Dieci anni di Spinola Banna

Doug Ashford, Rirkrit Tiravanija, Marta Kuzma, un Leone d’argento, ma anche collaborazioni con le università. Con Gianluca Spinola Banna e Gail Cochrane parliamo di un anno di residenze in fondazione. Con un occhio rivolto a un’attività che nel 2014 compirà dieci anni.

Fondazione Spinola Banna

Seminari, conferenze, ma soprattutto workshop. Dall’anno della sua apertura, nel 2004, la Fondazione Spinola Banna, creata da Gianluca Spinola, promuove l’arte visiva e la musica contemporanea attraverso un bando che ogni anno invita i giovani a sperimentare, accompagnati da eminenti figure del mondo dell’arte. Con un diktat, che la tiene felicemente al di fuori dalle logiche del mercato. Quello di non acquisire né trattenere le opere prodotte durante i seminari. “Quando abbiamo ristrutturato questo complesso”, racconta Gianluca Spinola Banna, presidente della Fondazione, “abbiamo espresso il desiderio di fare qualcosa per l’arte, qualcosa legato al mondo dell’insegnamento e della formazione. Siamo partiti con l’idea di fare una residenza con i giovani artisti, per dare uno sbocco professionale al loro percorso di studio. Abbiamo cominciato nel 2004. Il primo master è stato realizzato da Alberto Garutti, per il quale provo molta riconoscenza, dal momento che è venuto basandosi solo sulle parole, imbarcandosi in un progetto molto innovativo per l’Italia. È stato fantastico, super collaborativo”.

Fondazione Spinola Banna
Fondazione Spinola Banna

“La nostra istituzione è diventata un punto di riferimento accreditato nel panorama nazionale”, è il commento della co-direttrice (insieme a Guido Costa), Gail Cochrane, curatrice d’arte contemporanea e fin dall’inizio partecipe del progetto. Il suo impegno non si limita alla “cura” e alla promozione dei workshop e dei laboratori intensivi, ma anche alla costruzione di un network con università italiane, centri formativi europei e soggetti con finalità simili. Dall’Università IUAV di Venezia al Politecnico di Torino, dalla Naba di Milano alla Fondazione Bevilacqua La Masa, fino al network di residenze Resò, sostenuto dalla Fondazione per l’arte CRT, e a Viafarini. Last but not least, il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Cento gli artisti che hanno finora avuto accesso ai workshop, con aumento del 10% (età media 28-30 anni) delle domande di partecipazione. Molti i “nomi noti” passati di qui: da Loredana Di Lillo a Ludovica Carbotta, da Alessandro Piangiamore a Isola & Norzi, da Sabina Grasso a Paola Anziché fino a Gian Maria Tosatti, nel workshop con Doug Ashford del maggio scorso.

Fondazione Spinola Banna
Fondazione Spinola Banna

Questa”, spiega Gail Cochrane, “è una generazione molto interessante. I giovani artisti sono totalmente autonomi nel pensiero e nelle pratiche artistiche, anche grazie alla mobilità e all’utilizzo dei tool tecnologici. Sono particolarmente evoluti, anche perché frequentano buone scuole. Il livello molto alto dei visiting professor, le collaborazioni con altre istituzioni e con le università offrono loro una piattaforma di qualità che dà ulteriori opportunità di confronto in un sistema dell’arte sempre più globalizzato. E, dato che il fil rouge tematico dei workshop di quest’anno è stato il discorso sociale e politico nell’arte, anche di confrontarsi con le eccellenze, in tal senso, del dibattito contemporaneo”.
A giugno, inoltre, la Fondazione ha ricevuto per il progetto musica il Leone d’Argento per la Musica della Biennale di Venezia 2013. “Le soddisfazioni”, continua Spinola Banna, “si hanno quando vedi che coloro che sono passati di qui proseguono nei loro percorsi. Ad esempio un paio di anni fa c’è stata una importante mostra a Palazzo Reale [la mostra nel 2011 dedicata al Premio Rotshild, N.d.R.]: ebbene, su sedici artisti, otto erano passati da Banna. All’inizio del nostro percorso siamo stati molto aperti nella selezione. Poi ci siamo resi conto che era arrivato il tempo di applicare dei criteri più restrittivi e di aprire maggiormente alle collaborazioni. I risultati sono stati molto buoni, la media è molto alta e chi passa da Banna lo si ritrova poi nelle varie mostre.”

Santa Nastro

www.fondazionespinola-bannaperlarte.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.