La moda e la fotografia secondo Vogue

La Fondazione Geiger di Cecina ospita “Vogue. Donna e stile nell’arte dell’illustrazione”: uno straordinario tuffo nel passato, tra le più importanti copertine e i momenti salienti della storia del magazine americano. A raccontarci cosa è successo e cosa è cambiato c’è Ivan Shaw, direttore della Fotografia per Vogue America.

Copertina di Vogue US del 1 maggio 1928 - illustrazione di Georges Lepape, Vogue © Condé Nast

Una “pubblicazione di classe“: è così che Condé Montrose Nast, una laurea in legge alla Washington University di Saint Louis e una rapida scalata sociale nel mondo degli affari, definì Vogue, il settimanale fondato nel 1892 da Arthur Baldwin Turnure e acquistato dallo stesso Nast nel 1909. La storia della rivista americana è complessa e complicata, e a ripercorrerne le tappe fondamentali attraverso le copertine più rappresentative ci pensa la mostra Vogue. Donna e stile nell’arte dell’illustrazione ospitata dalla Fondazione Geiger di Cecina.
Da un concentrato di arte, letteratura e teatro destinato a donne e uomini, come lo si conosceva a fine Ottocento, Vogue inizia a dettare i parametri dell’eleganza per le donne delle classi elevate. Ivan Shaw, direttore della Fotografia e rappresentante dell’archivio fotografico di US Vogue, ci spiega cos’è successo nel mondo della moda e in casa Vogue dalla sua fondazione a oggi.

Da quando Condé Montrose Nast acquistò Vogue nel 1909, la rivista spiccò il volo e diventò l’icona dell’haute couture. Quali modifiche ha apportato Nast per trasformare nel profondo il concetto Vogue?
Condé Nast parlava di “pubblicazione di classe“, che vuol dire che una rivista dovrebbe rivolgersi a un target specifico di persone che condivide gli stessi interessi. In questo senso, ha indirizzato Vogue a parlare più chiaramente possibile di quegli interessi condivisi da coloro i quali voleva fossero i suoi lettori. Inoltre, lui sapeva apprezzare e comprendere l’arte visiva e investì moltissimo per produrre le migliori fotografie e le migliori illustrazioni possibili. Concesse addirittura ai fotografi di Vogue di usare il suo appartamento a Park Avenue come location per gli scatti. All’inizio la fotografia inoltre non era vista come il mezzo adatto per diffondere la moda, ma poi grazie ai miglioramenti tecnici e alle riproduzioni a colori si capì che si trattava di uno strumento moderno adatto per parlare del fashion.

Copertina di Vogue US del 5 luglio 1900 - illustrazione di Beatrice Stevens, Vogue © Condé Nast
Copertina di Vogue US del 5 luglio 1900 – illustrazione di Beatrice Stevens, Vogue © Condé Nast

L’ex direttrice di Vogue Edna Woolman Chase credeva che lavorare a Vogue volesse dire essere Vogue. Cosa intendeva dire? È un concetto valido ancora oggi?
Edna Woolman Chase si riferiva a quella stretta connessione, che c’era ai tempi in cui lei fu direttrice, tra il mondo in cui vivevano gli editori della rivista e gli ambienti a cui si rivolgeva la pubblicazione di Condé Nast. Oggi invece la moda è molto più diffusa e parla a persone completamente diverse tra loro.

Vogue riflette le tendenze della moda, della cultura e della società, guida e segue il fashion system, influenza lo stile e l’immaginario comune. Com’è possibile tutto ciò? E quanto conta una copertina in questo processo di attrazione e seduzione del lettore?
Credo che la moda riesca a connettere insieme tutte le forme di cultura e tra le pagine di Vogue è facile percepire verso quale direzione ci si stia muovendo in un determinato momento storico a livello culturale. Migliori sono le immagini della rivista, maggiormente i nostri lettori prestano loro attenzione e ne vengono influenzati. E la copertina generalmente riflette ciò che noi sentiamo sia la cosa più importante che sta accadendo in quel momento.

Le cover illustrate immortalavano donne dell’alta società, ma con l’avvento della fotografia e in base alle scelte di Condé Nast si preferì lasciare spazio a volti famosi. Da Audrey Hepburn a Sophia Loren, dalle top model degli Anni Novanta a Kim Kardashian. C’è una connessione tra queste scelte così diverse? E quanto ha contribuito Vogue con le sue copertine nell’evoluzione del ruolo della donna?
Ogni donna apparsa in copertina ha influenzato in un modo o nell’altro notevolmente l’universo femminile, che nel tempo ha ottenuto maggior potere e controllo in ambito privato e lavorativo. E credo che Vogue abbia svolto un ruolo importante in questo caso nel mondo occidentale.

Copertina di Vogue US del 15 maggio 1941 - foto di Horst P. Horst, Vogue © Condé Nast
Copertina di Vogue US del 15 maggio 1941 – foto di Horst P. Horst, Vogue © Condé Nast

Vogue non è soltanto copertine, ma anche articoli e affascinanti scatti fotografici. Chi svolge il principale ruolo per il successo di Vogue e cosa rende gli shooting così attraenti?
Credo che a rendere gli scatti fotografici così speciali sia il mix di talenti che sta dietro ogni lavoro. Noi non ci serviamo soltanto di importantissimi fotografi, ma anche dei migliori fashion editor, make-up artist e hair-stylist. Per quanto riguarda il successo di Vogue, l’art director, lo stylist, i giornalisti, tutti fanno parte del medesimo processo che è la creazione della rivista. Lo stylist e il fotografo giocano un ruolo fondamentale per la buona riuscita del magazine, l’art director contribuisce in termini di idee, ma per avere ottimi risultati è necessario fare un lavoro di gruppo. Inoltre, siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti che siano in grado di rendere la rivista il più moderna possibile.

Negli Anni Cinquanta il made in Italy è stato sostenuto e promosso dagli Stati Uniti e le tendenze americane si sono diffuse presto nella Penisola. In che modo Vogue America guarda allo stile e al sistema moda italiano oggi?

L’arte e il design italiani hanno sempre avuto un forte impatto sul mondo occidentale in modi molto diversi. L’Italia non ha soltanto generato alcuni dei più importanti artisti, ma dalla moda, alle automobili, all’arredamento l’influenza italiana e la sua idea di estetica è di certo molto forte.

Copertina di Vogue US del 15 novembre 1917 - illustrazione di George Wolfe Plank, Vogue © Condé Nast
Copertina di Vogue US del 15 novembre 1917 – illustrazione di George Wolfe Plank, Vogue © Condé Nast

Saprebbe descrivere l’evoluzione della moda in poche parole? Dove crede che stiamo andando e quali sono le motivazioni più importanti in grado di cambiare tendenze e stili?
La moda negli ultimi tempi sta diventando accessibile a un sempre maggior numero di persone. Ognuno di noi infatti può partecipare al mondo della moda e ai suoi cambiamenti: una situazione completamente diversa rispetto a quando Vogue ha mosso i primi passi. E le questioni politiche ed economiche svolgono un ruolo fondamentale in questo e nel modo in cui le persone guardano a se stesse e al mondo circostante.

Alessandra Vescio

Cecina // fino al 18 maggio 2014
Vogue. Donna e stile nell’arte dell’illustrazione
a cura di Alessandro Schiavetti
FONDAZIONE GEIGER
Piazza Guerrazzi 32
0586 631227
[email protected]

www.fondazionegeiger.org

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Alessandra Vescio
Alessandra nasce nel 1989 sotto il segno dei Gemelli. Calabrese, si trasferisce a Pisa per motivi di studio, dove si laurea in Lettere moderne con una tesi su Umberto Saba. Prosegue gli studi in Lingua e Letteratura Italiana e nel frattempo frequenta un Master in Comunicazione e Giornalismo di Moda che le darà la possibilità di fare uno stage a Roma in una redazione giornalistica di arte, moda e cultura. Scrive da sempre e dovunque, principalmente di moda, che è la sua più grande passione insieme alla letteratura. Attenta osservatrice, si innamora di qualunque cosa la emozioni. E per farlo le basta poco.