Aspettando la Torino Art Week. Intervista sulla fiera Flashback

C’è Frieze, c’è la Fiac, questo lo sappiamo. Ma intanto si avvicina pure Artissima, e a Torino succede quel che succede in tutte le capitali dell’arte: alla fiera “main” si aggiungono satelliti e collaterali di alto profilo. La più giovane è Flashback che, giunta nel 2014 al secondo anno, già si sposta nientemeno che al Pala Isozaki. Noi abbiamo intervistato le fondatrici Ginevra Pucci e Stefania Poddighe.

Flashback esterno notte

Serpeggia una certa preoccupazione, guardando il calendario: sul fronte esterno, Fiac e Frieze, su quello interno, MiArt alla riscossa. E Artissima non si potrà giocare la carta Cattelan (che curerà una grande mostra quest’anno) ogni volta. Voi come la vedete? Il momento è importantissimo per Torino…
Ginevra Pucci e Stefania Poddighe: La scelta di Torino per Flashback non è stata casuale, il mercato italiano in questo momento non è certamente nel suo massimo splendore e la concorrenza è spietata, ma Torino ha delle caratteristiche uniche e irripetibili, una profonda e radicata attività di ricerca in una serie di campi legati alla cultura: arte, musica, teatro, letteratura, editoria. Elementi non ripetibili in altre città. L’attenzione e il fermento torinese non sono assolutamente rintracciabili altrove e queste peculiarità sono la forza alla base di tutte le manifestazioni che vi vengono realizzate. Dal Salone del Libro a quello del Gusto, da Club to Club a MiTo al Kappa Future Festival, da Artissima a Paratissima, da The Others a Flashback.

A proposito di Frieze: la notizia è che Victoria Siddall, direttrice di Frieze Masters sin dal 2012, è stata nominata direttrice anche di Frieze Londra e New York. Una gradita novità, immagino, per chi come voi ha fondato una fiera che non guarda solo al contemporaneo…
G. P. e S. P.: Un’unica direzione dimostra quanto sia evidente la necessità di parlare e guardare l’arte indipendentemente dal periodo storico di realizzazione: ciò rappresenta per noi ben più di una conferma dell’attualità del progetto che stiamo portando avanti. Il percorso è ancora lungo ma l’obiettivo è chiarissimo…

Edizione 2013: un aspetto particolarmente positivo e uno “negativo”, da migliorare.
S. P.: Positiva è stata la reazione del pubblico, degli espositori, dei collezionisti, positivo è stato vedere tanti coetanei passeggiare incuriositi e osservare sempre meno diffidenti le opere, positiva è stata la sensazione di novità e freschezza che il progetto è stato in grado di trasmettere.
G. P.: Nella sua prima edizione Flashback ha ospitato le migliori gallerie italiane di settore. La qualità è stata dunque la caratteristica fondamentale della manifestazione, ma il traguardo di presentare in maniera quasi esaustiva le molteplici espressioni artistiche che hanno caratterizzato la storia dell’arte è un obiettivo ancora in divenire. Per migliorare, ai nostri fini, è necessario ampliare sempre di più lo spettro di ricerca. Quest’anno abbiamo in più rispetto allo scorso anno alcune rappresentanze che mancavano, penso ad esempio alla fotografia storica, a un excursus sulla natura morta, a un focus sulle battaglie storiche e sulle armi.

Flashback esterno notte
Flashback esterno notte

Quest’anno Flashback cambia location, andando al Pala Isozaki. È “soltanto” una questione di ampliare gli spazi a disposizione?
G. P.: No, non si tratta di ampliare gli spazi, anche perché il numero di gallerie è e vuole restare molto contenuto, si tratta piuttosto di fare un passo avanti e utilizzare un contenitore più adatto ai fini del nostro progetto, che vuole procedere tramite sottrazione per lasciare più ampio spazio all’opera. Il Pala Isozaki, vetro, acciaio e cemento, è dunque perfetto a tal fine e rappresenta un passo ulteriore verso i nostri obiettivi.
S. P.: Questa scelta è una vera evoluzione e un consolidarsi del concept della manifestazione.

L’allestimento dello scorso anno alla Promotrice delle Belle Arti era molto piacevole, curato e funzionale. Proseguirete la collaborazione con l’architetto Carlo Alberto de Laugier?
G. P.: Carlo Alberto è un mago nella progettazione delle fiere d’arte, i suoi interventi sono razionalisti e superfunzionali. Attenti e puntuali, non lasciano spazio a nessun inatteso imprevisto. Conosce a fondo le esigenze espositive e i passi che stiamo cercando di fare in un settore come quello dell’arte antica, per questo non si libererà di noi tanto facilmente.
S. P.: Grazie alla collaborazione con Carlo Alberto, l’allestimento di Flashback 2014 sarà ancora più rigoroso ed essenziale di quello dello scorso anno, ma per ora non vogliamo svelare troppo…

Parliamo delle altre novità?
G. P.: Innanzitutto ci preme sottolineare che, occupandoci di arte antica, non sottostiamo al diktat “novità”, che peraltro rappresenterebbe una contraddizione in termini. L’intento di Flashback 2014 è quello che il pubblico, passo dopo passo, si lasci sorprendere da questo viaggio nel tempo che, tra alternanza di epoche e stili, regala una suggestiva panoramica delle capacità artistiche e creative dell’uomo dai primordi fino alla modernità. Quindi sorpresa sarà la parola d’ordine!
S. P.: Si intensifica la sfida culturale di Flashback che, nella diffusione e trasmissione della conoscenza, vede il suo core. Quest’anno il programma ruota intorno all’immagine simbolica del Labirinto,scelto per la sua capacità di rappresentare una dimensione racchiusa in spazi fisicamente limitati ma che evocano la sfida del viaggio in dimensioni ancora da esplorare. A questo si ispirerà il programma di Flashback. Nasce inoltre Flashback Storytelling, il programma di percorsi guidati all’interno della manifestazione, rivolto sia ad adulti che a bambini, che si articola attraverso la narrazione e il coinvolgimento diretto dello spettatore. Continuerà inoltre la performance Flashback è opera viva di Alessandro Bulgini, che in diretta dalla pagina Facebook di Flashback crea un’opera corale mai compiuta e sempre in divenire;i dal passato che si avvarranno del popolo della Rete e dei nuovi linguaggi per acquisire nuovo significato.

Scudo di Atena
Scudo di Atena

Obiettivi: come vi augurate di chiudere l’edizione 2014?
G. P.: La vera sfida è sempre e comunque, fin dallo scorso anno, quella di concorrere alla formazione di un nuovo gusto, di un nuovo modo di vedere e fruire l’arte antica e moderna. Ci auguriamo di chiudere questa seconda edizione con lo spostamento in avanti dei “pedoni” per poi poter passare nei prossimi anni a movimentare tutta la scacchiera.
S. P.: Il nostro sogno… che un giorno si possa parlare un unico linguaggio: quello dell’arte.

Un aggettivo per ognuna delle fiere di novembre a Torino, ovvero Artissima, The Others, Paratissima e Photissima. E naturalmente uno per Flashback.
G. P. e S. P.: Artissima: qualità, ricerca, avanguardia e internazionalità.
G. P.: Paratissima: libertà.
S. P.: Paratissima ti dà la possibilità di conoscere nuovi artisti che non sono ancora entrati nel mercato.
G. P.: The Others: mitteleuropea.
S. P.: A The Others si respira un’aria giovane, fresca e si ha la possibilità di scoprire nuove proposte e giovani realtà.
S. P.: Photissima: luminosa.
G. P.: …d’altra parte la luce è la componente fondamentale della fotografia.
G. P. e S. P.: Flashback: elastica. Flashback è un viaggio nell’arte, avanti e indietro senza soluzione di continuità. Flashback rappresenta riscoperta, qualità, entusiasmo e passione.

Marco Enrico Giacomelli

Torino // dal 6 al 9 novembre 2014
Flashback 2014
Pala Alpitour/Isozaki
Via Filadelfia 82
[email protected]
www.flashback.to.it

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.