Expo Gate. Tutto quello che c’è da sapere dalla voce di Caroline Corbetta

Caroline Corbetta sarà una figura chiave per Expo 2015, almeno per quanto riguarda tutto il comparto creativo. Centrale in questo senso è l’Expo Gate, hub che apre domani 10 maggio. Ci siamo fatti spiegare tutto dalla stessa Corbetta, responsabile della programmazione di questo spazio temporaneo e già in fibrillazione.

Expo Gate - photo Filippo Romano

Com’è nata la collaborazione con Expo?
Cercavano qualcuno che conoscesse la città, il suo tessuto culturale, e che avesse allo stesso tempo delle esperienze internazionali, ma soprattutto la mia sensazione è stata che fosse indispensabile una persona pronta a dedicarsi a questo lavoro con passione e fantasia. Il concorso per la progettazione di Expo Gate era stato vinto da un architetto poco più che quarantenne, Alessandro Scandurra, e proprio per questo Expo Milano 2015 ha puntato anche per i contenuti su una professionista quarantenne, cioè giovane per gli standard italiani.

Cosa ci vuoi fare dentro Expo Gate?
Per me è un’occasione per approfondire gli interessi interdisciplinari che coltivo da tempo e anche per mettere alla prova la mia ossessione più grande: divulgare la cultura. Renderla accessibile, o meglio evitare di renderla inarrivabile, cosa che troppo spesso si fa ancora dalle nostre parti. Metterei insieme piani diversi: aumentare le energie, produrre meraviglia, come direbbe l’amico Gianluigi Ricuperati.
Expo Gate non è un museo, né un teatro, né una biblioteca, né un cinema, ma potrà essere, temporaneamente, tutte queste cose, catalizzando e moltiplicando di volta in volta le energie che attraversano una città e un Paese che stanno diventando sempre più internazionali. Anche in vista dell’Esposizione Universale: Expo Gate è la porta tra Milano ed Expo Milano 2015. Da noi si troveranno le informazioni e si potranno comprare in anticipo i biglietti, ma soprattutto si parteciperà alla costruzione dell’attesa dell’evento, che sarà una grande piattaforma collettiva.

Quanto durerà la programmazione e il palinsesto di Expo Gate e come si suddividerà tra Cantiere Expo Gate e programmazione a regime?
Cantiere Expo Gate è il titolo del palinsesto di maggio che partirà dal giorno dopo l’inaugurazione di domani, 10 maggio, fino a domenica 1° giugno: tre settimane di cantiere metaforico di costruzione pubblica del palinsesto dei mesi futuri. Expo Gate come work in progress. Aggiornamenti sull’Esposizione Universale, ma anche sollecitazione a fare proposte sulle aspettative, una vera e propria strategia dichiarata per “prendere le misure”, noi e il pubblico, dello spazio. Ogni mese ci sarà un titolo, un tema portante, ma ogni giorno succederanno cose diverse: siamo pronti a reagire velocemente alle proposte e ai feedback della città e dei visitatori internazionali.

Caroline Corbetta al Crepaccio di Milano
Caroline Corbetta al Crepaccio di Milano

Quindi domani cosa succederà?
Sarà una festa per la città nella città. Partiamo da piazza San Babila alle 17 con una parata attraverso il centro cittadino capitanata da due fantastiche marching bands e con i palloncini ideati da Matteo Cibic e le mascherine dedicate a Milano da un centinaio di liceali in collaborazione con IED Milano. Arrivati in Expo Gate, in via Beltrami, alle 18.30 circa il pubblico potrà finalmente accedervi. Intanto fuori, in piazza, ci sarà la musica dei dj set di Dente e dei dj di Radio Deejay Farolfi e Shorty, alternati ai live show di Nanni Svampa e dei Selton, un gruppo di ragazzi brasiliani di stanza a Milano che fa delle irresistibili versioni “samba” delle canzoni di Cochi & Renato o Jannacci.
Intanto la onlus Via Libera venderà 2mila porzioni del piatto “risata colorata”, un riso giallo con sapori etnici, metafora di Milano che accoglie il mondo, creato per l’opening di Expo Gate da Andrea Berton, Carlo Cracco e Davide Oldani. La onlus dividerà l’incasso con Comunità Nuova di don Gino Rigoldi. Non servono inviti, siete tutti invitati! Alle 22.30 la festa si chiude, ma alle 10 del mattino dopo Expo Gate riapre.

Al di là di Expo Gate, quale ritieni che possa essere il contributo di Expo 2015 alla cultura del nostro Paese? Rappresenterà uno stimolo, rappresenterà una leva di rilancio oppure si parlerà soprattutto di alimentazione e di food e le tematiche artistico-culturali saranno marginali?
Su questo punto sono allineata col manifesto Hack the Expo di Franco Bolelli e Wired Italia (di cui lo stesso Bolelli parlerà in Expo Gate lunedì 12 maggio alle 18), che parafraso un poco: noi produttori di contenuti, noi autori di noi stessi, noi makers, noi progettisti, noi che ogni giorno generiamo e condividiamo in diretta idee-stati d’animo-foto-video-tutto quanto, noi non possiamo che costruirci la nostra Expo personale e metterla in relazione con quella degli altri come noi.
Expo Gate, nel suo piccolo, vuole essere un generatore e accrescitore di entusiasmo intorno alle importanti tematiche di Expo (non solo alimentazione ma anche sostenibilità e innovazione, ad esempio), ma pure intorno alla città e al Paese intero. Expo è un’occasione unica per fare sistema. Sento finalmente montare un’insofferenza diffusa verso il malcostume nazionale di autodenigrarsi e non fare squadra. Per questo, fino ad oggi, a livello internazionale sono emersi i singoli.

Cosa pensi di Expo Gate a livello architettonico? La struttura disegnata da Alessandro Scandurra sta creando dibattito e ha diviso la città.
È naturale che abbia suscitato delle controversie: è un segno forte nel cuore della città, in una città che per anni non ha visto nessun cambiamento architettonico. E, fino ad oggi, alcuni milanesi l’hanno forse percepita come un’imposizione, un edificio ingombrante senza una particolare funzione. Sono d’accordo con Scandurra quando dice che cambierà tutto con l’apertura di Expo Gate e della sua piazza pubblica: domani cittadini e turisti potranno appropriarsi degli spazi e cominciare a viverli. A livello di contenuti stiamo lavorando perché ci sia qualcosa per tutti. E tutto gratuito.

Alessandro Scandurra, progettista di Expo Gate a Milano
Alessandro Scandurra, progettista di Expo Gate a Milano

Com’è Expo Gate all’interno? Quali sono gli spazi che hai a disposizione per il tuo programma? Di quanti mq stiamo parlando? Divisi in che modo?
Sono due padiglioni di oltre 300 mq ciascuno e una piazza pubblica che li collega. Guardando il Castello Sforzesco, il padiglione a sinistra è suddiviso in due aree, oltre ai servizi: il laboratorio Spazio Garibaldi, che da lunedì prossimo e fino a fine mese sarà la sede estemporanea dello studio di design Mammafotogramma, mostrerà il dietro le quinte della loro attività e, nel contempo, elaborerà un progetto per le grandi pareti proiettabili di Expo Gate che si trovano nell’attiguo Spazio Sforza; queset’ultimo è di 200mq, per eventi di varia natura: dalle maratone di concerti per pianoforte di Piano City in Expo Gate, che si terranno nel weekend del 17 e 18 maggio, alle riedizioni di performance di Piero Manzoni previste per il 15. Il cuore dell’altro padiglione è l’infopoint, dove si potranno ricevere informazioni su Expo Milano 2015 e acquistare i biglietti per la manifestazione. Ai lati, lo spazio Dante ovvero l’Expo Gate Shop gestito dalla Rinascente e lo spazio Leonardo: a seconda delle necessità, redazione/sala conferenze/laboratorio o cucina, dal 16 al 24 con Milano Food Week in Expo Gate.
In generale tutti gli spazi di Expo Gate sono versatili e multifunzionali. Fluidità è la nostra parola d’ordine.

Ritieni di avere un buon budget e una dotazione finanziaria sufficiente per portare avanti il tuo programma? Per un curatore e per un manager culturale non è banale oggi poter lavorare in tranquillità…
Credo proprio di sì. È un budget giusto per lavorare con l’intelligenza dell’economia. Non posso certo fare paragoni con la modalità di autoproduzione del Crepaccio, dove si lavora a “zero budget”, ma di quell’esperienza mi porto dietro la possibilità di coinvolgere le persone perché credono veramente al progetto cui partecipano. Non voglio sembrare ingenua su questo punto, ma mi rendo conto che più passa il tempo e più il livello di coinvolgimento e di passione delle persone con cui lavoro diventano caratteristiche fondamentali, necessarie, direi.

Il tuo palinsesto interesserà in maniera preponderante le realtà milanesi. Ci fai qualche nome?
La Fondazione Piero Manzoni, la libreria Gogol & company, lo studio di design e animazione Mammafotogramma, Milano Food Week, Piano City, Museo del Novecento, la rivista Pizza, Density Design sono, in ordine sparso, alcune delle prime realtà “milanesi” con cui collaboriamo. È come se stessimo gettando un sasso nello stagno: Milano è il primo cerchio. Milano è la nostra porta fra l’Italia e il mondo. Non vogliamo fare un discorso localistico ma, al contrario, valorizzare quelle realtà locali che hanno anche una dimensione internazionale, o meglio, che non fanno poi tanto differenza tra l’una e l’altra.

Vanessa Beecroft, VB 52, Castello di Rivoli, 2003 - documentazione video
Vanessa Beecroft, VB 52, Castello di Rivoli, 2003 – documentazione video

Per l’evento di inaugurazione hai scelto di percorrere il crinale tra cibo e arte aiutandoti con le suggestioni di Vanessa Beecroft. Perché?
Volevo una modalità evocativa e universale per parlare del tema dell’alimentazione e Vanessa è un’artista italiana, assai rappresentativa anche all’estero, che ha affrontato il tema in modo costante e approfondito nella sua carriera. Ho scelto i video delle performance VB52 (Castello di Rivoli, 2003) e VB65 (PAC, Milano, 2009): da una parte la rappresentazione di un rapporto estremamente estetizzato e rituale, decadente direi, col cibo; dall’altro una stilizzata e spietata messa in scena della lotta quotidiana per l’accesso al cibo. Un contrasto emozionante.

Expo Gate sarà anche didattica per i più piccoli. In che modo?
Iniziamo subito dopo l’inaugurazione, domenica 11 dalle ore 14.30, con una serie di laboratori gratuiti e aperti ai bambini dai 3 ai 10 anni di età, a cura di Pinksie the Whale, che torneranno anche il weekend del 30 maggio-1° giugno. Con Pinksie stiamo elaborando altri progetti per il futuro, che coinvolgeranno anche artisti. Domenica si inizia con un workshop di disegno con l’architetto Scandurra, un modo partecipativo per consegnare Expo Gate ai più piccoli.

È presto per dirlo, ma l’Expo Gate ha qualche chance di avere una vita anche dopo il 2015?
Come milanese spero di sì!

Massimiliano Tonelli

http://www.expo2015.org/it/cos-e/expo-gate

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • Bella intervista. Si percepisce una bella energia. Come ho scritto anche recentemente su questa rivista, la divulgazione è una parola chiave. La sfida è trovare modalità concrete per una divulgazione che possa permanere, e non essere solo un pomeriggio “pazzerello” fine a se stesso.

    • hp

      sì luca rossi ma caroline corbetta non t chiama.. ihihi

  • Anna

    Expo Gate o Expogate? Con gli arresti dei giorni scorsi mai titolo fu più involontariamente comico.

    • Più che il titolo, il nome dello spazio…

    • Marco Enrico Giacomelli

      Ciao Anna, è proprio l’architettura di Scandurra che si chiama così, non è una “invenzione” più o meno volontariamente comica.

      • Anna

        Avviso ai “critici” con scarsa comprensione del testo: nel giornalismo americano si usa il suffisso -gate per titolare scandali o casi giudiziari di varia natura (il Watergate fu il primo). Ma questo lo saprai, no? Quindi sì, in effetti ha qualcosa di involontariamente comico il fatto che si inauguri l’Expo Gate del pur ottimo Scandurra proprio nei giorni in cui è scoppiato l’Expogate.

        • Marco Enrico Giacomelli

          Dai che ce la facciamo, Anna! Quindi non è il (nostro) titolo a essere comico, ma il nome dato all’architettura, in un paese dove gli scandali sono all’ordine del giorno e dove quindi si poteva facilmente intuire che il nome “Expo Gate” si sarebbe rivelata una pessima idea. Ci siamo?

          • Anna

            Sì, ma devi ammettere che alla luce di quello che ci siam detti anche il titolo non è male quanto a doppi sensi. Saluti

  • Paolo Rumi

    ci sarà da mangiare per molti all’EXPO, e dalla foto della Signora Corbetta vedo hanno già iniziato. buon appetito.

  • Speriamo anche la partecipazione del noto artista storico nel settore della Mail Art il professore Roberto Scala , con la S maiuscola chiaro