La fotografia? A Milano è cosa MIA

Centottanta tra gallerie ed editori di settore, uno spazio dedicato all’incontro tra giovani talenti ed esperti di mercato, premi e acquisizioni da parte di importanti collezioni. Ricco il menù di MIA – Milan Image Art Fair, fiera di fotografia in scena a Superstudio Più dal 23 al 25 maggio.

MIA Fair - foto Michela Deponti

L’ultima asta di settore, nella sede londinese di Sotheby’s, ha venduto il 78% dei lotti a una cifra complessiva prossima ai due milioni di sterline; superiore al milione di sterline anche la più recente vendita da Phillips, che ha visto aggiudicare i tre quarti delle opere proposte. A questo aggiungiamo i numeri da esodo biblico di Paris Photo, evento leader del comparto, capace lo scorso novembre di trascinare al Grand Palais più di 55mila persone; il flusso di vip all’edizione californiana della fiera e i sorrisi a trentadue denti dei galleristi specializzati. Non accenna a rallentare il trend positivo che fa della fotografia uno dei mercati dell’arte più dinamici e frizzanti: complice la familiarità con il medium e la possibilità – per chi non ambisce a mettersi in casa un Andreas Gursky – di raggiungere opere di qualità, firme anche importanti, a prezzi non proibitivi.
A tirare la riga e vedere cosa succede in Italia è come ogni anno MIA, la fiera ideata a Milano da Fabio Castelli e pronta (in autunno) alla sua prima replica in terra asiatica nel più celebre hotel di Singapore; senza tema di smentita l’appuntamento più importante che il Belpaese dedica a questo frammento tutt’altro che marginale del mercato. Al centro della scena Superstudio Più, ospite da venerdì 23 a domenica 25 maggio dei centottanta espositori che animano la quarta edizione di un evento che si pone l’obiettivo di superare le 20mila presenze dello scorso anno: con un programma che vede la conferma di alcune delle più interessanti novità introdotte nel 2013.
Su tutti la portfolio review di Codice MIA, con 45 artisti selezionati negli ultimi mesi ad accedere agli incontri tête-à-tête con quattro esperti di profilo internazionale, a scelta tra l’art advisor newyorchese Alice Zimet, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Frank Boehm; la curatrice della DZ Bank Art Collection di Francoforte Janina Vitale e quella della collezione Deutsche Börse Anne-Marie Beckmann, la direttrice della JP Morgan Chase Art Lisa K. Erf e i collezionisti Joe Baio, Rudi Bianchi, Alessandro Malerba, Joaquim Paiva. Un’occasione di confronto diretto, senza troppi giri di parole, che mira a costruire una consapevolezza più matura da parte di chi scatta su quali siano le dinamiche reali del mercato della fotografia. Provando a distinguere tra mode e stili, tra ciò che passa e cosa invece può rimanere. Come il lavoro del norvegese Bjorn Sterri, considerato un anno fa il migliore tra i partecipanti all’iniziativa e oggi reinvitato a MIA con una sua monografica.

La presentazionedi MIA 2013 - foto Michela Deponti
La presentazionedi MIA 2013 – foto Michela Deponti

Si rinnovano anche i rapporti tra la fiera e i suoi più partner più importanti: partendo dal gruppo BNL e dal Fondo Malerba, entrambi titolari di un premio che prevede l’acquisizione di opere; e che nel caso dell’istituto di credito si affianca all’esposizione di due dei lavori che hanno contraddistinto la mostra-progetto The Sea Is My Land.
Parterre interessante quello che accende un fitto cartellone di incontri, talk, dibattiti e performance. Su tutti incuriosisce il live event che mescola la musica di Irene Grandi alla videoarte dei fiorentini Pastis; sul fronte più tecnico e meno show oriented da segnare in agenda le chiacchierate con Francesco Bonami e soprattutto con il belga Hans Op de Beeck.
Ma non di solo MIA vive il weekend meneghino della fotografia. Se le grandi fiere internazionali irradiano la propria luce su una miriade di eventi collaterali, a Milano il tradizionale Photofestival brilla in completa autonomia. Ottava edizione per il programma di mostre ed eventi che si irradia dal 28 aprile al 16 giugno in decine tra gallerie e spazi sparsi per la città, trovando nei giorni di MIA una ovvia concentrazione di momenti topici. Come l’incontro con Davide Monteleone e i suoi premiati reportage da Russia e Cecenia, freschi vincitori del Prix Carmignac, tra i più importanti riconoscimenti al mondo nel campo del fotogiornalismo.  

Francesco Sala

Milano // dal 23 al 25 maggio 2014
MIA – Milan Image Art Fair
Superstudio Più
via Tortona 27
[email protected]
www.miafair.it

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.