Cosa ha ancora in serbo il gallerista Giacomo Guidi?

Negli ultimi anni, in uno scenario di crisi sul panorama romano e italiano, è riuscito ad andare in controtendenza investendo molto in termini economici e di energia. Rilanciando sempre la sfida al mercato e ai suoi concorrenti. Prime foto del suo nuovo spazio a Roma (a Trastevere, dove c’era lo studio di Sandro Chia) e anticipazioni su un probabile sbarco a New York.

Giacomo Guidi

Hai già fatto tre cambi di galleria, andando sempre a crescere come impegno e come sfide. Come ti viene in mente di effettuare un nuovo doppio impegno in questa fase di grandi incertezze? Proprio per questo?
Esatto, proprio per questo. Sento la necessità di provare sempre a rilanciare, a cercare soluzioni nuove, a cambiare e sperimentare per crescere insieme ai miei artisti e ripensare ogni volta la galleria all’interno del panorama contemporaneo.

Stai affrontando dei grandi investimenti negli ultimi anni sia sugli spazi (quelli di Roma, di Milano, i progetti all’estero) che sugli artisti. Come riesci a rendere sostenibile l’attività? Hai dei finanziatori? Hai dei risparmi? Hai tanti grandi clienti che comprano a tutto spiano? Hai le banche che sostengono la tua attività imprenditoriale?
Ne sento dire tante su come faccio il mio lavoro. Semplicemente lavoriamo molto, cerchiamo come dicevo sempre soluzioni nuove, e reinvesto sempre per arrivare a costruire fondamenta solide per la mia struttura. Mi sento un gallerista, ma ancor prima un imprenditore.

New York e Roma, insomma. Partiamo da New York. Cosa hai intenzione di fare oltreoceano
In realtà per il momento non c’è ancora nulla di concreto sebbene l’idea ci sia tutta. Lo spazio che ci è stato offerto si trova fuori Manhattan, ma per il momento preferisco concentrare gli sforzi su Roma e sui nuovi progetti a cui stiamo lavorando.

Galleria Giacomo Guidi, Roma
Galleria Giacomo Guidi, Roma

Passiamo allora a Roma: il progetto capitolino che ti porterà da Corso Vittorio a Trastevere, negli spazi che furono lo studio di Sandro Chia. Qui il concetto stesso di galleria d’arte cambierà conformazione. Come?
Il nuovo spazio ci permetterà di sperimentare ancora di più, sia in termini di scelte artistiche sia in termini di sviluppo del concetto di galleria d’arte contemporanea. Questo è un momento particolare, in cui la galleria tradizionale deve probabilmente rinnovarsi, crearsi un nuovo spazio all’interno del sistema sia dell’arte che economico. Nel mondo vediamo le gallerie più prestigiose che si espandono in diversi ambiti, sviluppano un certo lavoro con un collezionismo sempre meno individuale e mecenatistico e sempre più imprenditoriale. Il museo di arte contemporanea anche sta subendo delle mutazioni, poche istituzioni possono permettersi di sviluppare le proprie collezioni e di investire, soprattutto in Paesi come l’Italia, dove la crisi del pubblico non può non colpire fortemente anche il sistema culturale, appunto da sempre sostenuto dalle amministrazioni. Invece vediamo la nascita di istituzioni che sviluppano programmi rivolti all’interdisciplinarietà artistica, dal design all’architettura, dall’archivistica alla grafica ecc. Insomma, in un periodo in cui il sistema artistico per come lo conoscevamo sta sicuramente mutando, io cerco di ripensare continuamente la struttura della mia galleria e cerco di cogliere le opportunità che si presentano con energia e anche un po’ d’incoscienza. Posso anticipare che sarà uno spazio molto grande, con due sale espositive molto stimolanti e dove potremo sviluppare tante idee nuove.

Dunque arte contemporanea e non solo?
Esatto. Ci sarà anche il fattore food, per certi versi il fattore moda, ci sarà  il grande design (a partire dalla progettazione degli spazi) e poi parte dello spazio sarà destinato a residenza. E anche gli orari cambieranno: penso ad un’apertura fino a sera tardi.

Si tratta di uno spazio gigantesco per gli standard delle gallerie d’arte in Italia.
Sì, oltre 1500 metri quadrati. I lavori di restauro e trasformazione cominceranno a giorni in modo da essere pronti per settembre con le prime mostre: un grande nome internazionale, un grande maestro del design e un nome importante per Roma.

Galleria Giacomo Guidi, Roma
Galleria Giacomo Guidi, Roma

Negli ultimi anni ti eri impegnato molto nel produrre progetti museali fuori dalla sede della tua galleria. Questa cosa continuerà?
Necessariamente, grazie al nuovo spazio, le cose cambieranno. Con sale lunghe 30 metri e larghe 10 gli spazi museali ce li abbiamo in casa e investiremo su quelli più che uscire fuori.

Non sono due progetti, la nuova mega-galleria di Roma e lo spazio di New York, che è possibile portare avanti insieme: hai dovuto frenare su uno e spingere sull’acceleratore dell’altro? Che tempi ti darai?
In questo momento ci concentriamo su quanto iniziato negli ultimi mesi e preparandoci al nuovo spazio di Roma, mentre per New York le cose si svilupperanno con più calma e tempi più lunghi.

Come ti vedi tra cinque anni?
Visto il ritmo frenetico dell’ultimo periodo, faccio fatica a prevedere dove sarò tra cinque anni. Credo fortemente, comunque, che continuerò a seguire le mie intuizioni.

Massimiliano Tonelli

www.giacomoguidi.it

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • alex uncini

    Io invece mi chiedo, dov’era giacomo guidi 5 anni fa?
    ho cominciato a sentirne parlare da poco e vista la fine che hanno fatto le persone con un percorso analogo al suo ha tutta l’aria di essere l’ennesima meteora.

    • Blue

      Carissimo Alex,
      da quello che ho letto su Giacomo Guidi, 5 anni fa aveva appena 25 anni e aveva aperto la galleria da poco più di un anno. Prima arrivava dalla scherma. Spero sinceramente che non sia l’ennesima meteora in quanto sta facendo un buon lavoro sia su Roma sia a livello nazionale. Speriamo che di giovani che abbiamo voglia di rischiare così tanto come lui ce ne siano di più.

  • loris broggio

    Cosa ha ancora in serbo il gallerista Giacomo Guidi? un sacco di sòle!

  • luca razzi

    Cosa ha ancora in serbo il gallerista Giacomo Guidi? sòle sòle sòle ce n’è in abbondanza

  • paolo.poldi

    Sòle le chiamano a Roma