Voghera: storia di un castello visconteo. Da carcere a spazio per l’arte contemporanea

Quattro mostre al castello visconteo di Voghera. È la proposta culturale di “ImmaginIria”, per celebrare la fotografia in tutte le sua declinazioni: dalla foto documentario a quella artistica. Una occasione per visitare il castello e i suoi preziosi affreschi del Bramantino.

Voghera, il Castello Visconteo - foto Marco Rossi

Fino al 20 luglio il Castello visconteo di Voghera ospita quattro mostre fotografiche organizzate dall’associazione culturale ImmaginIria. Quattro mostre che hanno un unico filo conduttore: rendere immortale l’istante.
La prima mostra che dà il benvenuto al visitatore è Extra-ordinario, una sorta di mostra-documentario che permette di conoscere le eccellenze del luogo dell’Oltrepò pavese. Diciassette fotografi hanno scelto altrettante eccellenze del luogo da documentare scovandole tra antichi mestieri, oramai in via di estinzione, come l’impagliatore o il bottaio. C’è anche un sarto tra le eccellenze immortalate: si tratta di Graziano Ghia, che all’inizio della sua carriera fu socio di un allora giovane e sconosciuto Valentino, anche lui originario di Voghera.
Dopo la grande sala in cui è allestita Extra-ordinario, seguono due più piccole: è in questi spazi più intimi e raccolti che è stata allestita la mostra dedicata ai lavori di Antonio Mangiarotti. Attraverso questi singolari lavori, si scopre come la pellicola possa essere trasformata in una tela. I lavori di Mangiarotti basano la loro essenza sulla sensazione più che sulla rappresentazione: nelle sue opere, il fotografo milanese di origine non racconta viaggi ma, giocando con le mille tecniche fotografiche, dalla saturazione alle alterazioni dei contrasti e delle luminosità, disorienta lo spettatore suscitando un senso di straniamento percettivo.

Un'immagine scattata da Roberto Veronesi - foto Tiziana Vommaro
Un’immagine scattata da Roberto Veronesi – foto Tiziana Vommaro

Dopo le opere criptiche di Mangiarotti, lo spettatore potrà rilassarsi con i lavori della Claudia Trentani, fotografa pavese, e con quelli di Roberto Veronesi, i quali con le loro fotografie, consentono di assaporare gli odori, i profumi e i colori dell’Africa e dell’Estremo Oriente.
L’evento organizzato da ImmaginIria è un’occasione da non perdere anche perché, visitando le mostre fotografiche, si può accedere al Castello visconteo – purtroppo chiuso per quasi tutto il resto dell’anno – che rappresenta il gioiello segreto di Voghera. La storia di questa imponente costruzione, collocata proprio nel centro della città, ha dell’incredibile: da poderosa fortificazione, resa tale da Galeazzo Visconti (1377), fu adibita, durante la dominazione napoleonica, a carcere cittadino sino al 1986. Oggi quella parte è chiusa al pubblico, ma c’è un’ala del castello che fu sottratta a spazio per le prigioni e a sede degli uffici del Tribunale. Questo ha permesso a molti affreschi di salvarsi, restando ben nascosti per decenni sotto i controsoffitti degli uffici amministrativi. Quando sono iniziati i restauri del castello, proprio in quest’ultima ala sono stati ritrovati splendidi affreschi e soffitti lignei.

Gli affreschi di Bramantino a Voghera - foto Tiziana Vommaro
Gli affreschi di Bramantino a Voghera – foto Tiziana Vommaro

Ma le sorprese che ha riservato il castello di Voghera durante il suo recupero non sono finite: è emerso infatti che gli affreschi non furono eseguiti da sconosciute maestranze locali, bensì da Bartolomeo Suardi, meglio noto come Bramantino. Ben due le sale a lui attribuite: una piccola saletta detto Studiolo delle Muse, in cui vi sono frammenti di quello che doveva essere un grande affresco che ritraeva le nove muse, e la grande sala dove nella parte alta – quasi per l’intero perimetro – si sono conservati gli affreschi bramantini che rappresentano i boschi che circondavano il castello.
Una curiosità: soffermandosi sugli sfondi che si scorgono alle spalle delle Muse si scoprono inedite architetture dalle linee essenziali, quasi minimal.

Tiziana Vommaro

Voghera // fino al 21 luglio 2014
Extra ordinario
Il mondo di sguardi di Roberto Veronesi
L’antologica di Antonio Mangiarotti
Specchio dell’Africa culla dell’umanità di Claudia Trentani
CASTELLO VISCONTEO
[email protected]
www.immaginiria.it

 

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Tiziana Vommaro
Tiziana Vommaro è critica, sociologa dell’arte e giornalista. Laureata in Economia, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Sociologia dell’arte con una tesi sul Neomecenatismo e il collezionismo d’impresa. È stata curatrice di molto eventi in spazi pubblici, tra cui la personale di Franco Azzinari presso il salone Vanvitelliano di piazza Loggia a Brescia nel 2006 e recentemente, nel 2013, ha curato la mostra personale di Antonio Sciacca, “Cosenza. Un tesoro di città”, presso il Museo dei Bretii e degli Enotri a Cosenza. È stata, autrice del monologo su Mimmo Rotella nell’ambito del progetto “Notti al MAB”, evento volto a valorizzare con uno dei più importanti musei all’aperto d’Italia. Dal 2013 è iscritta all’albo dei Periti e degli esperti della Provincia di Pavia. È esperta in corporate image e advisor per collezioni d’impresa.