Museo Marino Marini. Le mostre della stagione 2014/2015

Tra scultura, performance, danza e tradizione artigiana, la prossima stagione culturale del museo di Firenze si presenta densa, variegata e incredibilmente attiva. A partire dal 24 settembre, due artiste tedesche e lo scultore italiano saranno l’anima della programmazione.

Esther Kläs - veduta della mostra presso lo SpazioA, Pistoia

Al Museo Marino Marini di Firenze, i primi progetti stagionali presentano due artiste, esposte fino all’8 novembre. “Due autrici”, come sottolinea il direttore, Alberto Salvadori, “che non hanno mai avuto una mostra in uno spazio pubblico in Italia, e – per Silke Otto Knapp – neppure in uno spazio privato. Sono stati entrambi pensati e realizzati per lo spazio del museo in un continuo dialogo con il tema che lega tutta la programmazione dall’inizio del 2013 alla fine del 2014, ovvero la scultura e le infinite possibili varianti che oggi lega la pratica artistica a un classico soggetto dell’arte. Non bisogna dimenticare che il museo è dedicato a uno scultore e che il tema è per così dire caldo nella nostra istituzione”.
Il 24 settembre, Esther Kläs (Mainz, 1981) e Silke Otto Knapp (Osnabrüch, 1970) saranno le protagoniste delle due mostre che vedranno collaborazioni importanti con realtà del territorio, come la Compagnia di danza Virgilio Sieni e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Esther”,rimarca il direttore,“ha trascorso un periodo di tre mesi a Carrara (obiettivo del museo è anche quello di mettere in contatto e in relazione artisti internazionali con il territorio, in vario modo; in questo caso con una sorta di residenza; fino alla collaborazione diretta con maestranze locali, che significa realizzare i lavori per i progetti con artigiani del posto, dato che le nostre mostre prevedono sempre nuove produzioni) realizzando una serie di sculture in materiali diversi, che andranno a creare un percorso fisico e mentale in alcuni ambienti della cripta del museo. L’elemento totemico, simbolico e formalmente primitivo delle sculture di Esther si è avvicinato molto all’ultimo periodo dell’opera di Marino Marini, la meno classificabile, e per me la più affascinante”.

Esther Klas
Esther Kläs, Corpo naturale, 2012 – veduta della mostra presso lo SpazioA, Pistoia

Sempre il 24 settembre, per la prima personale in Italia Silke Otto-Knapp, il museo presenterà il suo nuovo progetto dedicato al rapporto tra danza, corpo in movimento e scultura, intesa come corpo statico. Otto-Knapp è una delle più originali e affermate pittrici contemporanee e da sempre ha posto al centro della sua ricerca la danza come disciplina dalla quale trarre la sua ispirazione. Di origini tedesche, vive da anni a Londra e da gennaio 2014 ha ricevuto il prestigioso incarico di professore di fine arts all’Università di Los Angeles UCLA. Ha esposto nei più importanti musei come Tate Britain a Londra, Modern Art Oxford, Wiels Bruxelles. “Con Silke abbiamo invece ragionato sul valore della pittura come elemento di costruzione dello spazio mettendola in rapporto con il principio da sempre indagato nell’arte: il tempo. Dieci dipinti di Silke saranno esposti con supporti autoportanti e movibili rendendo la singola tela oggetto nello spazio, quindi soggetto autonomo, elemento tridimensionale, staccandola così dalla parete e introducendola alla terza dimensione. Questo ha suggerito all’artista e a me l’idea di creare un percorso performativo attorno alle opere che sarà attivato da Ei Arakawa, Sergei Tcherepin”.
Conclude il programma, a partire da metà novembre, la mostra dell’artista italiano Francesco Gennari (Pesaro, 1973) che realizzerà per il Marino Marini un progetto personale in un museo italiano a dodici anni di distanza dal precedente. Gennari è uno dei più importanti e rappresentativi artisti italiani della sua generazione e ha nella scultura il medium di rappresentazione definito. La mostra”,ricorda Salvadori,“si inserisce perfettamente nel percorso dedicato alla scultura e persegue anche un altro dei nostri obiettivi: presentare artisti italiani mid-career italiani, per i quali sembra esserci sempre meno posto nelle programmazioni museali italiane e non. Anche in questa mostra, assieme a un corpus di opere che andranno a definire il lavoro di Francesco dagli inizi a oggi, presenteremo due nuove produzioni e una monografia realizzata con l’aiuto di chi da sempre segue il lavoro dell’artista, le sue gallerie, dal museo e dal generoso contributo di cinque critici internazionali. Riprendiamo anche con due progetti inaugurati nella tarda primavera ma che termineranno il prossimo inverno, ovvero ‘Giò Ponti e la Richard Ginori’ e ‘Uroboro’, dialogo tra un’opera di James Lee Byars e il capolavoro di Leon Battista Alberti, il tempietto Rucellai, facente parte del percorso espositivo del museo, al quale sarà dedicato un programma di letture pubbliche, di matrice trasversale, sulla sua figura di intellettuale e che inizieranno da settembre fino a gennaio”.

Francesco Gennari - La Degenerazione di Parsifal (natività), 2005-2010. Courtesy Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea; Collezione Maramotti, Reggio Emilia. Foto Norbert Miguletz
Francesco Gennari – La Degenerazione di Parsifal (natività), 2005-2010. Courtesy Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea; Collezione Maramotti, Reggio Emilia. Foto Norbert Miguletz

In ultimo Salvadori menziona un nuovo progetto multidisciplinare di questa stagione: “Il museo ha anche una sua vita legata alla musica alle performance, all’offerta educativa che avrà in settembre un importante momento, quello dedicato ai percorsi per i malati di Alzheimer, tema a noi molto caro come possibile e necessaria operazione culturale e sociale che un’istituzione pubblica deve offrire. Come vedi la mia idea di museo è quella che molti anni fa un grande direttore di museo Alexander Dorner definì come ‘kraftwerk’, ossia una centrale di energia. Questa proposizione si sta affermando sempre di più e il Museo Marino Marini è sostanzialmente una kraftwerk, con il pubblico che apprezza e ci segue con grande interesse e passione”.

Ginevra Bria

Firenze // fino all’8 novembre 2014
Silke Otto-Knapp / Esther Kläs
MUSEO MARINO MARINI
Piazza San Pancrazio
055 219432
[email protected]
www.museomarinomarini.it

 

  • Roberto Scala

    Mostre o mostri del’arte questo e il dilemma essere o divenire quando, dove, come, cosa, perché , sempre l’arte ma poi oggi la scultura sarà pura o impura , che materiale usare, perché usarlo ma io invio un consiglio a tutti i futuri artisti fate le sculture di sabbia di mare o fiume sono ottime non costano, non bisogna trasportarle e si possono sempre riutilizzare, la scultura deve iniziare e finire ipotesi di decontestualizzazione. Chi lo dice che la scultura deve significare qualcosa ,un apprezzamento all’artista James Lee Byars scomparso , ma a Gennari vanno i miei complimenti , note di Roberto Scala (io ho realizzata una che si monta e si smonta un segreto chiuso in una scatola).