ElectaKids. L’arte della lettura ha due anni

Scouting e approccio da editore di ricerca, stampa e diffusione da corazzata. È ElectaKids, “comparto” di Electa Mondadori che si occupa di avvicinare i più piccoli all’arte della lettura. A due anni dal lancio dell’operazione, abbiamo fatto un bilancio insieme a Valentina Lindon, editor della collana.

Una immagine da "Animalinvesri" di Chiara Oriani e Simona Casonato

Cosa ha spinto Electa a dar vita, nel 2012, al comparto Kids? La concorrenza a livello qualitativo, specie da parte dei piccoli e piccolissimi editori, immagino sia agguerrita.
Con i suoi due marchi – Electa e Mondadori – la casa editrice è da sempre una realtà multifacce, che racchiude comparti editoriali diversi: arte e architettura, cataloghi di mostre, ma anche manualistica, cucina, guide turistiche, più recentemente anche la cosiddetta “non fiction”. Il mercato editoriale oggi richiede duttilità, per questo è sembrato giusto ampliare l’offerta con una linea “kids”. È vero, la concorrenza è tanta, ma la scelta di ElectaKids è stata fin da subito di puntare alto, con un posizionamento qualitativo, legandosi alla forte identità del marchio Electa, che vanta una storia prestigiosa di alta qualità editoriale. La scelta è stata vincente: oggi ElectaKids è una realtà molto ben inserita nel mercato, e sostenuta con forza dai librai.

Il vostro focus è sui bambini in età prescolare e nella prima tranche della scolarità. Perché? Avete in programma di “alzare il tiro”?
Crediamo molto nell’età prescolare, perché è quella in cui si può far nascere una consuetudine con il libro, anche in quanto oggetto. In questa fascia di età il libro può avere un ruolo determinante nella formazione dei bambini. Sono queste le basi indispensabili a generare forse più avanti l’amore per la lettura. Noi crediamo fortemente nella mission del libro. Ma stiamo già ampliando la fascia all’età elementare, con albi illustrati e narrativa. È un percorso progressivo.

Celebrate i due anni di vita con un catalogo di 35 volumi e parecchi premi importanti. Ad esempio, Mappe di Aleksandra e Daniel Mizielinscy ha vinto l’Andersen l’anno scorso e venduto 20mila copia. Come lavorate alla scelta dei titoli? Un numero elevato è di autori stranieri…
Chi cerca trova… Sembra una banalità, ma non lo è. Il mondo è pieno di autori che hanno belle storie da raccontare, di illustratori di talento. Le fiere sono appuntamenti fondamentali (Bologna in primis, ma non solo: anche la fiera di Londra, Francoforte). Facciamo molto scouting all’estero, interpellando anche i piccoli editori, che spesso, rispetto ai grandi editori “istituzionalizzati”, lasciano più spazio alle idee e guardano meno ai numeri. Così abbiamo identificato Aleksandra e Daniel, i due polacchi autori delle Mappe.
Ma facciamo anche nostre creazioni, selezionando i progetti di autori italiani che ci convincono, senza escludere gli esordienti. Si va per tentativi, come sempre in editoria. L’importante è drizzare le antenne ed essere aperti al nuovo.

Animalinversi - ElectaKids
Animalinversi – ElectaKids

Quale il libro che vi ha dato maggiore soddisfazione, a parte Mappe? E quale invece avreste voluto pubblicare?
In generale i libri che hanno avuto più successo in termini di vendita sono gli activity books. Col senno di poi è sempre facile trovare una spiegazione… Ma penso sia legato al fatto che stimolano la creatività, l’aspetto forse più trascurato nella formazione dei bambini. I genitori hanno meno tempo da dedicare loro, e la scuola fa quello che può. Gli activity book scatenano la fantasia, sono apprendimento, gioco, sfogo anche. Il mio album dei dispetti, ad esempio, consente di fare sulla carta tutte le marachelle che ogni bimbo sognerebbe nella realtà: tagliuzzare le tende di casa, dipingere la macchina del papà, acconciare la maestra in modo ridicolo… ma solo disegnando!
Il sogno che vorrei diventasse realtà è pubblicare un libro o un personaggio che rimanga un riferimento per generazioni. Gli albi di Richard Scarry, con personaggi meravigliosi come Zigo Zago o Giustino Aggiustatutto, oppure la famiglia Barbapapa di Annette Tison e Talus Taylor, creati negli Anni Settanta, sono ancora attuali e divertenti. Del resto, il nostro Crictor di Tomi Ungerer, premiato quest’anno a sessant’anni dalla sua prima uscita, dimostra che un grande libro rimane tale se riesce a parlare un linguaggio universale e intemporale.

L’Italia ha ottimi illustratori ma spesso – come in tanti altri ambiti – sono costretti ad andare a lavorare in altri Paesi, come la Francia, dove la loro professionalità e creatività riceve un adeguato riscontro anche a livello economico. In quanto “editori”, come credete si possa uscire dall’impasse?
Non credo sia una questione economica, quantomeno non in termini di compensi agli illustratori. Semmai la differenza sta nella dimensione del mercato. Il nostro è piccolo e piuttosto sovraffollato. Nulla a che vedere con la Francia o la Germania, dove il libro ha un ruolo ancora importante, le librerie sono tante, anche quelle indipendenti, specializzate: in quei mercati più ampi, più vivaci, c’è scelta, c’è spazio. Non parliamo del mercato anglosassone, che con la lingua inglese potenzialmente copre il mondo. La diffusione online oggi permette al libro di diffondersi ovunque. Ma chi, nel mondo, legge l’italiano?

Programmi futuri: avete intenzione di mantenere questo ritmo a livello di pubblicazioni o il 2015 sarà un anno di consolidamento del catalogo? Ci fate qualche anticipazione sulle novità autunnali?
L’anno prossimo porterà non poche novità. Il numero di titoli pubblicati all’anno non dovrebbe variare: 15/20. Ma amplieremo l’offerta alla narrativa (fascia 8-12 anni), con un autore italiano importante che fa con ElectaKids un’incursione nel settore ragazzi. I suoi racconti sui paesi del mondo e i loro costumi saranno un tuffo in realtà tanto diverse quanto intriganti, nella quale i piccoli lettori potranno viaggiare con la fantasia.

Marco Enrico Giacomelli

http://www.electaweb.it/catalogo/eseguiRicerca?cod_collana=EKD

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.