Olimpiadi di Sochi. Le nuove architetture che le ospitano

Affacciata sulla costa orientale del Mar Nero, con non poche polemiche Sochi si appresta a ospitare per 17 giorni le 22esime Olimpiadi invernali. Per l’occasione è stato realizzato un parco olimpico ad hoc, il Coastal Cluster, completato con mesi, e in alcuni casi, anni di anticipo nel distretto di Adler, a sud della città. Cinque nuovi stadi, un totale di quasi 80mila posti a sedere e una spesa che si aggira attorno ai 900 milioni di dollari. Ecco le principali architetture che ospiteranno i giochi olimpici russi.

Populous, Fisht Olympic Stadium, Sochi - © 2014 XXII Winter Olympic Games

FISHT OLYMPIC STADIUM
Location principale dei giochi, deve il suo nome al vicino monte Fisht. È qui che si terranno tutte le cerimonie ufficiali, comprese quelle di apertura e chiusura. Una struttura che vuole ricordare, con il suo andamento curvilineo a tratti frammentato, le cime innevate circostanti. Un design apprezzato sin da subito, che è finito sulla banconota commemorativa da 100 rubli. Terminate le Olimpiadi, nel 2018 ospiterà la Fifa World Cup.

Architetti: Populous
Completamento: 2013
Area: 16,6 ettari
Posti a sedere: 40mila
Costo: 603 milioni di dollari

SIC Mostovik, Ice Dome Bolshoy, Sochi - courtesy SIC Mostovik
SIC Mostovik, Ice Dome Bolshoy, Sochi – courtesy SIC Mostovik

ICE DOME BOLSHOY
Un guscio, un uovo che si adagia su una sinuosa collina verde. La copertura, opaca e bianca di giorno, si illumina cambiando colore di notte grazie all’uso di migliaia di led. Ospiterà le principali gare di hockey sul ghiaccio.

Architetti: SIC Mostovik
Completamento: 2012
Area: 13 ettari
Posti a sedere: 12mila
Costo: 180 milioni di dollari

Stahlbau Pichler, Shayba Arena, Sochi
Stahlbau Pichler, Shayba Arena, Sochi

SHAYBA ARENA
Vicina all’Ice Dome Bolshoy, con cui condivide le gare di hockey sul ghiaccio e quelle di slittino per le paraolimpiadi, deve il suo nome al disco usato nell’hockey. E la sua forma, accentuata dall’andamento inclinato del rivestimento, ne ricorda, con tutti i limiti, l’andamento curvilineo.Dopo i giochi potrebbe essere trasferito in un’altra regione della Russia.

Architetti: Stahlbau Pichler
Completamento: 2012
Area: 3,1 ettari
Posti a sedere: 7mila
Costo: 27,2 milioni di dollari

Cannon Design, Adler Arena Skating Center, Sochi
Cannon Design, Adler Arena Skating Center, Sochi

ADLER ARENA SKATING CENTER
Tra i più performanti circuiti per il mantenimento della temperatura in pista. Formalmente il riferimento, vagamente leggibile, è l’iceberg, una lastra di ghiaccio conficcata nel terreno. In versione notturna, la luce dall’interno ne smaterializza l’aspetto compatto. Ospiterà le gare di velocità e dopo i giochi verrà trasformato per contenere spazi espositivi e commerciali a servizio della città.

Architetti: Cannon Design
Completamento: 2012
Area: 6,6 ettari
Posti a sedere: 8mila
Costo: 32,8 milioni di dollari

GUP MNIIP Mosproject-4, Iceberg Skating Palace, Sochi
GUP MNIIP Mosproject-4, Iceberg Skating Palace, Sochi

ICEBERG SKATING PALACE
Un’onda rivestita da pannelli di vetro blu. L’immagine dei Giochi olimpici invernali di Sochi 2014. Può ospitare sia il pattinaggio su ghiaccio che le gare di short track grazie a un sistema di cambio della temperatura del ghiaccio. Dopo le i giochi  verrà riconvertito in velodromo.

Architetti: GUP MNIIP Mosproject-4
Completamento: 2012
Area: 11,4 ettari
Posti a sedere: 12mila
Costo: 43,9 milioni di dollari

Zaira Magliozzi

CONDIVIDI
Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.