È del collezionista il fin la meraviglia

Gallerie d’Italia e Museo Poldi Pezzoli, Milano – fino al 2 marzo 2014. Due sedi, centoventi opere, un unico fil rouge: la trasposizione in mostra di quanto scritto nei manuali di museologia al capitolo “gabinetti di curiosità”. Vanno in scena le Wunderkammern.

Cranio umano con corallo rosso, XVII sec. (?) - ©Pisa, Museo di Storia Naturale e del Territorio dell’Università di Pisa, Certosa di Calci

Senza collezionisti non ci sarebbero i musei” ed è forse per questo che le curatrici Lavinia Galli e Martina Mazzotta hanno dedicato la prima sezione della mostra Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi ai tre collezionisti italiani per antonomasia. Un ritratto carraccesco di Ulisse Aldrovandi fronteggia due incisioni raffiguranti Ferdinando Cospi e Manfredo Settala. Incipit doveroso per comprendere come le singole personalità si riflessero sulle rispettive raccolte, a loro volta sintomatiche dell’epoca tardo rinascimentale e barocca che allargava i suoi orizzonti in un anelito enciclopedico. Volumi stampati e cataloghi illustrati, atlanti di stranezze e rarità sono esposti accanto a naturalia e mirabilia di misteriosa derivazione. Lingue fossili, madrepore, bezoar e finti corni di narvalo stupiscono l’osservatore da dietro teche cristalline, ancor più necessarie per la salvaguardia di artificialia dalla fattura pregiata.

Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi - veduta della mostra presso le Gallerie d’Italia, Milano 2013
Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi – veduta della mostra presso le Gallerie d’Italia, Milano 2013

L’elegante apparato espositivo color rubino, forse metafora del processo disgregativo che interessò le collezioni, fa di ogni vetrina un sacrario in cui ogni “artificiosissimo” oggetto perde di vicinanza prossemica con gli altri. Niente di più lontano dal quasi ossessivo horror vacui tipico di quelle camere delle meraviglie. Se si osservano con attenzione le tavole incise esse rivelano intenti espostivi di natura spettacolare e allo stesso tempo ragionata. Walter Benjamin definì questa prerogativa del collezionista “la tensione dialettica tra i due poli del disordine e dell’ordine”. Mutuato dall’Umanesimo, il collezionare era un procedimento metodico oltre che metodologico; il rapporto tra i reperti e tra i reperti e lo spazio era dunque calcolato meticolosamente, per cui collocazione ed esposizione costituivano le necessarie prerogative dell’apertura al pubblico. Prove di una comprensione maggiore di tali presupposti sono il coccodrillo sollevato fino al soffitto, così come rappresentato da Cesare Fiori, e il raggruppamento gerarchico di sfere armillari, orologi notturni (i cosiddetti scientifica), nautilus e pissidi nello studiolo dantesco di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Una metawunderkammer in parte realizzata se si pensa all’ubicazione in una casa museo. Indizi di un seguito nelle Gallerie d’Italia si rintracciano nella giustapposizione mimetica di testimonianze più recenti, come la principessa in scatola di Joseph Cornell o la risma di fogli di Vedovamazzei.

Anonimo, Hirundo Piscis Rondeletij, seconda metà XVI sec. - ©Bologna, Biblioteca Universitaria
Anonimo, Hirundo Piscis Rondeletij, seconda metà XVI sec. – ©Bologna, Biblioteca Universitaria

In Piazza Scala trovano spazio iguane tassidermizzate (Merz), tassonomie di farfalle (Hirst), uova (Manzoni e Altamira) e pietre fossili (Kounellis), crani umani con favi di calabroni (Costa), naturalia immortalati su freddo alluminio (Parmiggiani), archivi (Cavaliere) e automi (Junod). Due macrotematiche connesse ai “teatri di natura” sono qui illustrate: le collezioni come montaggi racchiuse in teche, stipi e boîte e lo struggimento melanconico come causa ed effetto del fare collezionistico. Un’esposizione nel complesso esaustiva che trova perfetta esemplificazione in Melencolia I di Dürer, in cui pulsione interna e volontà scientifica si fondono in una cosa sola.

Barbara Morosini

Milano // fino al 2 marzo 2014
Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi
a cura di Lavinia Galli e Martina Mazzotta

GALLERIE D’ITALIA
Piazza della Scala 6
www.gallerieditalia.com

MUSEO POLDI PEZZOLI
Via Manzoni 12

www.museopoldipezzoli.it

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Barbara Morosini
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali e in Teoria, tecniche e gestione delle arti e dello spettacolo, s’interessa di arte in tutte le sue manifestazioni, senza limiti di tempo e di spazio. Particolarmente interessata alla museologia e alla tematica del display, cerca d’interpretare le opere anche per mezzo del loro necessario rapporto con lo spazio espositivo. Scrivere è per lei un modo di fare ordine e riferire con fedeltà quanto il discorso espositivo intende comunicare.