Nina Stricker nuova direttrice di Affordable Art Fair a Milano. Intervista

A nove mesi dalla prossima edizione, che si terrà il 19-22 marzo 2015, l’Affordable Art Fair di Milano cambia direttore. A Marco Trevisan succede Nina Stricker, forte di precedenti esperienze fieristiche a Bolzano e Barcellona. L’abbiamo contattata per capire quali saranno le novità.

Nina Stricker
Nina Stricker

Nina sintetizzaci in quattro righe la tua carriera e i passaggi che ti hanno portato fin qui, a dirigere Affordable Art Fair in Italia.
In realtà non è stato un percorso lineare, forse perché la mia curiosità eclettica dopo il Master in Arts&Heritage Management alla Luiss mi ha portato a lavorare prima nella musica classica – con qualche digressione agreste nella gestione di un’azienda agrituristica biologica – per poi finire invece nel settore dell’arte contemporanea e ritrovarmi quasi per caso al project management di kunStart a Bolzano nel 2009 a pochi mesi dall’inizio della fiera, di cui nel 2012 ho assunto la direzione in un momento difficile di rilancio.
Quello che accomuna queste esperienze sono state sempre la volontà e la spinta a rendere contenuti solitamente riservati alle élite accessibili a una fruizione più allargata. Sono seguite poi esperienze nel marketing di Flash Art e una collaborazione freelance con la fiera Swab di Barcellona. Ho già collaborato come consulente esterna alle edizioni italiane di Affordable Art Fair in passato, format che proprio per la sua natura divulgativa e non specialistica mi è sempre piaciuto.

Ci saranno similitudini fra kunStart e la “tua” Affordable? Se sì, quali?
Grazie alla costituzione di un gruppo di lavoro che coinvolgeva tutte le realtà del territorio, kunStart era riuscita a stabilire un forte legame con il proprio contesto di appartenenza. Anche il format Affordable vive di un equilibrio misurato tra partecipazioni estere (ben 35 su 85 nella passata edizione), nazionali e locali; la sfida sarà quella di coinvolgere ancora più strettamente le realtà meneghine. Dalla fiera bolzanina dedicata all’arte emergente, sicuramente mi porto dietro la convinzione che la qualità a prezzi accessibili si trovi soprattutto fra i giovani, e la volontà di ampliare le iniziative e gli spazi a loro dedicati.

Affordable Art Fair
Affordable Art Fair

Quali saranno le innovazioni e i cambiamenti che apporterai rispetto alla precedente direzione della fiera? Quali saranno invece le cose che rimarranno?
Quello che c’è e che resta è un format unico in termini di intrattenimento del visitatore, di sdrammatizzazione dei meccanismi soliti del mercato dell’arte e uno storico successo commerciale (opere vendute per un valore di oltre un milione di euro anche nella scorsa edizione), dato proprio dal fatto di rivolgersi a fasce di pubblico più ampie delle fiere tradizionali.
Sempre nel limite dei prezzi accessibili, c’è invece l’obiettivo di uniformare e innalzare il livello qualitativo dell’offerta, anche attraverso la riduzione del numero degli espositori e una diversa gestione degli spazi a Superstudio Più. Personalmente credo molto nell’efficacia delle sezioni a tema e dei progetti speciali realizzati con il supporto di curatori esterni per migliorare l’attrattività di una fiera.

Come mai la scelta delle date di AFF non combaciano mai con le date della fiera principale delle città dove è ospitata? Perché avete deciso, ad esempio, di non essere in corrispondenza con Miart a Milano?
Si tratta di una scelta consapevole, maturata anche grazie a esperienze fatte in altri Paesi dove è presente il network, legata al fatto di rivolgersi a un pubblico diverso e alternativo a quello delle fiere d’arte, con le quali pertanto difficilmente ci potrebbero essere sinergie reciproche.

AAF aveva provato, qualche anno fa, a far esordire una edizione della fiera a Roma, salvo poi indietreggiare dopo poco. Credi che in Italia le tappe di AAF rimarranno ferme a una?
La società madre inglese Ramsay Fairs Ltd, che copre un network globale con 17 fiere in 13 città in tre continenti, tende ad aprire, e continua ad aprire, nuove edizioni in mercati promettenti. Ad esempio, quest’anno a Singapore è arrivata la seconda. Inutile entrare nei dettagli della crisi italiana…

Massimiliano Tonelli

Milano // dal 19 al 22 marzo 2014
SUPERSTUDIO PIÙ
http://affordableartfair.com/

 

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.