Il re del kitsch

Sono seduto nella lounge dello Zetter in St. John Square a Londra. Sono stato invitato da Andrew, che sembra non avere dubbi: “Forse nell’Europa continentale il nome di Tretchikoff non dice molto, ma per gli anglosassoni rimane un fenomeno unico”…

Vladimir Tretchikoff

Andrew Brown è l’editor di Art/Books, giovane casa editrice che ha già al suo attivo pubblicazioni molto chic e molto intelligenti, fra le quali Incredible Tretchikoff: Life of an Artist and Adventurer. Di lui mi fido ciecamente, e poi nel video The Stars (Are Out Tonight) con David Bowie e Tilda Swinton appare proprio una Green Lady di Tretchikoff. Per uno paio di pound, tra il 1955 e il 1965 gli inglesi hanno goduto visioni di sensuali ballerine balinesi o misteriose signore cinesi appartenenti a un Asia solo sognata.
Ma Vladimir Tretchikoff, a differenza di Sir Gerald Kelly (altro fornitore di mistica orientale), l’Asia l’aveva conosciuta davvero. Nato a Petropavlovsk, durante la Rivoluzione bolscevica fugge con i genitori in Manciuria. Poi si trasferisce a Shanghai, dove si unisce alla principale agenzia di pubblicità come art director e illustratore. Negli Anni Quaranta è a Singapore, Jakarta, Giava… fa naufragio, conosce Sukarno, si innamora di una danzatrice balinese, collabora con l’intelligence (prima inglese e poi giapponese!)… Terminata la Guerra si riunisce con la moglie e i figli in Sudafrica.

Quando nel 1962 decide di mostrare il suo lavoro a Londra, sceglie di farlo nei grandi magazzini Harrods. I suoi originali sono acquistati dai (nuovi) ricchi, mentre milioni di fan ne acquistano le stampe in negozi e farmacie come Boots o Woolworths. Negli Anni Settanta le sue stampe sembrano aver stancato, ma appena dieci anni dopo rieccolo in auge, questa volta con l’affettuosa etichetta di “Re del kitsch”.
Una nuova generazione di artisti – da Pierre et Gilles a David Mach – reinterpreta le sue immagini. Michel Gondry ha utilizzato la sua Ragazza cinese per un video musicale dei White Stripes. La sua Green Lady è stata venduta per quasi 1 milione di sterline da Bonhams a Londra nello scorso marzo.

Aldo Premoli
trend forecaster
direttore di tar magazine

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #16

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Milano, Catania, New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste Belfagor di Luigi Russo e Alfabeta di Nanni Balestrini. Nel 1984 cura l’edizione di “Moda e Musica nei costumi di Sylvano Bussotti”. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come L’Uomo Vogue, Vogue Pelle e Vogue Tessuti. Nel 2001 fonda Apstudio che fornisce consulenze di comunicazione e trend forecasting ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Per questa attività, oltre ai Paesi europei, sono gli Stati Uniti e la Cina le mete più frequenti dei suoi spostamenti. Nel 2013 e 2014 dirige Tar magazine, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di Huffington Post Italia, nel 2016 ha pubblicato insieme all’economista Maurizio Caserta “Mediterraneo Sicilia Europa. Un modello per l’unità europea” e ha fondato l’Associazione che porta lo stesso nome.