, è un non-contenitore di forma. E se non v’è forma, e solo la radice esiste, questa è eterna.

 

Francesco Vezzoli, Carla di Castiglione, 2011 - Courtesy l’artista e Galerie Yvon Lambert, Paris - ©Francesco Vezzoli
Francesco Vezzoli, Carla di Castiglione, 2011 – Courtesy l’artista e Galerie Yvon Lambert, Paris – ©Francesco Vezzoli

Marisa Merz

Artista meravigliosa, nonché moglie di Mario Merz. Realizza pochissime mostre – tutte memorabili. All’inizio sono sculture di lamine di alluminio: spirali, mobili e irregolari, ad opporsi al rigore del minimalismo e a prepararla alla partecipazione ufficiale al movimento dell’Arte Povera. Il suo linguaggio si manifesta subito attraverso la scultura su cui applica i temi del gioco e della sovversione. Sottolinea senza mai risultare pleonastica la sua distanza dal minimalismo, e dona sensibilità alle sue opere grazie alla forte componente temporale e alla dimensione, occasionalmente, personale.

 

1928

1966

1968

1972

1973

2001

 

* DATE

1) Nascita.

2) Esordisce presso il suo studio a Torino.

3) Partecipa alla mostra collettiva del gruppo Arte Povera ad Amalfi, presso gli Arsenali dell’Antica Repubblica.

4) Alla 36° Biennale di Venezia ripropone opere precedenti e introduce la temporalità obiettiva del presente e quella affettiva del ricordo.

5) Partecipa alla mostra collettiva Ricerca Estetica nell’ambito della X Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma.

6) Riceve il premio speciale Venice Biennale.

 

*SEGNI GRAFICI

1) Le prime sculture che espone nel 1966 sono lamine d’alluminio spiraliformi, mobili e irregolari.

2) Il simbolo rappresenta l’oscillazione del dialogo temporale che l’opera di Marisa esprime: dal punto A, il più a sinistra e identificativo del presente, al punto B, il più a destra e identificativo del ricordo; e tra questi la presenza di una linea molle di congiunzione, la rappresentazione del tempo.

3) Riconducibile alla forma di un uncinetto orizzontale il simbolo rappresenta l’opera Scarpette (1968); inoltre, è riconducibile ad una freccia che indica indietro, e che esprime quindi una tendenza verso il passato, la stessa, è esplicativa della tendenza di Marisa a ripercorrerlo come ridefinizione delle sue opere precedenti.

 

Gianluigi Ricuperati. Alle sue spalle, un'opera di Gianni Colosimo - photo Sebastiano Pellion
Gianluigi Ricuperati. Alle sue spalle, un’opera di Gianni Colosimo – photo Sebastiano Pellion

Gigi Buffon

Calciatore, capitano della Juventus e della Nazionale, giocatore d’azzardo, imprenditore. Nominato Ufficiale Ordine al merito della Repubblica nel 2006 perché Campione del Mondo, è il calciatore con più presenze in azzurro. Un giorno, durante i festeggiamenti dei Mondiali, annuncia per mezzo di uno striscione sventolante che è ‘fiero di essere italiano’. Attivo nella beneficenza, ha passato un’estate in Africa aiutando la popolazione locale nella costruzione di un pozzo.

 

1978

1995

1996

1997

2006

2009

U

 

* DATE

1) Nascita.

2) A 13 anni viene acquistato dal Parma.

3) Rischia la reclusione a causa di un falso diploma. Spiega di averlo comprato, e prega di essere perdonato. Per chiudere, patteggia la pena a sei milioni di lire.

4) Esordisce in Nazionale.

5) Sulle scommesse fatte sulle partite della Juve: “Non lo facevo per guadagnare, ma per divertimento. Per dimostrare agli amici che capivo così tanto di calcio da prevedere i risultati”. Vince ai Mondiali.

6) Viene scelto da pokerstars.it come testimonial pubblicitario.

 

*SEGNI GRAFICI

1) Ha la mania dei cerchietti.

2) Il pozzo in Africa.

3) Giustificando il suo ruolo di azionista di riferimento di Zucchi-Bassetti: “Sono sempre stato appassionato di finanza, la mia sfida è quella di rilanciare un marchio importante e il settore tessile”. La doppia freccia rappresenta il rilancio.”

 

Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini - photo Pierpaolo Ferrari
Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini – photo Pierpaolo Ferrari

Piero Chiambretti

Cabarettista e personalità tv. Torinese di adozione, si iscrive al DAMS di Bologna. Vince nel 1984 il concorso della Rai “Volti nuovi” e lavora con l’emittente televisiva in svariati programmi di intrattenimento fino al 2003, passando poi a Mediaset e La7. Solitamente impegnato in attività più commerciali, presta il proprio volto al cinema di qualità in Peopling the Palaces at Venaria Reale, di Peter Greenaway, film realizzato per celebrare la ristrutturazione della Reggia di Venaria Reale.

 

1956

1967

1988

1996

1997

2004

ω

 

*DATE

1) Nascita.

2) Lavora come disc-jokey in discoteche e alla radio.

3) Vince un Telegatto come rivelazione televisiva dell’anno.

4) È la voce narrante del film Cresceranno i carciofi a Mimongo di Fulvio Ottaviano.

5) Presenta la 47° edizione del Festival di Sanremo con Mike Bongiorno e Valeria Marini.

6) Conduce Markette su La7.

 

*SEGNI GRAFICI

1) A Un volto nuovo per gli anni ‘80 si presenta al provino in mutande.

2) Il suo spiccato senso dell’umorismo.

Gianluigi Ricuperati


Torino // fino all’11 gennaio 2015

inaugurazione: 5 novembre ore 18.30
Shit and Die
a cura di Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini
Catalogo Damiani
PALAZZO CAVOUR
Via Cavour 8
www.shitndie.tumblr.com 
www.artissima.it