Torino (e Milano, Genova, Marsiglia). Riparte la stagione anche in galleria

Testa di ponte, l’associazione TAG – Torino Art Galleries. Con una dozzina di gallerie che si mettono in rete nel capoluogo piemontese per inaugurare tutte insieme giovedì 25 settembre. Nello stesso giorno, un evento analogo coinvolge Genova. Mentre a Milano ci sono, come al solito, un’altra decina di vernissage.

Giorgio e Walter de Silva, Tanzen

Anche a Torino la stagione in galleria riprende. Mentre si avvicina Artissima, con la mostra collegata che quest’anno è curata da Maurizio Cattelan; mentre ha inaugurato un nuovo centro d’arte, il MEF – Museo Ettore Fico; mentre qualcuno prosegue alacremente con le proprie iniziative (ad esempio la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e altri si trovano a fare letteralmente i conti con una situazione tutt’altro che chiara (leggasi in primis GAM e Castello di Rivoli, sotto quella che ormai possiamo definire la bandiera sabauda dell’inazione politico-amministrativa: la Superfondazione).
In questo scenario ambivalente, il gruppo di gallerie private connesse dal network TAG – Torino Art Galleries dà il via alla stagione con Ouverture, appuntamento ormai consolidato di inaugurazione collettiva. Partiamo dunque, con questa breve panoramica, da Borgo Nuovo, dove sono accasate la maggior parte delle gallerie. Alberto Peola che presenta i fratelli Giorgio e Walter de Silva con Tanzen, sculture in carta e cartone (fra gli altri materiali) che danzano sul confine fra design e bricolage, macchine celibi dall’aura misteriosa e ludica. Personale anche da Riccardo Costantini, con una strizzata d’occhio al paesaggio che si avvererà fra qualche mese: le fotografie di Mario Daniele, infatti, realizzate nell’ultimo quinquennio, hanno tutte come base di partenza l’innevamento, che si tratti di ritratti o paesaggi. Ancora fotografia – e non potrebbe essere altrimenti – da Photo & Contemporary, con Pablo Balbontin che porta a Torino la sua recente ricerca sulle miniere spagnole del Rio Tinto. Accostamento che incuriosisce quello invece proposto da In Arco fra Fortunato Depero e Peter Halley, fra astrattismo analogico futurista e concettualismo neo-geometrico. Da Weber & Weber si punta invece all’interattività delle installazioni di auroraMeccanica: dove si può soffiar via un paesaggio, far sussultare il petrolio pronunciandone il nome e assistere all’autonomia di uno specchio e dei suoi riflessi.

Pablo Balbontin, Rio Tinto
Pablo Balbontin, Rio Tinto

Optano invece per il group show il più defilato Giorgio Persano (la mostra è infatti allestita nel bellissimo spazio di via Principessa Clotilde), con opere monumentali di artisti della galleria, da Per Barclay a Gilberto Zorio; discorso analogo per GAS – Gagliardi Art System (qui siamo in zona via Cigna/corso Vigevano, a breve distanza dal Museo Ettore Fico, alle soglie del quartiere Barriera di Milano), che invece fa allestire ad alcuni suoi artisti lavori Inediti per lo spazio di via Cervino, altro bell’esempio di rifunzionalizzazione di architetture industriali; e ancora, Ermanno Tedeschi con la collettiva Orizzonti. Sul confine tra le due scelte, la tripersonale da Norma Mangione, con opere di Jan Meier, Bernd Ribbeck e Andreas Schulze riunite sotto il titolo Tutta La Vita. Menzioni speciali – a causa dell’inaugurazione già avvenuta – per  Dieffe, con Strutture e fughe di Luisa Raffaelli ospitata nei locali di Innerspace in via Cesare Battisti; e per Franco Noero con la personale di Jason Dodge: undici sculture i cui titoli “sono i lavori stessi”. Ci sono poi gli spazi che – per i motivi più vari, che non è il caso di discutere in questa sede – non aderiscono a TAG ma colgono comunque l’occasione per agganciarsi all’evento. Come BU.G – Burning Giraffe, che allestisce una personale fotografica di Giuseppe Lo Schiavo, artista classe 1986 emigrato a Londra; o Franz Paludetto, con il solo show di Domenica Borrelli.

auroraMeccanica, Nera
auroraMeccanica, Nera

Volendo brevemente citare il fu “triangolo industriale”, occorrerebbe passare da Milano. Dove non c’è un evento organizzato come nel caso di Torino, ma ciò non significa che l’offerta del giovedì sera sia da meno: per citare rapidamente alcuni highlight, c’è Andrea Roiter da Laura Bulian, Adriano Costa da Peep-Hole, Louise Lawler da Guenzani, Victor Burgin da Lia Rumma. E sono solo alcuni dei vernissage previsti. Si torna invece all’evento esplicitamente coordinato in quel di Genova, con uno Start che coinvolge quindici gallerie, da Guidi & Schoen a Ellequadro, da Il Vicolo a VisionQuest.
Se poi volessimo estendere il weekend oltre confine, a Marsiglia dal 26 al 28 settembre c’è la 16esima edizione dell’apertura degli studi. Perché lo diciamo in questo articolo? Beh, perché la formula prevede che gli artisti locali ospitino anche colleghi di altre città, e in questo caso sono ospiti da Lisbona e Torino; in particolare, dal capoluogo piemontese arrivano Maura Banfo, Max Bottino, Octavio Floreal, Carlo Gloria, Cristina Mandelli, Saro Puma e Marzio Zorio.
Appuntamento nei prossimi giorni per gli scatti live dalle inaugurazioni e poi con in report dalle mostre più interessanti.

www.torinoartgalleries.it