Vent’anni senza Frank Zappa. Lo ricordano gli Inventionis Mater

Gli Inventionis Mater hanno fatto del rock bislacco e bizzarro di Frank Zappa una traduzione, senza mai snaturarla. È un progetto nato dall’incontro tra il clarinettista Pierpaolo Romani e il chitarrista Andrea Pennati, con l’obiettivo di trascrivere il gigantismo zappiano, per un accostamento poco frequentato, come quello per clarinetto e chitarra. Ecco la nostra intervista al duo toscano.

Inventionis Mater

Come e quando è nato questo progetto che vede l’accostamento insolito di due strumenti acustici, come la chitarra e il clarinetto, alla musica di Frank Zappa?
È nato il 17 marzo 2011 che, per i più, è la data del centocinquantesimo anno dall’Unità d’Italia, mentre per noi due coincide con la festa al Teatro Tenda di Firenze nella ricorrenza di San Patrizio. Parlando del desiderio di suonare insieme, trovammo il repertorio originale per chitarra e clarinetto inutilmente complesso e pure piuttosto bruttino. Le trascrizioni reperite spaziavano tra il “privo di senso” e “la bruttezza messa nera su bianco”.
Abbiamo scoperto, alla fine, la nostra comune passione per Zappa, e ci siamo così dedicati anima e corpo a trascrivere brani del compositore di Baltimora per il nostro duo. Il lavoro è stato talmente impegnativo da affrontare il primo concerto solo dopo un intero anno.

Il vostro primo album s’intitola Does Humor Belong in Classical Music? Domanda più che legittima, che risposte vi siete dati a riguardo?
La nostra risposta è ovviamente sì. Ma il titolo dell’album è pure una domanda che rivolgiamo direttamente agli ascoltatori. Sta al nostro pubblico darci un’idea se sia pure per loro più o meno così.

Inventionis Mater - Does Humor Belong in Classical Music?
Inventionis Mater – Does Humor Belong in Classical Music?

Voi proponete una rilettura classica del repertorio di Zappa. Come è avvenuta la scelta dei brani e qual è stato il vostro approccio nel rielaborare le composizioni del celebre compositore americano?
La scelta dei brani è stata dettata principalmente da due fattori: il gradimento personale e la reperibilità di materiale di partenza per le rielaborazioni (schizzi, spartiti in commercio, file midi). Nei casi in cui è mancato il materiale, ci siamo affidati alle orecchie: Rhymin’ Man – non incluso nell’album, ma reperibile su Youtube – è stato tirato giù completamente a orecchio, così come altri brani del nostro repertorio.

Il linguaggio di Zappa spazia dal rhythm’n blues fino alla musica contemporanea, qual è il collante di questa poliedricità stilistica?
Collante è spesso l’ironia, dei testi e della musica in sé. Tuttavia un grande compositore raramente appartiene a un linguaggio. Piuttosto, sono i vari linguaggi a essere mezzi espressivi a servizio di un gran compositore. Perlomeno, crediamo così.

Inventionis Mater - Does Humor Belong in Classical Music?
Inventionis Mater – Does Humor Belong in Classical Music?

Come è avvenuta la scelta della cover di questo vostro primo disco (totalmente autoprodotto)?
L’artwork è frutto di un concorso on line aperto a tutti, indetto sulla nostra pagina facebook: “create la copertina per il disco d’esordio degli Inventionis Mater”. Il concorso è stato vinto, sia a parer nostro che dei nostri follower, dal portoghese Antero Valerio. Uomo generosissimo che, oltre a curare il front dell’album, ha creato anche il retro e gran parte dell’artwork presente nel booklet.

Progetti futuri?
Oltre a Zappa stiamo coltivando altri progetti, quale un trio con l’aggiunta di un altro chitarrista: Stevan Joka – anch’esso zappiano d.o.c. – con cui ci cimenteremo in musica balcanica del repertorio macedone, arrangiata in maniera originale. Abbiamo anche altre idee in testa a cui stiamo lavorando, ma essendo work in progress per il momento rimangono top secret.

Paolo Tarsi

www.inventionismater.com

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Paolo Tarsi
Musicologo e compositore, dal 2010 fa parte del collettivo Argo con cui prende parte alla pubblicazione di una serie di romanzi collettivi. Suoi studi sono apparsi su riviste specialistiche e rivolgono particolare attenzione alla musica del secondo Novecento, ai rapporti tra musica e altre forme d’arte e all’influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop. Collabora inoltre con “Il Giornale della Musica” e “Il Corriere Musicale”, ha tenuto conferenze e curato programmi radiofonici di musica jazz e contemporanea in Italia e all’estero. Scrive musiche per mostre di P. Cotani, M. Giacomelli, A. Warhol, collaborando con Tullio Pericoli e musei quali il MAXXI, dove ha partecipato a una perfomance di “Pendulum Music” di Steve Reich. Ha curato la musica originale e la sonorizzazione live durante la proiezione dei lavori del progetto Giovane Fotografia Italiana #02 presentato da GAI e Fotografia Europea in collaborazione con Acusmatiq 8.0 e Mediterranea 16 “Errors Allowed”, la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo e, successivamente, la performance musicale durante la presentazione parigina delle riviste “Argo” e “Alfabeta2”, Per un uso performativo delle riviste. Alfabeta2+Argo: Presentazione, smontaggio e performance, dove sono state eseguite sue composizioni accanto a brani di Erik Satie, John Cage e Fausto Romitelli. Nel 2012 ha conseguito il Certificate of Advanced Studies (CAS) in Musica elettronica e Sound Design presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, attualmente si sta specializzando nella composizione per il cinema con il premio Oscar Luis Bacalov.