Il CAM a luci rosse. Quando Napoli rifiuta, Casoria risponde

Alla pruderie dei Borbone si deve il campionario erotico-sessuale più ampio dell’antichità. Al piano ammezzato del Museo archeologico nazionale di Napoli, infatti, c’è una sezione che va sotto il nome di Gabinetto segreto, dove volgendosi oltre l’incanto delle immagini, la mente può volteggiare nella sua storia, inseguendo stratificazioni di usi e costumi del potere con la sessualità.

ErotiCAM. Gabinetto Segreto II - Pan riding on an ithyphallic mule. Hermann Nitsch - CAM, Casoria 2013

Già destinato nel Settecento “alle sole persone di matura età e di conosciuta morale”, dopo successivi e ciechi tentativi di chiusura e distruzione delle opere, Garibaldi rese accessibile “giornalmente al pubblico” il Gabinetto segreto, fino ad essere di nuovo censurato dal regime fascista, per poi essere svincolato definitivamente negli Anni Settanta.
In questi giorni il collettivo austriaco Team[:]niel ha riaperto il caso. Gli artisti, lavorando sulle foto dei reperti con fotomontaggi di altri nudi tratti dalla realtà contemporanea, hanno infatti proposto di allestire il progetto all’interno dello stesso Museo archeologico in buona compagnia degli originali. Ma l’inopportunità di una tale proposta, così come sottolineato in una nota ufficiale della Soprintendenza – che ha declinato l’invito -, ha fatto andare a nozze con l’occasione Antonio Manfredi, il narciso centurione del CAM di Casoria, che si è subito reso disponibile a spalancare le sue porte perché “l’arte non ammette censura quando accompagna alla riflessione, all’indagine e alla comprensione”.

ErotiCAM. Gabinetto Segreto II - Flagellated woman and Bacchante. Claudia Feyerl - CAM, Casoria 2013
ErotiCAM. Gabinetto Segreto II – Flagellated woman and Bacchante. Claudia Feyerl – CAM, Casoria 2013

La scelta di riproporre alcune immagini in chiave moderna, con i corpi nudi dell’azionista viennese Hermann Nitsch, del chimico Carl Djerassi (che fu tra i padri della pillola anticoncezionale) e dello stesso direttore Manfredi, non ha unicamente intenti artistici ma si prefigge soprattutto di documentare la reazione del pubblico. Il senso del lavoro sta nella volontà di misurare la temperatura dei costumi di un Paese che ancora reputa un tabù sconveniente un nudo e campa a cavallo di volgarità etiche ben più pornografiche. L’arte è eterna ma il significato specifico di un’opera può essere transitorio. E la sua bellezza si potenzia nel tempo proprio per questo.
L’arte ha il nobile compito di tradurre il pensiero in materia e ogni espressione artistica, se autentica e non ruffiana, ha il dovere più o meno inconsapevole di svelarci una più ampia visione della realtà. La normale banalità dello scatolame riprodotto da Warhol ci catapulta nel boom americano, così come i ritratti di Raffaello riflettono allo specchio la ricchezza dei mercanti emergenti. Forzando di poco la mano si potrebbe arrivare al concetto di prostituzione intellettuale dell’arte, se si pensa a quanto poco oggi l’arte in Italia sia considerata, ancella minore di tutti i saperi, madre ignara e impotente delle tante svendite e dei sempre più gettonati noleggi in giro per il mondo.

ErotiCAM. Gabinetto Segreto II - Polyphemus and Galatea. Antonio Manfredi - CAM, Casoria 2013
ErotiCAM. Gabinetto Segreto II – Polyphemus and Galatea. Antonio Manfredi – CAM, Casoria 2013

Del resto, dove, se non a casa propria, l’unicità di una fortunata disgrazia come quella di Pompei deve essere mostrata al meglio per tentare di diventare non un oggetto di culto, come accade recentemente nella City britannica, ma un tassello necessario per la crescita personale, prima di tutto morale e umana e poi intellettuale, di un proprio cittadino?

Ivana Porcini

Casoria // fino al 15 gennaio 2014
ErotiCAM. Gabinetto segreto II
CAM
Via Duca d’Aosta ang. Via Calore
081 7576167
www.casoriacontemporaryartmuseum.com   

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Ivana Porcini
Ivana Porcini (Napoli 02/08/71), laureata in lettere moderne e conservazione dei beni culturali. Specializzata in storia dell’arte, docente di Pedagogia dell’arte presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, scrittrice, docente di italiano e latino, gallerista. Ha curato numerose mostre di arte antica e contemporanea e partecipato a diversi corsi intensivi di formazione didattica all’arte, in particolare Artebambini a Bologna e Associazione Bruno Munari con Beba Restelli a Milano.
  • antonio lai

    caro cam di casoria, facci un bel regalo di natale, sparisci per sempre dalle nostre vite che già abbiamo mille casini a cui correre dietro e ormai la tua inutilità è acclarata.
    mai che avessimo avuto modo di goderci una mostra per quello che era, no, tu devi giocare tutto sul sensazionalismo e sul vittimismo, solo campagne di stampa e niente arte.
    non ti danno i soldi e allora bruci le opere (probabilmente inutili anch’esse), adesso è la volta del solito scandaletto legato al sesso. ma insomma, capito che non servi a niente e sei affossato in un luogo infelice, perché non trai da solo le conclusioni e chiudi questa storia triste una volta per tutte?

    • beatrice

      forse la tua vita non ha abbastanza emozioni, se ancora giudichi ciò che addirittura non t’interessa?; o, per caso, hai avuto qualche brutta delusione sessuale, tanto da cercare le risposte in una mostra il cui senso di certo non era lo scandalo, ma una festosa riproposizione di usi e costumi, sessuali ed erotici, che dopo 2 mila anni ancora si manifestano attuali?.
      Torna al MANN, lì troverai forse la tua musa ispiratrice.

  • Giulia

    Non conosco la realtà del CAM, ma, a giudicare dalle immagini proposte, il progetto proposto dal collettivo viennese è di una banalità e superficialità imbarazzante.

  • alessandra

    tanto per precisare: il Cam non è un museo ma una collezione messa su da un artista, tal Manfredi, chiedendo regali in giro..e piaceri in giro per avere spazi espositivi gratis…sulla qualità dei lavori, gettiamo un velo pietoso

  • And

    Complimenti ad Artribune per questi articoli, magari sperate di avere+ clic sul vostro sito solleticando la curiosità con le immagini erotiche pompeiane (e per fortuna che non avete parlato di Noemi Letizia!) Ma una bella stroncatura era cosi difficile da ottenere invece della solita marchetta travestita da recensione?

  • Fabrizio

    …Ma la firma della recensione, quella sì che fa sorridere, senza offesa alla stessa articolista, alla quale dobbiamo l’adesione convinta ma acritica, perciò assolutamente colpevole, a una scemenza.

  • Lasciamo che il silenzio, lo studio, la riflessione divengano un’onda lunga. Avranno bastante potere – si spera!- da spazzare via le parodie e le parafrasi che a malapena nascondono impotenza immaginativa e insufficienza sintattica!

  • Caterina

    Questi finti intellettuali preferiscono le iniziative degli enti che Rubano soldi e quelli ce ne sono tanti soprattutto a Napoli…si noi italiani non siamo abituati ad aver personaggi come Manfredi che con le loro sole qualità riescono a mettere su iniziative per il nostro territorio, senza necessariamente derubare le nostre tasche….del resto se abbiamo questi esempi dall alto perche noi cittadini dovremmo pensare diversamente.