Tutto su Art Spiegelman

Parole e immagini si fondono nell’opera di un artista che viene considerato anche un grande scrittore. La lunga carriera di Art Spiegelman in mostra nella Grande Mela. Al Jewish Museum, fino al 23 marzo.

Art Spiegelman, Lead Pipe Sunday no. 2 (detail), 1997, lithograph. Copyright © 1997 by Art Spiegelman. Used by permission of the artist and The Wylie Agency LLC. Courtesy Drawn + Quarterly

Ha rivoluzionato e segnato per sempre la storia del fumetto, e non solo. Con il Premio Pulitzer ricevuto nel 1992 grazie a Maus (la graphic novel che racconta le memorie del padre Vladek durante l’Olocausto, tramite una metafora in cui gli ebrei sono rappresentati dai topi e i tedeschi da gatti), Art Spiegelman (Stoccolma, 1948) è entrato a fare parte dell’empireo dei grandi scrittori, mentre con la retrospettiva che ha aperto lo scorso novembre presso il Jewish Museum di New York, viene invece celebrato internazionalmente il suo genio artistico.
Ripercorrendo la carriera di Spiegelman, a partire dalla realizzazione delle Garbage Pail Kills (serie di figurine estremamente popolari, note in Italia con il nome Sgorbions), per passare dal magnifico lavoro di collaborazione con la moglie Françoise Mouly tra il 1980 e il 1991 che è stato Raw Magazine (dove vennero pubblicati alcuni dei primi articoli su Henry Darger, l’artista americano outsider per eccellenza, ma anche immagini di autori come George Herriman, Gustave Doré, Winsor McCay), e poi ancora appunto transitando per Maus e le copertine del New Yorker, la mostra illustra il cammino variegato e intenso di un artista che ha il merito di avere abbattuto i confini tra l’arte considerata di “basso” e quella di “alto” profilo.

Art Spiegelman, cover art for Print magazine, May/June 1981, watercolor, ink, and collage on paper. Copyright © 1981 by Art Spiegelman. Used by permission of the artist and The Wylie Agency LLC.  Courtesy Drawn + Quarterly
Art Spiegelman, cover art for Print magazine, May/June 1981, watercolor, ink, and collage on paper. Copyright © 1981 by Art Spiegelman. Used by permission of the artist and The Wylie Agency LLC. Courtesy Drawn + Quarterly

Tra sketch preparatori, disegni originali, stampe e documenti di varia natura, il percorso espositivo all’interno del meraviglioso Jewish Museum (poco distante dal celebre Guggenheim), rapisce lo sguardo per la varietà dei lavori esposti, per la loro bellezza e per l’indubbio interesse collettivo. I personaggi realizzati con un tratto e una sensibilità underground dei primi tempi si mescolano alle tavole originali dal segno più maturo della splendida graphic novel (iniziata a pubblicare nel 1980 proprio su Raw Magazine), esplorando tematiche pertinenti alla più intima espressione del sé, e in particolare della memoria in quanto chiave narrativa di un pezzo indelebile di storia dell’umanità. Fanno parte dell’opera di questo grande narratore contemporaneo anche i libri per bambini, con cui, nel 1990, abbandona la traccia autobiografica, che riprenderà in seguito alla caduta delle Torri gemelle con In the Shadow of No Towers (2004), interpretando il sentimento pubblico di devastazione causato dalla tragedia dell’11 settembre a New York.
Tra i punti di riferimento del suo percorso da artista visivo occorre ricordare la formazione ricevuta grazie alla lettura della rivista Mad Magazine, simbolo di una cultura anti-establishment che lo ha ispirato sin da piccolo (“leggevo Mad Magazine come gli altri leggevano il Talmud” ha affermato), alimentando il temperamento ironico del giovane Spiegelman (il suo personalissimo sense of humor è percepibile diffusamente nella sua opera, che illustra spesso neurosi e frustrazioni di vario tipo grazie a toni satirici e pungenti oltre che a immagini assolutamente irriverenti). Influenzato dalle figure di Harvey Kurtzman and Paul Krassner, Spiegelman può essere facilmente descritto come un talento unico figlio di una controcultura che durante gli anni Sessanta e Settanta ha tentato di esprimere in modo alternativo un disagio non soltanto politico, e che ha saputo forgiare la propria visione sul mondo tramite un’interpretazione sempre altamente critica del reale.

Art Spiegelman, study for Maus II, A Survivor’s Tale: And Here My Troubles Began, c. 1985, pen, pencil and correction fluid on paper.  Copyright © 1985 by Art Spiegelman. Used by permission of the artist and The Wylie Agency LLC
Art Spiegelman, study for Maus II, A Survivor’s Tale: And Here My Troubles Began, c. 1985, pen, pencil and correction fluid on paper. Copyright © 1985 by Art Spiegelman. Used by permission of the artist and The Wylie Agency LLC

Grazie alla creazione di Maus l’intero mondo del fumetto ha ricevuto il proprio battesimo in nome della letteratura, liberandosi e liberandoci del vecchio preconcetto per cui questo costituisca un medium esclusivamente per ragazzi e appassionati del settore. Grazie a Spiegelman il connubio immagini e parole diventa arte, nella sua più completa accezione.

Diana Di Nuzzo

New York // fino al 23 marzo 2014
Art Spiegelman’s Co-Mix: A Retrospective

a cura di Rina Zavagli-Mattotti
JEWISH MUSEUM
1109 5th Ave at 92nd St
+1 (0)212 4233200
[email protected]

www.thejewishmuseum.org

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.
  • Enrico Ratti

    Vero! Un grande artista. L’ho conosciuto. Ho anche un suo disegno autografo con dedica. Disegno fantastico, unico e irriproducibile.