La Cina in Salento. Con Yang Fudong a Gagliano del Capo

A Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, si svolge la quinta edizione di “Capo d’Arte”, quest’anno a cura di Massimo Torrigiani. Che non poteva, complice il collega Davide Quadrio, non guardare alla Cina. Con una mostra del già maestro Yang Fudong. Artribune ne ha parlato con i protagonisti.

Yang Fudong, Backyard

La Cina in Salento. Anche l’arte contemporanea si trasferisce in una delle mete più ambite delle vacanze italiane. Siamo in Puglia, all’apice del tacco dello Stivale, più precisamente a Gagliano del Capo. A commentare insieme a Massimo Torrigiani e Davide Quadrio un progetto che quest’anno, complice Capo d’Arte – organizzazione non profit nata nel 2010 per volontà di Francesca Bonomo, Francesco Petrucci, Tiziana Frescobaldi e Mirko Pozzi (e oggi diretta dai primi due) -, ha portato nel leccese l’artista Yang Fudong, o meglio le sue opere.
Dal 2014, infatti, come spiega il neodirettore artistico Torrigiani, barese di nascita ed esperto d’arte cinese, come attesta inoltre il suo curriculum che l’ha visto alla guida di ShContemporary dal 2010 al 2012 e oggi in testa al festival Art in the city, i progetti di Capo d’Arte si fanno “ancora più ambiziosi”,esplorando “l’arte di altri continenti, conoscendo nuove culture, superando i confini del Mediterraneo. Il titolo della mostra è ‘Altrove’ perché il Salento, con la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, è anche un avamposto per guardare ‘altrove’ ed esplorare mondi artistici lontani. E quest’anno l’Oriente italiano si affaccia all’Estremo Oriente per incontrare i lavori del più acclamato artista cinese che lavora col film, Yang Fudong.

Capo d’Arte #5 - Yang Fudong - veduta della mostra a Gagliano del Capo, 2014
Capo d’Arte #5 – Yang Fudong – veduta della mostra a Gagliano del Capo, 2014

L’artista, nato a Pechino nel 1971, segue una lunga lista di colleghi presentati nel corso dei quattro anni dall’associazione leccese, pugliesi e non solo, come Luigi Presicce, Francesco Arena, Michelangelo Pistoletto, Alfredo Pirri, Sislej Xhafa, Sarah Ciracì, Rossella Biscotti, tra gli altri, per un percorso che, come chiariscono Bonomo e Petrucci, ha voluto coinvolgere, anche con Fudong, la comunità locale, con il tema, sempre attuale nel sud, ma oggi anche in tutto il Paese, del rapporto tra cultura e territorio: “ Nelle quattro precedenti edizioni”, raccontano, “abbiamo imparato ad apprezzare l’apparente contrasto tra i linguaggi più avanzati della scena artistica internazionale e il tessuto urbano di un piccolo paese del Sud Italia, carico di storia e suggestioni e con un genius loci presente e definito. L’efficacia di questo dialogo tra arte contemporanea e territorio diffuso risiede proprio nella creare un corto circuito che stimoli non solo stupore e meraviglia ma anche riflessione e ricerca”. 
In particolare, infatti, la mostra si tiene presso alcuni luoghi storici di Gagliano del Capo: dall’edificio patrizio Palazzo Comi e alcune abitazioni riaperte per l’iniziativa, che per l’occasione diventano il teatro di cinque video (tra i quali Liu Lan, Half Hitching e City Light,quest’ultimo già visto in Puglia al Museo Pascali nel 2012) dell’artista, maestro del cinema e della fotografia, dove fonde, in un immaginario insieme onirico e grottesco, passato e presente.

Yang Fudong, City Lights
Yang Fudong, City Lights

Per quanto riguarda l’allestimento, seguito a distanza dallo stesso Fudong, ha commentato Davide Quadrio, curatore e co-protagonista con Torrigiani della prima importante mostra a Istanbul (nell’ambito della fiera d’arte della città) di arte contemporanea cinese, “ne abbiamo parlato e lo abbiamo condiviso con l’artista. La mostra tiene conto della situazione generale delle stanze/case che abbiamo tenuto il più possibile allo stato originario, senza creare uno spazio artificiale. Gli schermi sono gli unici elementi ‘ortogonali’ nelle stanze, sospesi a 15 centimetri dalle pareti diventano finestre di luce che uniscono paradossalmente l’altrove a Gagliano. Il suono ha da subito interessato noi e l’artista, veicolo sensoriale importante nella suggestione dei vicoli di Gagliano: non è un accessorio, piuttosto il mezzo con cui il visitatore è invitato a scoprire le stanze con le proiezioni. Fondamentale per la riuscita dell’operazione il supporto diretto di Petrucci e Bonomo: montare una mostra senza aver visto i luoghi è molto difficile, ma in questo caso l’idea di utilizzare i film ‘vintage’ di Fudong, raramente visti all’estero, si e rivelata scelta corretta: spazi e film a 35mm in bianco e nero si rafforzano a vicenda e creano una suggestione da passé decadente e romantico”.

Santa Nastro

Gagliano del Capo // fino al 4 settembre 2014
Capo d’Arte #5 – Yang Fudong – Altrove
a cura di Davide Quadrio e Massimo Torrigiani
VARIE SEDI
348 5101534
[email protected]
www.capodarte.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36830/yang-fudong-altrove/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Renato Diez

    In questo pezzo non c’è scritto sostanzialmente nulla, neppure gli orari di apertura, che ho scoperto solo grazie a un gentile impiegato del comune di gagliano. Tuttavia il recensore (?) ha trovato il modo di citare un numero incredibile di volte i curatori della mostra, ogni volta interrompendo il filo del discorso (?) per elencarne meriti e curricula.

    Sono a un passo da gagliano del capo, ma leggendo questo inutilissimo sproloquio mi è passata la voglia di vedere cinque lavori di un artista che meriterebbe certamente un trattamento migliore…

    Renato Diez.

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