Torino, le Alpi e l’arte contemporanea: le montagne al museo

L’arte contemporanea entra al Museo Nazionale della Montagna di Torino. Con una mostra nata da un trekking sul Monviso, da vedere anche al Forte di Exilles. Il tutto nell’ambito del Festival Torino e le Alpi, con sezioni di cinema e letteratura. Ne abbiamo parlato con il curatore Stefano Riba.

La montagna non è solo sci d’inverno e trekking d’estate, ma può essere molto di più. Una risorsa alternativa, una fonte di sviluppo economico, sociale e culturale. È il principio base su cui si fonda Torino e le Alpi, il programma strategico triennale che la Compagnia di San Paolo ha di recente avviato per rafforzare il legame tra la popolazione cittadina e quella montanara. A tal proposito è in corso un bando (con scadenza al 15 ottobre) che destina 300mila euro alle ricerche su politiche, modelli, progetti in Italia e all’estero, con l’obiettivo di studiarne le condizioni per la trasferibilità/fattibilità in territorio montano, con soluzioni sperimentali. Ma poiché, notoriamente, la Compagnia assegna un ruolo centrale alle iniziative culturali, ecco che inserisce, nel programma Torino e le Alpi, il festival omonimo dedicato alla cultura, che si svolgerà contemporaneamente al Museo Nazionale della Montagna di Torino e
al Forte di Exilles dal 12 al 14 settembre.

Pusole - Visentin,  MACHINE MMLFýV14TY 2
Pusole – Visentin, MACHINE MMLFýV14TY 2

Denso di appuntamenti, con sezioni dedicate alla letteratura (Stefano Benni scriverà e presenterà al pubblico un brano inedito nel cortile, lungo i camminamenti e nelle segrete del forte), al documentario (proiezione di Vu du ciel – Val d’Aoste, con le musiche del compositore israeliano Armand Amar), alla performance e alla musica, avrà un’attenzione particolare per le arti visive, con la mostra Passi erratici, curata da Stefano Riba. “Come idea la mostra nasce dalla mia piemontesità. Sono nato e cresciuto nel cuneese, a cavallo tra pianura e Alpi, ed era da qualche tempo, soprattutto dopo aver riletto ‘Il mondo dei vinti’ di Nuto Revelli, che avevo in mente di fare una mostra che parlasse delle montagne di oggi”.

How We Dwell - Kit Residenza
How We Dwell – Kit Residenza

Grazie al festival, e più in generale al programma Torino e le Alpi, Riba è stato selezionato tramite una call riservata ai curatori, e la sua idea iniziale si è trasformata in realtà. All’inizio di agosto il curatore ha coinvolto dodici artisti – Laura Pugno, Brave New Alps, How We Dwell, Luca Giacosa, Fabio Battistetti, Jonathan Vivacqua, Marina Girardi, Alessandro Quaranta, Francesco Del Conte, Enrico Gaido, Pierluigi Pusole e Walter Visentin – in un trekking di tre giorni attorno al Monviso, come spunto per la realizzazione dei lavori. Ne è nata un’intensa collaborazione, come ci spiega lo stesso Riba: “È stato bello avere un’unione d’intenti, la volontà comune di parlare di montagna, in un modo non stereotipato ma creativo e stimolante, per cercare di riavvicinare le città alle montagne”. Tre giorni di cammino costellati anche da momenti forti e forieri di riflessioni, come l’episodio del ritrovamento sul loro percorso di un piccolo stambecco, morto in seguito alla caduta accidentale da una rupe: “A me ha fatto pensare che in quei luoghi eravamo solo ospiti. Che, anche se attenti e coscienti, eravamo comunque turisti in cerca di nuovi posti, nuove immagini e nuove idee, ma che la montagna rimaneva comunque un terreno a noi estraneo, che non avremmo mai potuto vivere. Gli stambecchi invece vivono la montagna e lì anche muoiono. La stessa immagine mi ha portato a pensare all’alpinismo estremo, quello in cui spesso ci sono morti e tragedie, proprio perché puoi essere allenato o tecnicamente preparato quanto vuoi, ma alla fine l’alta quota rimane sempre più forte dell’uomo”.

Jonathan Vivacqua - Saltacaballo
Jonathan Vivacqua – Saltacaballo

Ma cosa si vedrà effettivamente in mostra? Mentre al Forte di Exilles ogni artista avrà una sua stanza “privata”, in cui presenterà soprattutto i nuovi lavori nati in seguito al trekking, al Museo della Montagna i lavori dialogheranno in modo particolare con la ricca collezione dell’istituzione torinese. “Nella sezione dedicata allo sviluppo del turismo in montagna”, ci segnala Riba con un esempio, “c’è una fiat 500 con dotazioni invernali e un portasci sul tettuccio. A dialogare con un simbolo della nascita dello sci alla portata di tutti e, quindi, del turismo invernale sarà ‘L’inverno nuovo’, una serie di fotografie e un video dei Brave New Alps che indagano il tema dell’innevamento artificiale, da un punto di vista ecologico e paesaggistico”.
La mostra durerà fino al 28 settembre, ma interagirà con le tre giornate del festival, perché alcuni artisti presenteranno anche performance, live set o laboratori didattici: Pierluigi Pusole e Walter Visentin realizzeranno una performance-installazione per entrambe le inaugurazioni, sia a Torino (il 12 settembre, ore 18.30) che a Exilles (il 13 settembre, ore 12). Fabio Battistetti terrà tre live set in cui presenterà un nuovo lavoro sonoro, realizzato campionando i suoni delle montagne ed “equalizzando” i loro profili altimetrici. Come per Pusole e Visentin, i suoi lavori “non musicali” saranno esposti a Exilles. Marina Girardi, infine, terrà un workshop di illustrazione dedicato ai bambini.

Claudia Giraud

www.torinoelealpi.it