Toronto International Film Festival, l’asso pigliatutto

Mentre la Mostra di Venezia è in dirittura d’arrivo, sta per cominciare il Toronto International Film Festival, in programma dal 4 al 14 settembre. È il più importante appuntamento del genere in Nord America e negli ultimi anni è cresciuto per notorietà, successo e gradimento del pubblico, tanto che si sta aggiudicando titoli sempre più importanti. A rimetterci sono tutti gli altri appuntamenti, a partire da Venezia, che si vedono sottrarre grandi première e superstar da red carpet.

James March, The Theory of Everything, 2014

Il Toronto International Film Festival si apre con il dramma legale The Judge di David Dobkin con Robert Downey Jr. e Robert Duvall. Ma la lista delle Gala Presentations, il fiore all’occhiello dell’evento canadese, annovera una serie di nomi da far venire le vertigini anche a Reinhold Messner. Ecco allora sfilare la rosa di nomi che hanno causato un attacco di bile a tutti gli altri direttori di festival internazionali: Morgan Freeman e Diane Keaton saranno una coppia reduce dalla vendita forzata del proprio appartamento di New York per Richard Loncraine in Ruth & Alex. Tobey Maguire e Liev Schreiber in Pawn Sacrifice di Edward Zwick saranno gli scacchisti Bobby Fischer e Boris Spassky nella “partita del secolo” di Reykjavik. Keyra Knightley e Chloe Grace Moretz passeranno un assurdo weekend in Laggies di Lynn Shelton.

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Mark Ruffalo sarà maniaco depressivo ma padre amorevole costretto a crescere da solo le due figlie in Infinitely Polar Bear di Maya Forbes. Kevin Kostner e il Premio Oscar Ottavia Spencer lotteranno per la custodia della nipotanza birazziale in Black and Whyte di Mike Binder. Dustin Hoffman sarà un famoso insegnante di musica nell’ispirato drama Boychoir al fianco di Kathy Bates e Debra Winger. Denzel Washington e Cloe Grace Moretz saranno un agente della Cia e la sua protetta per Antoine Fuqua (Training Day). Kate Winslet vestirà i panni di architetto paesaggista nel dramma storico A Little Chaos di Alan Rickman.

James March, The Theory of Everything, 2014
James March, The Theory of Everything, 2014

Tornerà a Toronto anche un altro amatissimo regista francese: François Ozon con la sua ultima fatica, The New Girlfriend. Il danese Lone Scherfig (An Education) metterà a nudo la società classista inglese in The Riot Club. Infine, Jean-Marc Valee (Dallas Buyers Club) porterà sullo schermo le memorie di Cheryl Strayed alias Reese Witherspoon, che così è in pole position per gli Oscar 2015. Il personaggio da lei interpretato, per lasciarsi alle spalle un passato di droga e sesso, intraprende un viaggio lungo la Costa del Pacifico. Non poteva mancare l’autoctono David Cronenberg, già visto a Cannes, con il pur loffio Maps To The Stars, e pure, anche lui in concorso in Croisette, Foxcatcher di Bennet Miller. Per quest’ultimo si vocifera Oscar al protagonista Steve Carrel. Perché, si sa, che i film quotati e premiati dal pubblico di questo appuntamento canadese sono quelli che da un po’ di tempo a questa parte hanno indicato in anticipo gli umori dell’Academy.

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A Toronto saranno in totale 393 i film che verranno proiettati in 28 sale ultratecnologiche: cortometraggi, anteprime mondiali e classici e ovviamente pellicole indipendenti tipo While We’re Young dell’hypster newyorchese Noah Baumbach (Frances Ha) o il biopic The Theory of Everything dell’inglese James March (Man on Wire) sulla vita di Stephen Hawking, starring Eddy Redmayne e Felicity Jones. Previsti anche tantissimi incontri con registi, produttori e attori, con uno speciale Bill Murray Day, in cui verranno proiettati tre amatissimi film dell’attore: Ghostbusters, Stripes – Un plotone di Svitati e Ricomincio da capo.
Italiani? Hungry Hearts del nostro Saverio Costanzo, anche a Venezia.

Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • Mandarel

    Purtroppo questi due grandi appuntamenti non dovrebbero accavallarsi e succede sempre di dover lasciare qualche bella pellicola all’altro, poi è vero il TIFF ogni anno cresce e rispecchia nella maniera più vicina il risultato di Los Angeles.