Hangar Bicocca. Le mostre della stagione 2014/2015

Con una mostra dedicata alla figura centrale di Joan Jonas e, successivamente, con un percorso su Céline Condorelli, la programmazione dell’Hangar si protrae fino al 2015 all’insegna di due nuovi approfondimenti inediti: su Juan Muñoz e Damián Ortega. I dettagli li presenta ad Artribune l’artistic advisor dello spazio milanese, Vicente Todolí.

Joan Jonas Lines in the Sand (2002) Performance: Tate Modern, London, 2002 Courtesy Tate Modern and the artist

Il primo ottobre, HangarBicocca inaugura Light Time Tales a cura di Andrea Lissoni, la prima grande mostra personale di Joan Jonas (New York, 1936) negli spazi di un’istituzione italiana, percorso che riunirà, tra opere storiche e più recenti, dieci installazioni e nove video monocanale, tra cui un nuovo lavoro concepito appositamente. Con questa prima, progettuale dichiarazione di poetica prosegue la programmazione espositiva di uno degli spazi contro-museali d’Italia più attento alle ricognizioni antologiche e monografiche, dedicate ai diversi livelli semantico-temporali della contemporaneità. “Come sempre per noi, ogni mostra rappresenta un’opportunità”, esordisce l’artistic advisor Vicente Todolí. “A giugno del 2013 con Andrea Lissoni abbiamo presentato un programma studiato in stretta relazione con lo spazio, effettivamente unico di HangarBicocca. Fino ad oggi, infatti, abbiamo lasciato che la Navata Centrale determinasse l’avvicendamento degli artisti ospitanti al suo interno, mentre lo Shed influenzasse i percorsi di benvenuto ad artisti più giovani. La scelta delle mostre è avvenuta secondo una profonda simbiosi con la capacità architettonica dell’Hangar, tra mostre retrospettive (per quanto riguarda artisti con un percorso considerabile come storico, seppur non approfondito in Italia) e iter monografici per figure autoriali giovani che non proponessero solamente un intervento ma presentassero una sorta di survey, di ricognizione più ampia della loro carriera”.

Joan Jonas Mirage (1976/1994/2005) Performance: Anthology Film Archives, New York, 1976 Photo: Babette Mangolte Courtesy the artist
Joan Jonas – Mirage (1976/1994/2005). Performance: Anthology Film Archives, New York, 1976. Photo: Babette Mangolte. Courtesy the artist

Per quanto riguarda Light Time Tales, infatti, tra le opere in mostra Reanimation, simbolo dell’evoluzione delle sperimentazioni di Joan Jonas, è punto di partenza dell’omonima performance in collaborazione con il musicista e compositore jazz Jason Moran, che sarà presentata il 21 ottobre.
Joan Jonas è una delle più rispettate e riconosciute artiste viventi. Considerata la massima autorità in campo di storia e teoria della performance, si è affermata negli Anni Sessanta e Settanta grazie alla sua pionieristica pratica performativa e video. Il suo lavoro ha reinterpretato in modo assolutamente originale la relazione tra l’arte e le forme della narrazione, includendo nelle sue opere, accanto all’immagine video, alla scultura e alla performance, la presenza della parola come motore di immaginario. Joan Jonas rappresenterà gli Stati Uniti alla 56. edizione della Biennale di Venezia, in apertura a maggio 2015, con una mostra presentata dal MIT List of Visual Arts Center.
Il nostro intento principale è la ricerca”, prosegue Todolí,“è l’approfondimento. Con Andrea Lissoni, il curatore della mostra antologica di Joan Jonas e la monografica dedicata alla Condorelli, mi sono trovato perfettamente in linea quando ho esposto il mio obiettivo di realizzare e concepire percorsi che trattassero sempre approfonditamente di un artista, poco presente negli spazi museali italiani, oppure di allestimenti antologici che identificassero un movimento, un moto dell’arte Contemporanea internazionale. Solo attraverso queste occasioni è possibile guardare in modo irripetibile al lavoro degli artisti”.

Additionals (Night Piece), 2012 Installation view, Pavilion, Leeds. Courtesy Céline Condorelli
Additionals (Night Piece), 2012 – Installation view, Pavilion, Leeds. Courtesy Céline Condorelli

A dicembre, infatti, sarà visitabile la prima mostra personale in Italia di Céline Condorelli (Parigi, 1974). Per l’occasione l’artista, che vive a Londra, presenterà alcuni dei suoi progetti più noti assieme a opere inedite, avvalendosi anche della collaborazione con i centri di ricerca di Pirelli. Condorelli si distingue per la sua capacità unica di costruire relazioni tra l’arte, l’architettura, lo spazio e il contesto sociale attraverso un approccio performativo e coinvolgente. Lavora al confine tra l’arte e l’architettura nel tentativo di creare “possibilità di supporto” del lavoro di altri (artisti o pubblico), di politiche immaginarie e di realtà fittizie o veritiere. Condorelli cura inoltre mostre collettive che considera parte integrante della propria pratica d’artista.
Ogni evento espositivo che abbiamo ideato”, conclude l’artistic advisor,ci ha consentito e ci consentirà, lungo tutto il 2015, di presentare serie di lavori e produzioni uniche, perché pensate per i formati degli spazi a nostra disposizione e perché centrati su una visione omnicomprensiva dei percorsi artistici da noi indagati. Per quanto riguarda l’imminente inaugurazione della mostra di Joan Jonas, posso solo affermare che sono molto curioso di sapere come verrà recepita dal pubblico l’idea, l’intuizione di presentare ‘installazioni performative’ che la riguardano. Proporremo, infatti, le sue performance in forma fissa, tra disegni e bozzetti, sfidando il tempo effimero della messa in scena.

Premier Mouvement: “Il n’y a plus Rien” (First Movement: “There is Nothing Left”), 2010 Materials: Slide projectors, black and white slides from 16mm film, colour slides, mirror film, cotton sheet (100% combed Egyptian cotton, 400 thread count, 310cm width, manufactured by Peter Reed, Royal Warrant of Appointment to Her Majesty The Queen), timber framing, blackboard paint, dimensions variable. Installation view Manifesta 8, Murcia, Spain Courtesy Céline Condorelli
Céline Condorelli – Premier Mouvement: “Il n’y a plus Rien” (First Movement: “There is Nothing Left”), 2010.  Installation view Manifesta 8, Murcia, Spain Courtesy Céline Condorelli

Resta la curiosità relativa al prossimo anno. “In merito al 2015, posso affermare che per la prima volta, a marzo, sarà riallestita l’opera più importante di Juan Muñoz, ‘Double Bind’, realizzata per la Turbine Hall della Tate Modern di Londra, poco prima della sua scomparsa nel 2001. La mostra comprenderà inoltre alcuni tra i suoi lavori più significativi, tra cui ‘Wasteland’ e ‘Many Times’. Mentre a giugno la retrospettiva di Damián Ortega sarà la prima mostra in Italia dedicata a uno degli artisti contemporanei più interessanti e ironici del panorama contemporaneo, che ha rivoluzionato l’idea stessa di scultura, utilizzando oggetti comuni e sovvertendone il significato. Assieme ai gruppi scultorei, presenteremo anche una nuova versione di ‘Cosmich Thing’ (2002), una sorta di performance ricreata a partire dal disassemblamento del Maggiolino Volkswagen”.

Ginevra Bria

Milano // fino all’1 febbraio 2015
Joan Jonas – Light Time Tales
a cura di Andrea Lissoni
HANGAR BICOCCA
Via Chiese 2
02 853531764
[email protected]
www.hangarbicocca.it

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