Lungimirante Tokyo. Le architetture delle Olimpiadi 2020

Riuso del patrimonio, strutture temporanee da dismettere dopo i Giochi, nuovi edifici a meno di otto chilometri dal villaggio olimpico per ridurre gli spostamenti. Questa la strategia sostenibile che ha contribuito alla vittoria di Tokyo per i Giochi Olimpici 2020. 15 delle 37 location previste sono edifici esistenti: una mossa astuta e al passo con i tempi di crisi e inquinamento. Il Giappone insegna ancora una volta a guardare al futuro, come fece per le Olimpiadi del ’64. Con edifici che restano icone funzionalmente perfette.

Kenzo Tange, Yoyogi National Stadium, 1964

YOYOGI NATIONAL STADIUM
Niente di più lontano dall’idea di obsolescenza in architettura dello stadio Yoyogi. Costruito durante le Olimpiadi del ‘64, è una delle opere che ha consacrato Kenzo Tange al grande pubblico, uno dei monumenti nazionali più visitati di Tokyo e ospiterà la pallamano nel 2020. La copertura che s’innalza dal landscape come un’enorme pagoda, influenzata dal Philip’s Pavilion di Le Corbusier e dallo stadio di hockey a Yale di Eero Saarinen, è stata anche ispirazione per l’arena dei giochi olimpici di Monaco di Frei Otto. L’edificio fu all’epoca il più grande tetto sospeso del mondo. Un’icona giovane e dalle mille vite: nata per le gare di nuoto, tuffi e basket, diventata poi impianto polivalente, ha ospitato pallavolo, pallacanestro, arti marziali, oltre a concerti per il grande pubblico.

Project: Kenzo Tange
Year: 1964
Location: Shibuya
Status: completed

Tokyo Metropolitan Government, IBC/MPC, 1995
Tokyo Metropolitan Government, IBC/MPC, 1995

IBC/MPC 
Con i suoi 143mila mq, il Tokyo Big Sight è il più grande complesso espositivo e centro congressi del Giappone. L’edificio fu realizzato, su commissione del Tokyo Metropolitan Government’s Bureau of Finance, da otto compagnie di costruzione e si sviluppa tra spazi interni ed esterni sulla magnifica Tokyo Bay. È un’opera mastodontica, realizzata in acciaio e cemento rinforzato, che comprende la più nota torre conferenze (otto piani per 58 m di altezza) e le due hall espositive. La torre si erge su quattro zampe e si distingue per imponenza, più che per eleganza, nel paesaggio della baia. Per i Giochi si prevede un’addizione di altri 44mila mq sul lato sud dell’ala espositiva West. Un edificio perfetto per ospitare l’intero apparato dell’International Broadcasting Center e il quartier generale della stampa. Rimarrà in funzione 24 ore su 24 ospitando milioni di persone e un’attività frenetica e sarà il ponte tra il Giappone e il resto del mondo.

Project: Tokyo Metropolitan Government
Year: 1995
Location: Ariake
Status: completed

Rafael Viñoly Architects, International Forum, 1996
Rafael Viñoly Architects, International Forum, 1996

INTERNATIONAL FORUM
È dal 1996 che l’International Forum troneggia nel cuore finanziario di Tokyo, abbracciando nella sua pelle trasparente le migliori performance culturali e i più importanti eventi della capitale. Situato all’incrocio dei due distretti finanziari Marunochi e Otemachi, di quattro linee metro e di due tra le più importanti stazioni ferroviarie, l’edificio attrae di per sé quattro milioni di visitatori annuali ed è considerato ormai un centro civico, grazie anche alla piazza pubblica che si estende sotto gli spazi espositivi. In occasione delle Olimpiadi ospiterà il sollevamento pesi. Bizzarra location, che dimostra quanto la politica di riuso del patrimonio esistente non abbia limite. Al momento l’edificio comprende la magnifica hall centrale, due semiellissi in acciaio e vetro che abbracciano uno spazio a tutta altezza, sette piani fuori terra e tre interrati che ospitano numerose sale conferenze e teatrali – tra cui la più grande a Tokyo, con 5mila posti -, uffici, ristoranti e caffè.

Project: Rafael Viñoly Architects
Year: 1996
Location: Ariake
Status: completed

Olympic Village
Olympic Village

OLYMPIC VILLAGE
70 ettari di acqua e terra sull’Harumi Pier ospiteranno il Villaggio Olimpico, che godrà di una delle migliori viste sulla Tokyo Bay. Concettualmente e geograficamente nel cuore dei Giochi, sarà infatti situato dove si intersecano la Heritage Zone e la Tokyo Bay Zone, così da garantire una distanza di otto chilometri da 28 delle 33 location. L’87% degli atleti impiegherà meno di venti minuti per raggiungere le sedi di gara e ciò aumenterà l’efficienza e la qualità della già rinomata ospitalità giapponese.

Project: to be defined
Year: 2020
Location: Harumi Pier
Status: on going

Ariake Arena
Ariake Arena

ARIAKE ARENA
In quel lembo di terra ancora semi-vergine nella zona di Ariake, al confine con Shinonome, sorgerà l’Arena che ospiterà la pallavolo. Dopo i Giochi anche questa venue rimarrà attiva e sarà utilizzata per ospitare competizioni internazionali e nazionali. L’area assegnata è, ad oggi, una striscia di terra verde sulla Tokyo Bay. Sorgeranno, in linea con l’Arena, l’Olympic BMX Course, il Velodromo e il Gymnastic Centre, e questa operazione cambierà definitivamente il volto della zona, ora nota solo come sede del Tokyo Big Sight, trasformandola in un polo sportivo. L’intervento, sponsorizzato dal Tokyo Metropolitan Government, è infatti parte della Waterfront Sport Area identificata nella Tokyo Vision 2020 e include anche la costruzione dell’Ariake Tennis Park, del Tokyo Tatsumi International Swimming Centre e dell’Olympic Aquatics Centre. Per tutte queste location, i bandi di concorso che verranno annunciati in tandem con lo sviluppo del waterfront.

Project: to be defined
Year: 2020
Location: Ariake
Status: on going

Olympic Aquatic Centre
Olympic Aquatic Centre

OLYMPIC AQUATIC CENTRE
Nella Tokyo Bay, situato fra l’Ariake Arena e il Dream Island Stadium, sorgerà il nuovo complesso sportivo dedicato agli sport acquatici. Il landscape e la vista sulla baia avranno un ruolo fondamentale nella definizione del progetto, in linea con lo sviluppo del waterfront. Non ci sono ancora anticipazioni per quanto riguarda l’architettura e le immagini individuano solo la volumetria generale dell’opera. A livello funzionale il progetto comprenderà l’Aquatic Centre e la Waterpolo Arena. Il primo edificio avrà una capacità di 20mila posti e, sempre secondo la logica della flessibilità e del riuso, sarà progettato per essere ridotto successivamente a 5mila posti e diventerà un centro per il nuoto. La Waterpolo Arena invece ospiterà 6.500 persone ma sarà progettata come edificio temporaneo e completamente smantellata alla fine dei Giochi.

Project: to be defined
Year: 2020
Location: Koto
Status: on going

Federica Russo

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #17

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Federica Russo
Federica Russo (Lecce, 1983) è architetto e scrittrice freelance. Dal 2006 a oggi ha collaborato nella redazione e scritto articoli per diverse testate d’architettura tra cui presS/Tletter, presS/Tmagazine, Artribune sezione architettura, Compasses, L’Arca. Si è laureata presso l’Università “la Sapienza”, Roma, in Architettura d’interni e Arredamento nel 2006 e in Architettura U.E. nel 2010. Ha già collaborato come architetto in vari studi tra cui Massimiliano Fuksas Architetto. Dal 2009 a oggi è socio dell’AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica diretta da Luigi Prestinenza Puglisi e componente del laboratorio presS/Tfactory per l’organizzazione di eventi, workshop, mostre e altre iniziative culturali d’architettura. Coautrice del blog TheNewArchinTown dedicato ai più importanti eventi di design e architettura.