Arte Sella, l’arte della land art

Una cattedrale fatta di alberi e rami, un teatro naturale, un nido di stelle e il tempio dell’amore. Si trovano tutti in Trentino, immersi (e nascosti) tra i verde della Val di Sella. E aspettano solo di essere scoperti. Abbiamo fatto una passeggiata montana per indagare sul progetto Arte Sella, in occasione del convegno che ha inaugurato due nuove opere.

È bello immaginare – e magari è andata proprio così– che Alcide De Gasperi abbia pensato a un’Europa unita durante una delle sue passeggiate a Borgo Valsugana, piccolo centro trentino in cui amava ritirarsi con la famiglia. Ed è bello pensare che proprio lì, in Val di Sella, sia grazie all’Unione Europea se, nel 2013, è nata ELAN – European Land Art Network, il primo circuito internazionale dedicato alla Land Art. L’obiettivo principale è semplice ma ambizioso: veicolare esperienza e professionalità condivise per fare della Land Art un propulsore economico e culturale.
Motore e anima di questo progetto è Arte Sella che, insieme a allo Yorkshire Sculpture Park (UK), il Springhornof Foundation (DE) e il Centrum Rzezby Polskiej (PL) si è riunito, proprio in Trentino, nel terzo simposio promosso da Elan, Creativity and landscape. Ma concentriamoci su Arte Sella. Nel 1986 Emanuele Montibeller ha un’idea: fondere il paesaggio in cui è nato (e vive) con l’arte; da qui, da questa intuizione, nasce Arte Sella.
Loro si definiscono “una manifestazione di arte contemporanea che si svolge allaperto nei prati, nei boschi della Val di Sella”, ma non è solo questo. Per capire davvero, purtroppo, più che leggere questo pezzo dovreste infilarvi delle scarpe comode, prendere un treno, scendere a Borgo Valsugana, salire sul versante sud del monte Armentera e camminare per quel percorso chiamato Artenatura: un momento unico, per godere contemporaneamente delle bellezze naturali e delle opere d’arte disseminate sul percorso, e fermarvi per osservare uno scorcio o una scultura di legno.

Giuliano Mauri, Cattedrale vegetale -Copyright Arte Sella, photo Giacomo Bianchi
Giuliano Mauri, Cattedrale vegetale -Copyright Arte Sella, photo Giacomo Bianchi

Ecco perché Arte Sella è qualcosa di più: è un museo a cielo aperto immerso nel verde, aperto tutti i giorni dell’anno, che offre suggestioni diverse in base alle stagioni. Ancora. È ciò che di più creativo si possa osservare, la fusione, un abbraccio spontaneo e armonico tra l’opera dell’uomo e quella della natura – resa possibile grazie a una precisa scelta degli artisti chiamati a realizzare un’opera in linea con quello che è lo spazio.
Chi espone e cosa? In occasione del simposio sono state presentate le ultime due opere commissionate da Arte Sella, Il quadrato del tedesco Rainer Gross (ubicata nell’area della Malga Costa), una gigantesca installazione posizionata in una trincea della Grande Guerra, ed Eco di Will Beckers (che segna l’inizio del percorso Artenatura). Le opere presenti sono tutte installazioni, dall’enorme girandola di legno di Anthony Howe (Il vento di Sella) alla perfezione matematica della Cupola per Leonardo di Rinus Roelofs; dalla camera oscura in stile trullo di Chris Drury (La stanza del cielo) all’incredibile architettura naturale della Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri, fiore all’occhiello di Arte Sella. E queste sono solo alcune delle opere presenti tra Malga Costa e Artenatura. Il resto dovete scoprirlo voi.

Paolo Marella

www.artesella.it

 

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.