Al Louvre con Serge Gainsbourg

1985. Il grande Serge visita il Louvre con un giovane critico d’arte, Franck Maubert. Che ora pubblica i commenti dello chansonnier sui grandi della pittura, da Manet (“il più grande”) a Bacon (“eiaculazioni del sublime”). E la Taschen ricorda la coppia d’oro Gainsbourg-Birkin affidandosi agli M/M.

Una scena di Gainsbourg vie héroique di Joann Sfar

Nell’opera di Serge Gainsbourg (Parigi, 1928-1991) non mancano i riferimenti alle arti visive. Il titolo del suo secondo album reggae, Mauvaises nouvelles des étoiles (1981) cita un disegno di Klee. In 69 année erotique (1970), duetto con Jane Birkin, la musa inglese viene paragonata a un Gainsborough. “D’un tableau de Francis Bacon je suis sorti / faire l’amour avec un autre homme” è un verso di Kiss me hardy (1984), esplorazione grottesca ma rispettosa dell’amore omosessuale. E sono solo alcuni esempi, nemmeno tra i più noti.
Ma il legame con la pittura è fortissimo sin dalla gioventù, come racconta ad esempio lo straordinario film di Joann Sfar, Gainsbourg vie héroïque (mai distribuito in Italia, scelta miope a dir poco). Il sogno del giovane Lucien – il vero nome di Serge – era diventare pittore. Frequentò anche l’accademia ma poi abbandonò il proposito e arrivò a distruggere i suoi quadri in preda all’insoddisfazione (anche se preferiva dire che era incompreso per la sua anticonvenzionalità). Per poi buttarsi in quella che sempre definì un’arte minore, la canzone. Che innalzò a vette vertiginose di qualità e sperimentazione.
Del rapporto di Gainsbourg con la pittura (e di molto altro) racconta ora Gainsbourg à rebours, volumetto di Franck Maubert pubblicato in Francia da Fayard. La chicca arriva in appendice: viene inclusa una rara intervista del 1985 che il grande Serge rilasciò all’allora giovane critico d’arte (oggi anche romanziere). Oltre a concedergli numerose conversazioni, Gainsbourg accettò di visitare il Louvre con Maubert.

Franck Maubert - Gainsbourg à rebours
Franck Maubert – Gainsbourg à rebours

I commenti sui capolavori della pittura rivelano un entusiasmo quasi infantile. Il San Sebastiano di Mantegna è “il più bel dipinto che abbia mai visto“, Dalí “grandioso“, Goyatroue le cul” (“spacca“, si potrebbe tradurre nel gergo di oggi), mentre Ingres lo lascia più freddo.
Non mancano però voli pindarici degni del Gainsbourg grande letterato (come considerarlo se non tale?). Su Bacon, ad esempio. “È il più grande dei contemporanei. È la degradazione dell’anima, la no man’s land tra il bene e il maschio. Bacon, sono le eiaculazioni del sublime sputate come sperma. […] L’uomo solo, di fronte a se stesso col volto devastato. L’uomo seduto, sprofondato, disteso, in divenire, fornicatore, che defeca. L’uomo ridotto allo stato di carne“.
Il più grande pittore secondo Gainsbourg? Manet. Léger? “Un po’ pesante per i miei gusti“. Giotto? “Da ogni centimetro quadrato della sua pittura trasuda il rigore della fede“. E così via, a forza di commenti e aneddoti.

Jane Birkin e Serge Gainsbourg, foto tratta dal libro Taschen - (c) Andrew Birkin/Taschen
Jane Birkin e Serge Gainsbourg, foto tratta dal libro Taschen – (c) Andrew Birkin/Taschen

Altra occasione per avvicinarsi a Gainsbourg: il libro che pubblica anche in Italia la Taschen, raccolta di scatti di Andrew Birkin (fratello di Jane). Un “family album“, come indica il titolo, che racconta il versante privato degli anni d’oro della coppia Gainsbourg-Birkin. Il design del libro è realizzato dagli M/M, che hanno concepito il volume come un libro oggetto con foto estraibili, adesivi e altri inserti. Altro nuovo volume pubblicato in Francia, infine, è Gainsbourg ou l’art sans l’art (éditions François Bourin), biografia in forma di dizionario ad opera dello scrittore, critico letterario e musicale Arnaud Viviant.

Stefano Castelli

Franck Maubert – Gainsbourg à rebours
Fayard, Paris 2013
Pagg. 160, € 14
ISBN 9782213678603
www.fayard.fr

Andrew Birkin – Jane & Serge. A family album
Taschen, Köln 2014
Pagg. 176, € 39,99
ISBN 9783836549974
www.taschen.com

Arnaud Viviant – Gainsbourg ou l’art sans l’art
Bourin, Paris 2014
Pagg. 138, € 16
ISBN 979-10-252-0024-7
www.bourin-editeur.fr

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.