Mart. Le mostre della stagione 2014/2015

Due anni al Mart. Parla Cristiana Collu, direttrice dal 2012 dell’istituzione di Trento e Rovereto, per raccontare la stagione appena conclusa e il futuro del museo. Che cade in un anno importante, quello della celebrazione del centenario della Prima guerra mondiale.

Kennardphillipps, Photo Op, 2005 - courtesy dell’artista

Non amiamo fare bilanci, perché il nostro lavoro è sempre rivolto al presente, ma guardandoci indietro ci sembra di aver avuto risultati molto positivi. Il dispositivo del Museo Mart, le persone che lo animano, funziona benissimo. C’è grande aderenza tra la direzione e ciò che è accaduto nel corso di questi due anni e mezzo”.A parlare è Cristiana Collu, alla guida del museo di Trento e Rovereto dal 2012. “Questo museo, come tutti gli altri, sembra aver sofferto di meno, ma comunque ha visto un cambio importante dovuto al taglio delle risorse. Tuttavia, ha goduto delle buone pratiche del sistema Trentino, che ha saputo guardare lontano in modo ambizioso. Nonostante, infatti, il periodo difficile ha resistito ed ha custodito la propria capacità di lanciare una idea e di sostenerla. Questo è un aspetto cardine: come fare le cose in maniera diversa malgrado le risorse per non perdere i risultati. E nella cultura è miracolosamente possibile”.
Un commento che si va a inscrivere nel biennio importante che il museo ha appena chiuso. Il 2013 ha visto 2.433 opere movimentate dalla collezione per prestiti, 95 nuove acquisizioni, quasi 60mila persone che hanno partecipato alle attività educative, 500mila visite al sito web, 38mila pezzi in rassegna tra stampa e web, 202.736 visitatori. Nel 2014, dopo il ciclo della Magnifica Ossessione che ha presentato per un anno oltre 3mila opere, il Mart ha cominciato la stagione con incontri ravvicinati con alcuni protagonisti dell’arte italiana (da Carlo Carrà ad Arturo Martini), raccontato Fortunato Depero – che al museo è “di casa” -, il futurismo di Paolo Ventura, il rapporto tra arte contemporanea e musica con Questa non è musica, Records by artists 1958-1990 o con il paesaggio in Lost in Landscape,in un continuo switch tra storia e presente della ricerca artistica.
Non meno interessante è stata la sorte della collezione, che nel corso del tempo è stata oggetto di prestiti e collaborazioni con il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, con la Fundació Catalunya la Pedrera di Barcelona, con il Vitra Design Museum di Weil am Rhein.

Tappeto afghano, Attentato Torri Gemelle, 2001-2002 - CooperAction Onlus
Tappeto afghano, Attentato Torri Gemelle, 2001-2002 – CooperAction Onlus

E per il futuro? “I prossimi sono anni fondamentali per capire come affrontare il futuro. Il 2017 sarà a mio parere”, continua la Collu, “un anno cardine, cruciale, l’anno del cambiamento. Quelli che ci aspettano ci richiedono una grande capacità di assorbimento del contraccolpo”. Da affrontare anche con l’arte. Che per la prossima programmazione del museo, in occasione del centenario della Prima guerra mondiale, presenterà per un anno il progetto La Guerra che verrà. 1914-2014. Si parte con La Guerra che verrà non è la prima, che muove le sue mosse a partire dalla poesia di Bertolt Brecht, in un racconto realizzato attraverso le opere di Lida Abdul, Enrico Baj, Yael Bartana, Alberto Burri, Alighiero Boetti, Pascal Convert, Gohar Dashti, tra gli altri, ma anche molti capolavori della storia dell’arte. “Occuparsi di queste tematiche”, conclude la direttrice, “è complicato. Questo è un terreno difficile, fragile, che pone il problema della verità e della sofferenza, il tema del dolore attraversato a partire dalla storia: dal secolo scorso arriva ai nostri giorni. Ci siamo fatti carico di questa visione come qualcosa di immanente e abbiamo cercato di prendere la giusta distanza. È chiaro che siamo tutti contrari alla guerra, ma questa non è una mostra indignata. Al contrario, cerca di restituire le cose nella loro complessità, gli aspetti più sensibili, delicati e controversi e di cercare la luce. Al di fuori dalla retorica”.

Santa Nastro

Rovereto // fino al 20 settembre 2015
La guerra che verrà non è la prima 1914-2014
a cura di Saretto Cincinelli, Gustavo Corni, Diego Leoni, Fabrizio Rasera, Gabi Scardi, Camillo Zadra
MART
Corso Bettini 43
0464 438887
[email protected]
www.mart.trento.it

CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.