Sculture nel parco: l’architettura temporanea dei Serpentine Pavilions

Da quattordici anni la Serpentine Gallery di Londra, una delle più autorevoli istituzioni della città, dopo la ristrutturazione della propria sede nel cuore dei Kensington Gardens, propone una scultura/architettura diversa ogni anno per le estati londinesi. Ripercorriamo la storia di questo esperimento ormai consolidato.

Serpentine Pavilions Story

Il progetto dei Serpentine Pavilions nasce dalla direttrice Julia Peyton-Jones, con un invito che vede coinvolti per ogni edizione i maggiori nomi dell’architettura mondiale, ma anche artisti e paesaggisti, purché non abbiano mai costruito nulla a Londra. I progetti di questi padiglioni temporanei devono sempre prevedere un caffè, uno spazio di condivisione per il pubblico e gli alberi da includere o aggirare.
In questi anni vari autori hanno immaginato il “summer pavilion”. La prima fu Zaha Hadid nel 2000, con una sorta di grande tenda a ombrello, ideata inizialmente per un weekend, per celebrare i trent’anni della Serpentine. Il progetto e l’idea del padiglione esterno alla galleria e in mezzo al verde piacquero tanto che l’installazione restò per tutta l’estate, affiancata da un bar e da eventi frequentatissimi.
Così fu deciso di dare inizio a un vero e proprio progetto con cadenza annuale. Nel 2001 venne commissionato un nuovo padiglione all’architetto Daniel Liebeskind,che crea una struttura temporanea tutta in alluminio. Sarà poi la volta dell’architetto giapponese Toyo Ito, che disegna un edificio da un semplice algoritmo, un pattern di triangoli interni ed esterni sul perimetro di una piazza. Poi Alvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura, che idearono una specie di tartaruga di legno, probabilmente l’intervento più conservativo.

Serpentine Pavilion 2011, by Peter Zumthor, Piet Oudolf (courtesy Green Island)
Serpentine Pavilion 2011, by Peter Zumthor, Piet Oudolf (courtesy Green Island)

Nel 2006 Rem Koolhaas volle stupire inspirandosi alle sculture di Anish Kapoor nella Turbine Hall della Tate Modern: creò uno spazio con un’enorme palla di aria che poteva espandersi o contrarsi a seconda dell’utilizzo della stanza. E con la bolla di Koolhass, arriva anche Hans-Ulrich Obrist, che dà inizio a un programma di eventi collegati a queste installazioni estive, culminate con l’ormai nota Serpentine Marathon. Artisti, scrittori, scienziati, architetti, poeti, urbanisti, botanici, musicisti, ecc. sono invitati a incontrarsi ogni mezz’ora per un giorno intero, 24 ore di dense conversazioni, dibattiti, musica e immagini. Così il Serpentine Pavilion si è trasformato in un luogo d’incontro per idee e discussioni, dalla colazione alla cena. È uno degli spazi più usati a Londra in estate, con cose che accadono ogni momento.
Nel 2007 è la volta dall’artista Olafur Eliasson e del suo team di architetti, che propongono un disco volante di acciaio, forse l’opera meno riuscita nelle varie edizioni. L’anno successivo Frank Gehry sperimenta una piccola concert hall con il tetto ad ali di farfalla. Il 2009 è stato l’anno della poesia di Kazuyo SejimaeRyue NishizawadiSanaa, con la loro semplice struttura in alluminio che rifletteva il cielo, il parco e il lago vicino.
Segue l’architetto francese Jean Nouvel, che decide di emozionare il pubblico con un originale padiglione rosso fuoco. L’anno seguente un sublime incontro tra architettura e giardino: il padiglione è progettato dall’architetto Peter Zumthor, mentre l’hortus conclusus dal noto paesaggista olandese Piet Oudolf. Si tratta di una stanza contemplativa, un giardino all’interno di un giardino, uno spazio rivolto all’interno e separato dall’ampiezza dei giardini circostanti di Kensington Gardens.
Nel 2012 il duo Herzog & de Meuron con Ai Weiwei consolidano la collaborazione iniziata per la progettazione dello Stadio Olimpico di Pechino. A Londra propongono un’originale struttura a pozzo per la raccolta di acqua piovana e una stanza in sughero per le memorie del sottosuolo.
Molto suggestiva la proposta successiva dell’architetto giapponese Sou Fujimoto, che realizza una visionaria nube come un paesaggio di vapori e trasparenze. Infine quest’anno la sorpresa sarà il “monolite luminoso” disegnato da Smiljan Radic, autore già presente alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2010.

Serpentine Pavilions Story
Serpentine Pavilions Story

Per i londinesi questa strana e meravigliosa installazione che appare in luglio e svanisce con la caduta delle foglie in autunno è ormai parte delle estati in città.  Tutti i padiglioni hanno una vita dopo l’installazione alla Serpentine Gallery. Quello di Zaha Hadid è stato collocato allaRoyal Sheakspere Company come caffè estivo accanto al teatro a Stratford Upon Avon. Altri sono venduti a collezionisti o enti pubblici. I Serpentine Pavilion sono quindi un’interessante opportunità, un esperimento tra i più illuminati sulla scena dell’architettura contemporanea, per produrre nuovi e veloci edifici temporanei con poche restrizioni, ma con la capacità di emozionare e attrarre il pubblico. La possibilità quindi di sperimentare un’idea pura di architettura coinvolgendo il pubblico che vi partecipa.

Claudia Zanfi

http://www.serpentinegalleries.org/

 

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Claudia Zanfi
Claudia Zanfi è curatrice e critica d’arte indipendente e si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e il MAST (Museo d’Arte Sociale e Territoriale). Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte e ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra essi: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo e Going Public, progetto di arte pubblica e vita contemporanea. Tiene lezioni alla Middlesex University di Londra.