Esplorazioni artistiche pedestri. La Biennale di Belleville

Fino al 26 ottobre, le strade del XX arrondissement di Parigi sono animate dalla terza edizione della Biennale di Belleville. Un evento realizzato grazie all’intervento delle gallerie d’arte, degli spazi espositivi e delle realtà artistiche del quartiere. Sotto la direzione di Patrice Joly.

Patrice Joly, curatore della terza Biennale di Belleville, racconta: “La biennale è nata grazie a un incontro tra critici d’arte e giornalisti che vivono tutti nel raggio di 500 metri, intorno alla fermata della metro Belleville. Con Emmanuelle Lequeux e Frédéric Bugadasi è avuta l’idea di creare un evento che raggruppasse le nostre energie di critici e curatori, ma che tenesse conto anche delle dinamiche di sviluppo delle gallerie d’arte di Belleville.Da qualche tempo, infatti, si osserva a Belleville un fenomeno assai diffuso, quello della colonizzazione dei quartieri popolari da parte degli artisti e delle gallerie borghesi che decidono di trasferirsi lì. Quello che sta succedendo qui è il normale divenire dei quartieri periferici delle grandi città”.
Esiste quindi uno stretto legame tra l’avvenimento artistico e il quartiere popolare, legame che è imprescindibile dal luogo, dalla storia, dalla demografia e di cui questo cambiamento “borghese” rappresenta uno dei fenomeni. Belleville è quindi il tema della biennale che, continua Patrice Joly, “è tutta orientata verso l’idea di esplorare il territorio circostante, di descrivere la sua lenta trasformazione da quartiere popolare a quartiere alla moda”.
A differenza delle altre biennali che scelgono una tematica e un curatore, Belleville stessa è dunque all’origine delle sue proposte e tematiche: “Essa è fonte d’ispirazione in quanto è un luogo in divenire: trait d’union tra il centro e la periferia, questo quartiere concilia il lato autentico e popolare con la volontà di imborghesimento e di residenzialità. È il luogo perfetto per gli artisti che si integrano nel tessuto sociale, nei piani urbani e architettonici, nell’evoluzione culturale”.

Progetto L'ARTOTHEQUE, Coraline de Chiara, Collage, 2013 © Coraline de Chiara
Progetto L’ARTOTHEQUE, Coraline de Chiara, Collage, 2013 © Coraline de Chiara

La vivacità del quartiere non assiste passiva a questa esplosione di attività: alcune problematiche si sono attenuate proprio canalizzandole all’interno del mondo dell’arte. Il curatore francese parla della precedente biennale, del 2012, che era dedicata al tema Révolution. “Si è svolta durante le manifestazione della Primavera Araba e l’idea era di mostrare una rivoluzione come fonte d’ispirazione profonda per gli artisti di tutte le epoche, anche se non si voleva prendere alla lettera il contesto. Abbiamo quindi giocato sull’idea letterale contenuta nella parola rivoluzione mostrando delle opere in rotazione o inserite in un contesto ciclico”.

Progetto di LAURENT TIXADOR, Laurent Tixador, La Chasse à l'homme, 2011 ©Galerie In Situ Fabienne Leclerc
Progetto di LAURENT TIXADOR, Laurent Tixador, La Chasse à l’homme, 2011 ©Galerie In Situ Fabienne Leclerc

Questa terza edizione è dedicata al tema Déambulations: passeggiate urbane, escursioni collettive attraverso itinerari tracciati ad hoc, un percorso mirato all’esplorazione meticolosa del quartiere. Il desiderio di prolungamento si estende fino alla prima banlieu, ma con la mente si è anche più lontani. “L’esplorazione fisica”, continua Joly, “era già presente nelle precedenti edizioni, è un modo per sentire vicino il luogo, l’architettura e la storia di questo quartiere e vedere quindi come Belleville sia una risorsa di stimoli. La riflessione sul limite fisico della città diventa poi un’analisi sul limite geografico. Le passeggiate partono dal Pavillon Carré de Baudouin a Ménilmontant (un antico edificio del XVIII secolo trasformato in centro d’arte proprio nel cuore del quartiere) e arrivano fino al périferique, tracciando delle linee in direzione dei primi quartieri periferici come Lilas, Montreuil e Pantin”.
La Biennale di Belleville è un evento che invita gli artisti a mostrare una loro intima parte del quartiere, un modo per esaltare l’attività artistica personale rivelando un luogo di appartenenza unico. Passeggiare alla scoperta del quartiere è un approccio diretto alla storia e al tessuto sociale urbano della città, una riflessione filosofica di ispirazione alla land art di Richard Long. Insomma, la terza edizione della Biennale di Belleville è tutta da scoprire. A piedi.

Silvia Neri

Parigi // fino al 26 ottobre 2014
Biennale de Belleville 2014
a cura di Patrice Joly
www.labiennaledebelleville.fr

 

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.