Il teatro da dietro le quinte. Una mostra a Roma

Da un progetto interamente concepito dagli studenti del Poli.design di Milano e da quelli di Architettura della Sapienza di Roma nasce “Progetti all’opera”: un percorso decisamente originale, che punta a valorizzare gli aspetti artigianali e progettuali dell’allestimento teatrale. A partire da schizzi e bozzetti degli impianti architettonici e dei costumi, fino alla loro realizzazione pratica. Un iter ricostruito alla Casa dei Teatri di Villa Pamphilj, uno spazio che guarda alle arti con libera e lungimirante interdisciplinarietà.

Costumi e bozzetti

La mostra si configura volutamente come un itinerario multiforme, dove ogni sala è dedicata a una fase importante per l’estrinsecarsi dell’ideazione: struttura, progetto, idea, sartoria e creatività. Queste categorie, che attestano il caratteristico e irrefrenabile fermento dell’inventiva, vengono evidenziate dall’allestimento, accurato e fluido, a suggerire la necessità di cogliere l’interazione tra le diverse componenti del dietro le quinte che, nel loro complesso, concorrono a creare la grandiosa macchina dell’apparato scenico.
Nella prima sala balza agli occhi un’ampia struttura geometrica che funge da contenitore effimero, al cui interno campeggiano due grandi manichini con i costumi realizzati per il Nabucco di Verdi. Ogni faccia di questa impalcatura scenografica è costituita da un insieme di fili tesi in orizzontale, con un volontario richiamo alle nitide forme archetipiche del Teatro del Mondo – che l’architetto Aldo Rossi realizza in occasione della Biennale di Venezia del 1980 –, caratterizzato da un elegante risalto plastico, essenziale e incredibilmente leggero al contempo, in perfetta consonanza con l’idea di “teatro provvisorio” scaturito da “un modo di progettare che cerca solo nel reale la fantasia” (Aldo Rossi).

Costumi e bozzetti
Costumi e bozzetti

I due ambienti successivi sono dedicati alla progettazione e all’allestimento scenico propriamente detti: una serie di pannelli riproduce i bozzetti, i render e i dettagliati studi architettonici ideati in relazione alle esigenze dettate dalle opere di lirica e di prosa (dal Don Carlo e dal Macbeth di Verdi al Tristano e Isotta di Wagner). In molte tavole prevalgono atmosfere di un pulito design minimalista enfatizzato da un gioco di luci che spazia dal fluorescente a un bianco freddo e asettico che vira all’optical. Completa il colpo d’occhio l’articolato e preciso modellino plastico di un impianto scenografico rotante, la cui conformazione si modifica in relazione alle diverse ambientazioni legate agli sviluppi della trama.

Sartoria
Sartoria

Molta attenzione è dedicata anche all’aspetto sartoriale: modellini di carta, bozzetti e vari tipi di stoffe sono affissi alle pareti, mentre al centro troneggiano imponenti costumi finiti, dalla foggia ricercata e dalle svariate fantasie. I materiali utilizzati in alcuni casi sono quelli della nostra contemporaneità: capita così di imbattersi in maglie da guerriero realizzate con la fettuccia dei nostri avvolgibili, o di trovare alcuni particolari in fibre sintetiche, in un’accattivante rivisitazione dei costumi d’epoca il cui aspetto originario rimane inalterato, mostrando un rispetto quasi filologico per i parametri della moda di riferimento. La cura nella resa investe ogni singolo dettaglio, gioielli, busti e cappelli compresi; non mancano, qui e là, alcuni stralci di recitato che irrompono con una forza vivificante tra i drappi e gli studi.
Complessivamente si ha la sensazione di addentrarsi nel cuore di un mondo articolato e composito, troppo spesso dimenticato, capace di sprigionare un estro che merita di essere esplorato e riportato alla luce.

Giulia Andioni

Roma//fino al 15 giugno 2014
Progetti all’opera
a cura di Claudia Cigala e Lisa Lentini
CASA DEI TEATRI
Largo 3 giugno 1849
06 0608
www.comune.roma.it/cultura

 

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Giulia Andioni
Giulia Andioni (Roma, 1985) è storica dell’arte e guida turistica di Roma e provincia. Dopo la maturità classica, consegue la laurea triennale in Storia e conservazione del patrimonio artistico (con lode - tesi in Storia e tecnica del restauro) e quella specialistica in Storia dell’arte (con lode - tesi in Storia della critica d’arte) presso l’Università Roma Tre. Frequenta poi un master in tourism management e il Luiss Master of Art (III edizione) per approfondire le proprie conoscenze e contribuire alla realizzazione della mostra di fine corso “Osmosis”, frutto di un collettivo curiatoriale (Stazione Tiburtina, Roma). Dal 2013 scrive per Artribune e Artnoise (mostre e approfondimenti). Tra 2014 e 2015 ha svolto due stage: presso i Servizi educativi di Palaexpo (Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale) e nell’area della Promozione culturale della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, per la cui rivista online “Belle Arti 131” (n. 3/2014) ha redatto un saggio. Ha collaborato alle mostre “Azioni Antiche” e “Bengt Kristenson”.