MAN di Nuoro. Le mostre della stagione 2014/2015

Il rapporto di Alberto Giacometti con l’arte antica e la prima italiana della fotografa Vivian Maier. Ma anche progetti rigorosamente in situ del “camminatore” Hamish Fulton. Menù ricco, quello del MAN di Nuoro per la stagione 2014-2015, sempre nel segno del dialogo tra la Sardegna e il mondo. Ne abbiamo parlato con il direttore Lorenzo Giusti.

Nuoro omaggia Maria Lai

Isolani, ma non isolati”. È con una battuta particolarmente felice che il direttore Lorenzo Giusti centra il carattere e l’anima del MAN di Nuoro, realtà geograficamente periferica sulla mappa del contemporaneo in Italia, ma soggetto di squisito dinamismo, attento a trasformare il proprio limite più forte in strategico punto di forza. Aggrapparsi alle proprie radici, costruire un’identità chiara e riconoscibile, essere polo attrattivo per la comunità; ma al tempo stesso guardare con coraggio al panorama nazionale e, soprattutto, europeo: ampliare il proprio orizzonte per non trasformare il locale in localismo, la provincia in provincialismo. E dunque fatalmente implodere, soffocare.
La ricetta di Giusti è animata da un sano e pragmatico buon senso. E sostenuta da progetti di grande solidità. Ne è prova la mostra evento dedicata a Maria Lai (si chiude a novembre), giostrata tra Nuoro, Cagliari e il borgo di Ulassai; omaggio a un’artista locale sì, ma riconosciuta con sempre maggiore convinzione anche all’estero. E ne è conferma il solo show di Paolo Chiasera (finissage il 12 ottobre) realizzato in collaborazione con gli olandesi del centro De Vleeshal di Middleburg. Due appuntamenti che hanno fatto di Nuoro una coraggiosa testa di ponte per sperimentare dialoghi che portano aria fresca, sviluppano sinergie, indicano strategie e direzioni.
Rapporto strettissimo con le tradizioni locali, orizzonte fissato il più lontano possibile: una politica glocal che, assicura Giusti, è ormai carattere distintivo del “suo” MAN; attitudine che punta a “legarci al territorio ma anche a portarci fuori”. E che viene ovviamente confermata per gli appuntamenti della stagione 2014/2015.

Nuoro omaggia Maria Lai
Nuoro omaggia Maria Lai

È una Sardegna mitopoietica quella evocata nella mostra su Alberto Giacometti (Borgonovo, 1901 – Chur, 1966) che inaugura il 24 ottobre: retrospettiva dal taglio archeologico per scoprire, tra kore in bronzo e suggestioni nuragiche, il debito dello scultore verso l’antico. Anzi l’arcaico. Ponendo in correlazione lacerti delle più remote civiltà (non solo) mediterranee e le creazioni senza tempo dell’artista svizzero.
La primavera 2015 porterà tre progetti strettamente correlati al paesaggio locale. Dopo aver misurato il perimetro del Belpaese in bicicletta e aver riportato le proprie riflessioni d’artista in mostra a Gavoi, Antonio Rovaldi (Parma, 1975) procede con la fase due del suo Orizzonte in Italia, dedicando un’analoga performance di viaggio alla Sardegna; a spasso per l’isola anche l’austriaco Michael Höpfner (Krems/Donau, 1972), ma soprattutto Hamish Fulton (Londra, 1946). Il land artist britannico si concentrerà sull’ispido fascino del Gennargentu, offrendo la sua interpretazione di ambiente naturale e spazi per la socialità.
Prevista per l’estate, in piena stagione turistica, la mostra più appariscente dell’anno: è Nuoro (come già anticipato da Artribune) ad accaparrarsi la prima esposizione italiana degli scatti di Vivian Maier (New York, 1926 – Chicago, 2009), involontario alter ego femminile di Robert Frank, misconosciuta fotografa di strada americana scoperta fortunosamente post mortem.

Francesco Sala

Nuoro // fino al 25 gennaio 2015
Giacometti e l’arcaico
a cura di Chiara Gatti e Pietro Bellasi
MAN
Via Satta 15
0784 252110
[email protected]
www.museoman.it

 

 

 

 

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Roberto Scala

    Io sono ritornato , sono più forte di prima ottime scelte cognitive nell’operare del Mudeo MAN di Nuoro , ma bisogna anche aprirsi ad altri riscontri culturale , dico realtà vere e vitali come il noto artista Roberto Scala bye