Circulation(s). La nuova fotografia europea “à la carte”

Dedicato alla fotografia emergente, il festival Circulation(s) si trasferisce nel cuore di Parigi, nell’architettura industriale del Centquatre. Quarantaquattro giovani artisti provenienti dai quattro angoli d’Europa indagano il presente con strumenti eterogenei, dall’impegno sociale all’ironia. Completano il quadro alcune interessanti iniziative collaterali, tra le quali una mostra nelle stazioni della metropolitana, un concorso fotografico ospitato dalla piattaforma social Wipplay e un catalogo realizzato grazie a un’operazione di crowdfunding. Fino al 16 marzo.

Andreas Kauppi, Strange Days

Il festival Circulation(s) inaugura la sua quarta edizione con una nuova sede di prestigio e un rinnovato brio, intuibile già a partire dalla locandina, dalla quale una pom pom girl attempata ammicca ai visitatori. Dedicata ai fotografi europei emergenti, la kermesse lascia il parco di Bagatelle, nel cuore del Bois de Boulogne, per trasferirsi negli spazi del Centquatre, spazio culturale polifunzionale ricavato da una sapiente riconversione degli edifici che anticamente ospitavano il servizio di pompe funebri della città, a opera degli architetti dello studio parigino Atelier Novembre.
Lanciata nel 2011 dall’associazione Fetart, Circulation(s) si propone di portare i giovani talenti all’attenzione del pubblico, parigino e internazionale, presentando una serie di opere che rappresentino altrettanti punti di vista sull’Europa, e si avvale della collaborazione di partner internazionali: scuole di fotografia, gallerie, editori. La rassegna è gemellata con iniziative analoghe che si tengono in altri Paesi, come il festival Fotografia Europea di Reggio Emilia o la Biennale della fotografia e delle arti visive di Liegi. Come il più famoso “cugino” autunnale, Photoquai, il festival di primavera si vuole eterogeneo, capace di leggere la realtà attraverso filtri diversi e variazioni di tono. Il menu, estremamente vario, comprende i lavori dei 22 talenti scelti in seguito a una call internazionale – alla quale, secondo gli organizzatori, hanno risposto più di mille candidati – ma anche un gruppo di giovani fotografi presentati dall’associazione Giovani Artisti Italiani e i portfolio selezionati dai due ospiti d’onore, una galleria e una scuola d’arte, e dal padrino della manifestazione Xavier Canonne, secondo il sistema della carte blanche.

Sandra Calligaro, Afghan Dream
Sandra Calligaro, Afghan Dream

Tra le proposte più interessanti, l’opera dal sapore vagamente surrealista dello sloveno Matej Andraz Vogrincic, presentato dalla galleria Fotografija di Lubiana, tra gli invitati di questa edizione. Una serie di stampe in grande formato dal titolo When on a Winter’s Night a Traveler, esposta in una sala del Centquatre, riproduce un’installazione realizzata dall’autore sospendendo mille ombrelli all’ingresso dell’edificio storico delle poste di Melbourne.
Colpiscono con un effetto straniante, pur partendo da presupposti radicalmente diversi, anche le cheerleader settantenni di Sun City, in Arizona, ritratte dall’inglese Antony Todd e scelte per il manifesto della rassegna. Sul fronte documentario, invece, troviamo la serie Lampedusa or the Extended Desert, dell’italiano Massimiliano Gatti, l’Afghan Dream della francese Sandra Calligaro e il lavoro della russa Elena Chernyshova, che ha fotografato la vita quotidiana a Norilsk, città mineraria a nord del Circolo Polare Artico, caratterizzata da un forte inquinamento e da condizioni climatiche estreme.
A corollario della rassegna, una parte delle opere è esposta nelle stazioni della metropolitana parigina. Segno dei tempi, e testimonianza dell’impegno di una squadra di volontari che ha risposto alla defezione di alcuni sponsor battendo con successo strade nuove, il catalogo di Circulation(s) è stato realizzato con i fondi raccolti grazie a una campagna di crowdfunding.

Giulia Marani

Parigi // fino al 16 marzo 2014
Circulation(s)
CENTQUATRE
5 rue Curial
+33 (0)1 53355001
www.festival-circulations.fr
www.104.fr

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.