Galleria Civica di Modena. Le mostre della stagione 2014/2015

Appuntamento domani, venerdì 12 settembre, per l’inaugurazione a Modena della mostra sul grafico anarco-punk più geniale della storia. Avete presente i Sex Pistols? Ecco, è tutta di Jamie Reid l’iconografia. Marco Pierini, direttore del museo, ci ha poi raccontato (quasi) tutto quello che succederà nelle due sedi dell’istituzione emiliana, fino alla prossima estate.

Pino Settanni, Mario Monicelli, 2003
Pino Settanni, Mario Monicelli, 2003

Mentre prosegue fino al 19 ottobre la mostra Michelangelo e il Novecento, la stagione della Galleria Civica di Modena si apre venerdì 12 settembre con una personale incentrata sulla figure di Jamie Reid (Croydon, 1947), il mitico anarco-grafico celeberrimo per aver dato la sua impronta a tutta quella che è l’iconografia punk. In mostra, quindi, “circa sessanta disegni, dipinti, collage, grafiche, progetti, fotografie”, ma anche una grande installazione intitolata Ragged Kingdom costituita da tepee dipinti dallo stesso Reid, i quali ospitano i fogli per costruire il catalogo della mostra.
Si arriverà così al 2015, la cui “programmazione”, ci spiega il direttore Marco Pierini,“segue la scansione che da tre anni ci siamo dati: nella sede di Palazzo Santa Margherita gli allestimenti della nostra collezione, alla Palazzina dei Giardini le mostre temporanee”.A partire dalla primavera 2011, infatti, la Civica di Modena ha inserito stabilmente nella propria programmazione l’attenzione per il proprio patrimonio, facendo di necessità virtù. Nascono in tal modo vere e proprie mostre tematiche a costo relativamente contenuto e di ottima rilevanza: “Abbiamo scelto un tema ‘popolare’ come il cinema per la fotografia e uno più ricercato per il disegno; infine, dopo alcuni anni di lavoro intenso rivolto all’incremento della collezione, è giunto il momento di mostrare le nuove acquisizioni e di rendere conto di quanto e come il patrimonio della collettività si sia arricchito”, prosegue il direttore. Dal 7 febbraio al 7 giugno sarà dunque allestita The Cinema Show, rassegna che si concentra su foto di scena e scatti intimi dal mondo del cinema, con un arco temporale che va dalle fotografie di Anton Giulio Bragaglia realizzate sul set del suo Thaïs (1917) ai ritratti di Pino Settanni datati Anni Novanta; fra i due si inseriscono nomi come Ugo Mulas, Federico Patellani e Tazio Secchiaroli. Lo stesso giorno (ma con chiusura il 5 aprile) si apre
La variante e la regola. Opere su carta tra arte concreta, minimalismo e pittura analitica: siamo ancora a Palazzo Santa Margherita, ma nelle sale superiori, dove prendono posto lavori realizzati fra il secondo dopoguerra e i primi Anni Settanta; lavori che appartengono al museo e alla Collezione di Don Casimiro Bettelli, firmate da artisti quali Getulio Alviani, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Sol LeWitt, Brice Marden, Turi Simeti, Giuseppe Uncini e Luigi Veronesi. La stagione, sempre per quanto riguarda la collezione, si chiude con l’esposizione delle Nuove acquisizioni (dal 18 aprile al 5 giugno): un corpus di disegni e fotografie che racconta gli ultimi tre anni di incremento della collezione stessa, reso possibile grazie alla donazione di artisti o collezionisti, oppure alla formula del comodato, con nomi che vanno da Andrea Chiesi e Gianfranco Ferroni, da Roberto Paci Dalò a Mario Cresci, da Mimmo Jodice a Diego Zuelli.

Ewa Axelrad, Zadyma, dalla serie Plague, 2014
Ewa Axelrad, Zadyma, dalla serie Plague, 2014

Mentre questa parte della programmazione si svolge a Palazzo Santa Margherita, nella Palazzina dei Giardini si lavora alle mostre temporanee propriamente dette: “Queste ultime cercheranno di avere, come sempre, un carattere di novità (‘Noble Explosion’ di Robert Pettena, ad esempio), di ricerca (la mostra dedicata alle più giovani generazioni di artisti polacchi) o di facile fruibilità (la retrospettiva di Art Kane)”, spiega Pierini. E rivela: “Per ottobre sarà invece allestita una grande mostra monografica, che occuperà entrambe le sedi, realizzata in collaborazione con un importante museo europeo. L’annuncio è fissato per il 29 settembre, quindi ci possiamo aggiornare per tale data”.
Facciamo allora una salto in avanti, al 6 dicembre, quando aprirà la personale di Robert Pettena (Penbury, 1970), Noble Explosion, curata dallo stesso Marco Pierini e che ha come punto di partenza una storia curiosa, quella di Alfred Nobel, che ideò il celeberrimo premio ma pure inventò la dinamite, e che conosceva Ascanio Sobrero, inventore da parte sua della nitroglicerina. La scena polacca, con un focus sugli anni 1995-2015, sarà invece curata – a partire dal 21 marzo – da Marinella Paderni, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Polacco di Roma. In mostra ci saranno opere della prima fase post-socialista, firmate da artisti più noti come Miroslaw Balka, Paulina Olowska e Monika Sosnowska, nonché autori nati negli Anni Ottanta: fra gli altri, il collettivo Slav and Tatars, Ewa Axelrad e Jakub Woynarowski. A chiudere la stagione – dal 25 giugno al 13 settembre -, le fotografie di Art Kane (New York, 1925-1995), con ritratti e foto di scena di personaggi come Frank Zappa e Jim Morrison, Rolling Stones e Who, oltre a una sezione focalizzata su moda e cronaca.
Programma intenso, dunque, raccontato periodicamente anche dal magazine e dalla app civico 103. E non chiamatela provincia…

Marco Enrico Giacomelli

Modena // fino al 6 gennaio 2014
Jamie Reid – Ragged Kingdom
a cura di Marco Pierini
GALLERIA CIVICA – PALAZZO SANTA MARGHERITA
Corso Canalgrande 103
059 2032911
[email protected]
www.galleriacivicadimodena.it

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.