Influenze contagiose. IX edizione per un festival più partecipativo che mai

Esplora territori insoliti e nascosti, progetti e altri tipi di azioni indipendenti che si nutrono principalmente di sovversioni. Troppo difficile da etichettare, il The Influencer Festival è più un non festival – a ingresso assolutamente gratuito – dove arte, tecnologia e comunicazione la fanno da padrona. A Barcellona, questo weekend.

Chim Pom

Anche quest’anno la guerriglia comunicativa di The Influencer torna al CCCB di Barcellona: un fitto programma di conferenze, ospiti internazionali, esperimenti di arte non convenzionale, laboratori d’intrattenimento collettivo e quant’altro. Chi conosce il festival sa perfettamente che si tratta di un evento dal quale non si sa mai bene cosa aspettarsi. Di garantito vi è solo che il divertimento, l’informazione e il senso critico saranno più che radicali.
Nato nove anni fa più come una provocazione che non come un evento in senso stretto, The Influencer è un progetto del trio nostrano Bani Brusadin ed Eva e Franco Mattes (aka 0100101110101101.org). Sovversori, hacker e nemici della disinformazione, queste le caratteristiche principali dei fondatori del festival. Alle spalle una lunga storia di utilizzo creativo e informativo delle tecnologie e una manifestazione, Digital-is-not-analog Bologna, che prima di cedere il passo all’edizione gemella di Barcellona è stata una grande vetrina per la net art in Italia.

Paolo Cirio, Streetghosts
Paolo Cirio, Streetghosts

Quest’anno più che mai il festival guarda al post-digital, oltre i confini della vita analogica e di quella reale. La rivoluzione dei codici dominanti diventa lo strumento principale per produrre cortocircuiti di forte impatto comunicativo. È il caso di Aram Bartholl, un instacabile investigatore delle relazioni online e offline e dei rapporti tra individuo e collettività. Nei suoi progetti converge tutta la tensione tra individuale e collettivo che anima gli inidvidui, nella speranza di materializzare nuove aspettative e sogni che possano riscrivere certi codici. Dall’Italia arriva Paolo Cirio, un altro esploratore di tensioni, buchi e faglie nei sisitemi. Gli abusi tecnologici, le reti sociali e tutto il web sono i territori preferiti da Cirio. La sua è una ricerca ricostruttiva, interventi che nascono per sanare queste crepe con efficaci narrazioni collettive che iniziano dal basso. Grande attesa anche per la presenza di John Law, il mitico findatore del Burning Man, l’evento più unico che raro che ogni anno riunisce nel Black Rock Desert in Nevada una media di 50mila vistitatori. Anni di militanza in gruppi di attivisti come il Suicide Club e la Cacophony Society hanno trasformato John Law in una figura fondamentale per comprandere alcuni progetti che hanno marcato la controcultura america, ma anche l’avvicinamento di certe subculture a quella pop, come nel caso del Burning Man.

The Troll Face
The Troll Face

Chim Pom (Giappone), SAM3 e The Troll Face (Spagna), Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen (Finlandia) e ancora tanti altri ospiti accorrono al grande laboratorio-meeting che è The Influencer 2013, prima di tutto uno sguardo oltre i confini delle cultura e poi una sfida diretta all’immaginatio collettivo.

Enrichetta Cardinale Ciccotti

www.theinfluencers.org

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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.