Maria Lai. L’omaggio della Sardegna tutta

Tre mostre che attraversano l’isola, seguendo un filo rosso. E mai metafora fu più letterale. La Sardegna omaggia la “sua” Maria Lai con tre rassegne che si muovono fra i musei di Nuoro e Cagliari e la stazione dell’arte di Ulassai. Immancabili per i sardi, e ancor più per chi sta trascorrendo le ferie in questa terra ineguagliabile.

Maria Lai

Il vero problema dell’arte non è realizzare più musei o spazi deputati a ospitare mostre e opere, quanto piuttosto di educare gli individui a interpretarla”, ha più volte affermato Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013), artista straordinaria scomparsa nell’aprile dello scorso anno all’età di 94 anni. All’artista è dedicata Ricucire il mondo, tre diverse mostre che ripercorrono il suo percorso, suddivise tra il Palazzo di Città di Cagliari, il Museo MAN di Nuoro e la Stazione dell’Arte a Ulassai.
I curatori hanno selezionato 300 opere: “Opere provenienti da collezioni private, enti pubblici, da familiari e amici. Un lavoro di ricerca ci ha permesso di ritrovare opere che si temevano perdute, di cui si aveva ricordo ma di cui non si sapeva la collocazione”, precisa Anna Maria Montaldo, curatrice delle mostra a Cagliari. Mostra che raccoglie la produzione artistica di Maria Lai tra gli Anni Quaranta e gli Anni Ottanta, dalle prime sculture in gesso e ceramica alle Terrecotte, i Pani, i Presepi, e i ritratti realizzati con pochissime linee, che mostrano la straordinaria sintesi espressiva raggiunta dall’artista.

Maria Lai - Legarsi alla montagna
Maria Lai – Legarsi alla montagna

I telai e le opere legate al tema della tessitura, sotto forma di lavagne, libri cuciti, o le mappe fantastiche delle Geografie, appaiono già dagli Anni Quaranta per poi proseguire per tutto il corso della sua opera. Un tema a lei suggerito da Salvatore Cambosu, suo professore di Lettere e Latino a Cagliari, con il quale manterrà un dialogo costante lungo tutto il corso della sua vita, che in Miele amaro scriveva dell’importanza della tessitura nella vita delle comunità sarde, a cui sono affidati valori profondi, come il senso della famiglia e il senso appartenenza territoriale.
Legarsi alla montagna è emblematico a questo proposito: l’idea della performance nasce da una leggenda locale che narra di un filo azzurro che lega tra loro le case di Ulassai fino alla montagna, per scongiurare future frane e smottamenti. Di quell’azione, realizzata dagli abitanti del paese nel 1981 con un filo lungo oltre 20 chilometri, rimane testimonianza nel prezioso documentario presentato a Cagliari. Legarsi alla montagna ha cambiato la storia di Ulassai, che è diventato un museo all’aperto, con opere ambientali permanenti come La strada delle capre cucite, Il gioco del volo dell’oca eil Telaio soffitto installato in modo permanente nel vecchio lavatoio restaurato. La performance ha inoltre ridefinito i rapporti tra gli individui e mostrato i dialoghi esistenti tra la cultura tradizionale sarda e l’espressività contemporanea, in un processo educativo condiviso e partecipato. La stazione ferroviaria dismessa di Ulassai è diventata nel 2006 la sede del museo a lei dedicato. Per la prima volta dalla sua apertura, per questa mostra le sale sono state riallestite secondo il progetto originale ideato dall’artista. Una sala è dedicata alle carte geografiche, una ai suoi maestri (Salvatore Cambosu, Giuseppe Dessì, Arturo Martini) e l’ultima ospita l’installazione Invito a tavola.

Maria Lai - Reperto
Maria Lai – Reperto

Al MAN di Nuoro, Barbara Casavecchia e Lorenzo Giusti si sono occupati della produzione successiva ai primi Ottanta. La mostra presenta – oltre ai Lenzuoli, ai Libri d’artista, agli “spartiti” musicali cuciti e ai Telai – la documentazione fotografica e video dei laboratori didattici, in cui ha realizzato fiabe, libri, giochi. In mostra anche le opere riguardanti l’ambito del teatro e della performance. Oltre a Legarsi alla montagna, Lai aveva realizzato altre azioni collettive come La disfatta dei varani a Camerino, nel 1983, a Essere è Tessere ad Aggius nel 2008, happening basato sempre sul tema della tessitura. Claudia Losi e Antonio Marras hanno a loro volta “tessuto” un omaggio alla Lai, attraverso una rete di fili metallici che al MAN legano piccoli oggetti realizzati dall’artista e donati ad amici e parenti (gioielli, stoffe, ricami, grafiche), mentre a Cagliari i fili escono dalle stanze del museo per appropriarsi della struttura esterna dell’edificio.

Maria Lai - Donne al telaio.
Maria Lai – Donne al telaio.

Lontana dall’art system, nonostante la partecipazione alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1978 e le tante mostre nazionali e internazionali dagli Anni Novanta in poi, la “cultura contemporanea” dentro cui l’artista si è collocata ha determinato un percorso assolutamente unico, dove istanze concettuali e pratiche performative e ambientali sperimentali hanno mantenuto un forte legame con la tradizione e l’iconografia della cultura sarda. Come ha dichiarato Maria Lai descrivendo le proprie opere, “ciò che appare del mio lavoro, cioè la cultura contemporanea, che senz’altro ho acquisito fuori dalla Sardegna e che mi permette un dialogo col mondo, è solo la punta dell’iceberg. […] Ho dietro di me millenni di silenzi, di tentativi di poesia, di pani delle feste, di fili di telaio”.

Lorenza Pignatti

Ulassai // fino al 2 novembre 2014
Maria Lai – Ricucire il mondo
a cura di Cristina Giglio
STAZIONE DELL’ARTE
Strada Provinciale 11
0782 787055
ulassai.biblioteca@tiscali.it
www.stazionedellarte.it

Nuoro // fino al 2 novembre 2014
Maria Lai – Ricucire il mondo
a cura di Barbara Casavecchia e Lorenzo Giusti
MAN
Via Satta 15
0784 252110
nuoro.museoman@gmail.com
www.museoman.it

Cagliari // fino al 2 novembre 2014
Maria Lai – Ricucire il mondo
a cura di Anna Maria Montaldo
EX PALAZZO DI CITTÀ
Piazza Palazzo
070 6777598
museicivici@comune.cagliari.it
www.galleriacomunale.cagliari.it

 

  • Ecco l’ennesimo esempio di una ottima artista dimenticata e per fortuna ora riscoperta, le tante gallerie italiane come sempre distratte, ma il nostro patrimonio artistico moderno e contemporaneo è ricco di questo casi, penso ad esempio al geniale Piero Dorazio posto in confronto alla noiosissima Bridget Riley ma ossannata nel sistema uk

  • mirella vilardi

    Era davvero straordinaria. Capace come pochi di rendere la drammaticità di una terra che, per dirla con le parole della sua amica attrice Nerina Nieddu, “parla più forte”. Una terra che era l’isola, la femmina, la madre dell’ucciso ma anche la madre di Giuda. L’avevo apprezzata proprio come scenografa per un’opera di Nerina, telit grezzi che scendevano dal soffitto . La trama del tempo , dei venti che piegano i sugheri.

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