Pagare le tasse con opere d’arte. Ora si può (di nuovo)

Seppur poco conosciuta, la possibilità per i contribuenti italiani di pagare le imposte sul reddito e sulle successioni mediante la cessione di beni culturali e opere d’arte è stata prevista dalla legge numero 512 del 2 agosto… 1982! Il problema? La Commissione competente era stata nominata solo nel 2010 (!) e da allora non si era più riunita né era stata rinominata…

Dario Franceschini

I contribuenti possono procedere al pagamento, totale o parziale, delle imposte mediante la cessione allo Stato di beni culturali vincolati e non vincolati, nonché di opere di autori viventi o la cui esecuzione risalga anche a epoca inferiore al cinquantennio. La legge prevede che le condizioni e il valore della cessione siano stabiliti con decreto del Ministero per i beni e le attività culturali, sentita un’apposita commissione nominata con decreto dallo stesso ministro, presieduta da lui o da un suo delegato e composta da due rappresentanti del Ministero per i beni e le attività culturali e da tre rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze.
La commissione costituisce dunque il presupposto operativo necessario alla fattiva applicazione della legge del 1982. Per questo, forse, lo strumento del pagamento mediante scambio di beni non ha avuto diffusione tra i contribuenti italiani: la commissione è infatti rimasta inattiva fino al 2010.
Le sue attività sono iniziate nel maggio 2010 e, dopo circa tre mesi, sul tavolo del ricostituito organo erano presenti soltanto cinque proposte, con una decina in istruttoria. Delle cinque proposte esaminate (quattro sculture in bronzo dell’artista Walter Pugni; un olio su tela di Nicolas Lancret; una pittura su tela di Alberto Burri; un’area di interesse archeologico a Palestrina; la collezione archeologica Macrì di Locri; l’archivio Alliata di Palermo; Villa Junia a Sanremo) soltanto una (quella relativa al dipinto di Burri, Bianco e Nero, stimato circa 100mila euro) è stata accolta e la pittura è stata acquisita alla Galleria Nazionale dell’Umbria, dove è attualmente esposta. Tutte le altre o hanno necessitato di un’istruttoria più approfondita o sono state respinte poiché non di interesse per lo Stato, su indicazione dei responsabili delle Soprintendenze dei luoghi ai quali sarebbe stata destinata l’opera.

Gibellina, il Cretto di Alberto Burri
Gibellina, il Cretto di Alberto Burri

Il 12 ottobre il Ministro Franceschini ha firmato il decreto di nomina dei componenti del nuovo organo consultivo del governo, indicati dal Mibact e dal Mef, che valuterà le proposte di cessione di opere d’arte quale corrispettivo del pagamento delle imposte. Sarà la commissione ad avere il compito di stabilire le condizioni ed il valore della cessione.
In questo modo”, ha dichiarato Franceschini, “lo Stato adempie ad un duplice obiettivo: da un lato, in un momento di crisi, consente ai cittadini di assolvere ai propri obblighi fiscali tramite la cessione di opere darte, dallaltro, torna ad acquisire patrimonio storico e artistico. La legge”, ha aggiunto Franceschini, “esiste da oltre trent’anni ma, salvo casi sporadici, non è stata mai attuata con convinzione, e questa commissione non era stata rinnovata e non si riunisce dal 2010, sebbene l’esperienza di altri Paesi europei, l’Inghilterra prima fra tutti, ne dimostri le grandi potenzialità“.

La sede MiBACT in via del Collegio Romano
La sede MiBACT in via del Collegio Romano

Oltre a essere un’ottima opportunità per i cittadini italiani per trovare una soluzione alternativa in merito al pagamento delle proprie pendenze fiscali, la cessione di opere d’arte quale corrispettivo d’imposta è un’occasione anche per lo Stato nel campo delle acquisizioni. Soprattutto in un periodo nel quale non vi sono risorse per gli acquisti, l’implementazione della misura descritta potrebbe essere un valido strumento per non subire le difficoltà dell’attuale momento storico.
L’opportunità, tra l’altro, di poter acquisire anche beni non vincolati e/o di artisti ancora viventi o deceduti da meno di cinquant’anni – come previsto dalla normativa – permetterebbe altresì allo Stato italiano di poter organizzare e mettere in atto una solida politica di acquisizione di opere d’arte moderna e contemporanea, consentendo la raccolta di un patrimonio ricco degli esempi della migliore arte italiana in tutti i periodi della sua storia.
Ce lo eravamo auspicato con un articolo del dicembre 2011 e quasi tre anni dopo troviamo una conferma nelle disposizioni del Ministero…

Claudia Balocchini

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Claudia Balocchini
Claudia Balocchini è avvocato, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2007 è specializzata nel diritto degli enti e delle società, in diritto tributario nonché tutela dei beni culturali e delle opere creative e dell’ingegno. E' consulente per società ed enti no-profit in materia di costituzione e start-up, modifiche statutarie, governance, pianificazione fiscale, tutela dei patrimoni, fundraising e project managing. Dopo un master in diritto tributario a Firenze ed un corso di alta formazione manageriale in campo culturale presso la LUISS a Roma, applica le proprie competenze professionali anche al contesto culturale contemporaneo.
  • Gabriela Bernales

    Iniziativa molto intelligente! Visto la situazione reale della carriera Artistica….!