Venezia. Alla Mostra del Cinema approda Giacomo Leopardi

71esima edizione del Festival di Venezia. Con l’estate che finisce e, leggermente in anticipo per ragioni di calendario, la kermesse cinematografica in Laguna che inaugura. E dovrebbe essere un anno fortunato per gli italiani…

Elio Germano impersona Giacomo Leopardi

Anno fortunato per gli italiani, che si ritrovano in molti nel concorso principale della Mostra del Cinema di Venezia
Si vedrà il Leopardi di Mario Martone ne Il giovane favoloso interpretato da Elio Germano, il duro Anime nere di Francesco Munzi, il duetto di Saverio Costanzo che in Hungry Hearts porta una danza d’amore newyorchese fra un’italiana e un americano. Anche il Pasolini di Abel Ferrara si può dire mezzo nostrano, interpretato da Willem Dafoe accompagnato da Ninetto Davoli e Riccardo Scamarcio.
Fuori concorso, poi, il documentario industriale di Davide Ferrario, La zuppa del demonio, il film collettivo Italy in a day di Gabriele Salvatores, il documento sperimentale di Sabina Guzzanti sul presunto accordo tra Stato e Mafia, La Trattativa e Perez di Edoardo De Angelis con Luca Zingaretti, anche produttore.
Letteratura, guerra e politica sono i macro-temi ricorrenti della 71esima edizione. Andrew Niccol (Gattaca, Lord of War, In time) arriverà al Lido con Ethan Hawke per un film completamente girato dal punto di vista di un drone (Good Kill).
Ad aprire i festeggiamenti con Birdman – The Unexpected Virtue of Ignorance, Alejandro Iñárritu (21 Grammi, Babel, Biutiful), che porterà con sé un cast stellare: Michael Keaton, Edward Norton, Naomi Watts ed Emma Stone. David Gordon Green quest’anno riprova, con ottime probabilità di tornare a casa con una statuetta ruggente, insieme ad Al Pacino (anche interprete del film fuori concorso di Barry Levinson, The Humbling), Holly Hunter e Harmony Korine. Titolo della sua pellicola: Manglehorn.

Al Pacino
Al Pacino

Suggestionante la presenza in concorso dell’astruso A Pigeon Sat On A Branch Reflecting On Existence di Roy Andersson, che il regista descrive come la fusione di Cervantes, Steinbeck e Dostoevskij. E quest’ultimo riecheggia anche nel titolo del film di Andrei Konchalovsky, The Postman’s White Nights, dove un postino è l’unico contatto tra un villaggio sperduto e il resto del mondo.
Spazio a tutti i nerd che hanno amato Tetsuo e le altre follie di Shinya Tsukamoto, che sulla gondola arriva con Nobi (Fire on The Plain), dramma ambientato nelle Filippine alla fine della Seconda guerra mondiale. La regia non sarà di certo canonica. Coproduzione anglo-indonesiana invece per l’opera di Joshua Oppenheimer The look of Silence, documentario sul genocidio e le purghe anticomuniste del 1965 in Indonesia, girato però dal punto di vista degli assassini.
Ma gli allibratori professionisti danno già per vincitore, ancor prima dell’approdo in Laguna, 99 Homes di Ramin Bahrani, starring Andrew Garfield, Michael Shannon, Laura Dern, Noah Lomax: un film sulla corruzione dell’industria immobiliare.
Direttore della giuria è quest’anno il compositore più blasonato del momento: Alexander Desplat. Nel suo curriculum vanta collaborazioni con registi quali Stephen Frears, Roman Polanski, Terrence Malick, Tom Hooper, Jacques Audiard, Kathryn Bigelow, David Fincher, George Clooney, Ang Lee, Ben Affleck, David Yates, Wes Anderson e Matteo Garrone. Insieme a lui l’attrice cinese Joan Chen, il regista tedesco Philip Groning, l’austriaca Jessica Hausner, il Premio Pulitzer Jhumpa Lahiri, Tim Roth, il regista palestinese Elia Suleiman, il tre volte Premio Oscar per i costumi Sandy Powell e il nostro amatissimo Carlo Verdone.

A Pigeon Sat On A Branch Reflecting On Existence
A Pigeon Sat On A Branch Reflecting On Existence

Peccato per i due film che si attendevano in concorso e che invece si è aggiudicato il New York Film Festival: sia David Fincher con Gone Girl che Paul Thomas Anderson con Inherent Vice hanno bucato Venezia a favore della Grande Mela. Ma questo è il risiko dei festival internazionali.
Quest’anno è fra l’altro il decimo anniversario della morte di Piero Piccioni, al cui nome è intitolato l’Official Collateral Film Festival Award. Per ricordarlo, appuntamento al Metropole il 5 settembre dalle ore 21 in compagnia della guest star James Lavelle.
Fittissimo il calendario di appuntamenti di Artribune al Lido: saremo tutti i giorni alle conferenze, alle proiezioni e sul red carpet. Annunciamo interviste ai protagonisti, anteprime e un po’ di sano gossip festivaliero con una copertura completa che si concluderà ogni giorno con l’ormai consueto video aggiornamento.

Federica Polidoro

www.labiennale.org/en/cinema/

 

CONDIVIDI
Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • Mandarel

    Il problema è che forse Barbera tira un pò troppo l’acqua al mulino Italia… forse per risollevare anche le sorti di una biennale d’architettura giù di corda quest’anno… magari si vedrà arrivare di nuovo il grande Al in camicia bianco lucido con catenaccio in vista come due anni fa… che ne dite?